SpaceX, il 15 settembre, ha finalmente pubblicato i piani inerenti al quattordicesimo volo di Starship, attualmente previsto per il 22 settembre. La data potrebbe essere ancora soggetta a modifiche, in quanto SpaceX non ha ancora ricevuto i permessi di lancio da parte della Federal Aviation Administration. Questi, infatti, sono necessari poiché, per la prima volta, SpaceX tenterà di eseguire un volo orbitale, con un profilo molto diverso dalle missioni precedenti.
L’obiettivo di questo lancio sarà duplice: rilasciare il primo carico operativo di Starlink V3 ed effettuare sei orbite con la Ship 41. Per SpaceX si apre così un nuovo e importante capitolo del programma Starship, ormai prossimo all’ingresso nella fase operativa.
Sebbene la data non sia ancora certa, abbiamo però un’indicazione precisa riguardo alla finestra di lancio. Questa, infatti, andrà dalle 14:15 alle 15:30 italiane e, se non emergeranno problemi, l’intera missione durerà circa 9 ore e 50 minuti. L’orario è stato scelto per un duplice motivo: permetterà a SpaceX di far partire la Starship con la luce dell’alba, mentre il rientro dovrebbe avvenire al largo della costa del Cile, prima del tramonto.
Quindi, sia al decollo sia all’ammaraggio, SpaceX avrà la possibilità di osservare la Ship 41 con la luce del Sole. Hanno inoltre dichiarato che la diretta ufficiale coprirà l’intera permanenza della Starship nello spazio, oltre alle diverse fasi.
Obiettivo: andare in orbita
Il volo 14 di Starship sarà il primo con cui SpaceX cercherà di portare in orbita una Starship, sebbene, come affermato anche da Elon Musk, questa fosse una capacità disponibile anche per i precedenti lanci. Finora SpaceX ha sempre effettuato voli suborbitali per ragioni di sicurezza, in modo da poter collaudare tutti i sistemi dei diversi prototipi, certi che questi sarebbero comunque rientrati in un’area determinata dell’oceano anche in caso di problemi.
Durante le precedenti missioni abbiamo infatti assistito diverse volte a casi in cui una Starship perdeva il controllo dell’assetto o esplodeva dopo la separazione dal Super Heavy. I test effettuati nel corso degli anni hanno conferito a SpaceX una sicurezza tale da tentare per la prima volta di arrivare in orbita.
Questo, però, non è garantito e sarà stabilito solo durante le diverse fasi del volo. SpaceX ha infatti previsto diversi checkpoint durante i quali i tecnici, oltre ai computer di bordo della Ship 41, verificheranno lo stato del velivolo. Solo se tutti i sistemi saranno pienamente operativi, il centro di controllo darà il via alla prima accensione necessaria per entrare in orbita.
Tale accensione è prevista dopo circa 25 minuti e mezzo dalla partenza. Se non avverrà, la Ship 41 seguirà la medesima traiettoria dei voli precedenti. In caso di esecuzione di questa accensione, che avverrà con un singolo Raptor centrale, SpaceX ha previsto altri due checkpoint dopo questa fase. Il primo dopo un’ora dall’accensione, mentre il secondo dopo altre 6 ore. Questi sono i due momenti in cui SpaceX potrebbe decidere di interrompere la missione e far rientrare la Ship 41 nell’Oceano Pacifico prima del previsto.
Se invece tutto andrà come previsto, la Ship 41 effettuerà sei orbite prima di eseguire un ammaraggio controllato. Seguiremo questo lancio in live sul canale Youtube di Astrospace, a partire da alcune ore prima del lancio:
Il primo carico utile di Starship
Oltre a collaudare i diversi sistemi di gestione di una Starship nello spazio, come la pressurizzazione dei serbatoi e i sistemi di controllo, la Ship 41 avrà anche il compito di effettuare il primo rilascio di un carico utile.
