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SpaceX ha acquistato le frequenze di EchoStar per sviluppare la nuova generazione di Starlink Direct-to-Cell

Stefano Piccin di Stefano Piccin
Settembre 8, 2025
in News, Space economy, SpaceX
starlink satellite
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SpaceX ha raggiunto un accordo con EchoStar per l’acquisto di 50 MHz di spettro delle frequenze in banda S negli Stati Uniti e di licenze globali per il Mobile Satellite Service (MSS). L’operazione ha un valore complessivo di circa 17 miliardi di dollari, e permetterà a SpaceX di potenziare la propria costellazione Starlink Direct-to-Cell, dedicata alla connettività satellitare diretta verso i telefoni cellulari.

Secondo i termini dell’accordo, SpaceX pagherà fino a 8.5 miliardi di dollari in contanti ed emetterà altrettanti in azioni di SpaceX. Inoltre, si farà carico di circa 2 miliardi di dollari di interessi sul debito di EchoStar fino al 2027. Questa vendita è la seconda, dopo quella di agosto, quando EchoStar aveva ceduto parte del proprio spettro ad AT&T per 23 miliardi di dollari, nel tentativo di risolvere le pressioni normative della Federal Communications Commission (FCC) sul sotto-utilizzo delle frequenze.

L’accordo con SpaceX prevede anche una collaborazione commerciale: gli abbonati Boost Mobile, operatore controllato da EchoStar, potranno accedere ai servizi offerti dal Direct-to-Cell di Starlink, di SpaceX.

La nuova costellazione D2C di SpaceX

Il servizio Direct-to-Cell di SpaceX è operativo dal 2024. In poco più di un anno e mezzo è stato attivato in cinque continenti e conta oggi più di sei milioni di utenti. La costellazione consente a telefoni LTE standard di inviare e ricevere messaggi, effettuare videochiamate, usare applicazioni di navigazione e servizi IoT, senza necessità di modifiche hardware o software e senza avere a disposizione una connessione mobile standard.

La prima generazione della costellazione Starlink Direct-to-Cell, è composta da oltre 600 satelliti in orbita a 360 km di quota, e ha introdotto un’architettura rigenerativa con payload eNodeB e antenne phased array integrate, in grado di operare come vere e proprie torri cellulari nello spazio. Il sistema si appoggia alla rete laser mesh di Starlink, che collega tra loro oltre 8000 satelliti, assicurando copertura globale e continuità di servizio. In pratica, i 600 satelliti D2C sono in grado di connettersi agli altri satelliti Starlink a quote più alte tramite connessione laser, in modo da mantenere la connessione a livello globale anche senza il diretto collegamento con un satellite D2C.

starlink blacksky
Starlink V2 Mini fotografato da un satellite di BlackSky a 120 km di distanza.

La seconda generazione, che sarà realizzata in seguito all’acquisizione dello spettro EchoStar, porterà a un incremento di capacità e di prestazioni: i satelliti saranno in grado di generare migliaia di fasci simultanei, con una capacità per satellite fino a 20 volte superiore e un incremento complessivo stimato oltre 100 volte rispetto alla generazione attuale. L’integrazione di protocolli 5G ottimizzati e di nuove antenne phased-array in silicio permetterà di offrire connettività cellulare 5G completa, con prestazioni paragonabili a quelle delle reti terrestri e pensate per lavorare in sinergia con gli operatori mobili esistenti.

Con l’acquisizione dello spettro EchoStar, SpaceX potrà passare alla seconda generazione del servizio. I nuovi satelliti saranno equipaggiati con antenne phased-array al silicio e payload eNodeB integrati, capaci di gestire migliaia di fasci e di offrire una capacità di trasmissione fino a 20 volte superiore per satellite. Complessivamente, il sistema potrà raggiungere un incremento di capacità di oltre 100 volte rispetto alla prima generazione, abilitando connettività 5G completa con prestazioni paragonabili a quelle delle reti terrestri.

SpaceX con questa acquisizione pone le basi non solo per la costruzione di una nuova generazione della rete Starlink, ma anche per porsi come operatore di nuova generazione, che integra sia hardware che servizi di rete. In questo modo l’unico grande elemento che mancherebbe a SpaceX sarebbe il terminale utente, in questo caso lo smartphone.

I problemi di EchoStar nel mantenere il proprio spettro di frequenze

La vendita di queste frequenze è stata fatta in seguito alle richieste della FCC di garantire un utilizzo efficace delle risorse radio, considerate scarse e strategiche per lo sviluppo del 5G negli Stati Uniti. EchoStar era stata più volte richiamata per non aver implementato servizi su parte dello spettro in suo possesso, con il rischio di revoca delle licenze.

Con la vendita ad AT&T e ora a SpaceX, la società statunitense punta a chiudere la revisione avviata dalla FCC, mentre SpaceX rafforza la posizione della propria infrastruttura satellitare in un settore che si sta rapidamente integrando con quello delle telecomunicazioni mobili terrestri.

Insieme a questa seconda vendita dello spettro di frequenze, EchoStar ha cancellato anche un contratto con MDA Space da 1.3 miliardi di dollari. L’azienda canadese avrebbe dovuto sviluppare i satelliti di una costellazione di EchoStar, pensata proprio per competere nel mercato del Direct To Device. MDA ha rilasciato un comunicato affermando che il contratto non è stato cancellato in seguito alle prestazioni industriali di MDA Space.

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Tags: SpaceSpaceXstarlink

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