A bordo saranno presenti 26 satelliti Starlink V3, di cui 3 dotati di telecamere per l’ispezione dello scudo termico. Il loro dispiegamento avverrà però solo se SpaceX autorizzerà l’accensione del motore necessaria a portare la Starship in orbita, consentendo così il primo rilascio operativo di satelliti da parte della Ship 41.
Una volta rilasciati, a circa 275 km di altezza, gli Starlink dispiegheranno le antenne e i pannelli solari, per poi utilizzare il loro sistema propulsivo per raggiungere l’orbita operativa. Ogni Starlink V3 ha una capacità di 1 Tbps, rendendo una singola missione di questo tipo capace di aggiungere alla costellazione una capacità circa dieci volte superiore a quella di un normale lancio di Starlink V2 Mini con Falcon 9.
Ciò significa inoltre che, per la prima volta, un lancio di Starship avrà un contributo positivo nei bilanci di SpaceX. Non sarà più, quindi, solamente una spesa di ricerca e sviluppo.
Se il lancio avrà successo, potremmo quindi aspettarci che SpaceX acceleri con l’esecuzione delle missioni, anche in vista del rallentamento dei voli del Falcon 9. A fine agosto, infatti, l’azienda ha dichiarato di aver interrotto le missioni Starlink dalla Florida proprio con il Falcon 9. Da quest’area, i lanci legati alla costellazione di SpaceX saranno effettuati in futuro solamente da Starship. In queste settimane stiamo quindi osservando concretamente i primi segni del passaggio dal Falcon 9 a Starship.
Starship is preparing to go to orbit. Flight 14 is targeting to launch as early as Tuesday, September 22, pending regulatory approval → https://t.co/LwJ4g6dg9v pic.twitter.com/Ds0aGWpT9V
— SpaceX (@SpaceX) September 15, 2026
Testare senza sosta
SpaceX, con questo nuovo lancio, ha intenzione di eseguire anche ulteriori prove per continuare a migliorare e ottimizzare Starship. Nel corso dei precedenti due voli, SpaceX ha riscontrato diversi problemi nell’eseguire un ammaraggio controllato con il Super Heavy V3.
All’interno dell’ultimo comunicato, SpaceX ha spiegato le cause che hanno portato alla mancata accensione dei motori Raptor durante la fase di rientro. Durante il volo 13, dopo la separazione e la successiva rotazione, il Booster 20 era riuscito per la prima volta ad accendere tutti e 33 i motori durante la manovra di rientro. Nella fase finale dell’accensione, però, i tre motori centrali hanno mostrato segnali di ostruzione dovuti al ghiaccio.
Questo ha causato l’interruzione anticipata della manovra. Il booster ha quindi tentato comunque l’accensione per l’atterraggio, riuscendo a riavviare 8 dei 13 motori previsti, prima di effettuare un ammaraggio violento nel Golfo del Messico. Per il prossimo volo, SpaceX ha introdotto modifiche hardware per migliorare il filtraggio del propellente diretto ai motori e aggiornamenti software per aumentare l’affidabilità della loro riaccensione.
SpaceX testerà anche diversi aggiornamenti allo scudo termico, sviluppati a partire dai dati raccolti durante il volo 13 e dall’analisi della Starship dopo l’ammaraggio. L’azienda introdurrà nuovi sistemi di fissaggio sulle piastrelle nelle zone maggiormente esposte al rischio di distacco durante la salita. SpaceX interverrà inoltre in alcuni punti dello scudo dove i tecnici hanno individuato percorsi attraverso cui il plasma può raggiungere la parte posteriore delle piastrelle. Per ridurre ulteriormente il riscaldamento, la Ship 41 volerà anche con diverse piastrelle dalla superficie curva, capaci di limitare il calore che attraversa gli spazi tra gli elementi.
Infine, SpaceX riutilizzerà per la prima volta due piastrelle dello scudo termico, recuperate dalla Ship 40 e installate sulla Ship 41.










