Nella notte tra il 14 e il 15 settembre 2026 un Vega-C partirà dallo spazioporto europeo di Kourou, in Guyana francese, con a bordo due satelliti dedicati all’osservazione della Terra: FLEX dell’Agenzia Spaziale Europea e Copernicus Sentinel-3C. Il decollo della missione VV30 è previsto alle 03:21 italiane del 15 settembre, corrispondenti alle 22:21 locali del giorno precedente.
I due satelliti condivideranno lo stesso lancio, ma svolgeranno missioni differenti e complementari. FLEX è una missione scientifica del programma Earth Explorer dell’ESA, progettata per studiare la fotosintesi e lo stato della vegetazione terrestre. Sentinel-3C è invece il terzo satellite della famiglia Sentinel-3 del programma europeo Copernicus e avrà il compito di garantire la continuità delle osservazioni già realizzate da Sentinel-3A e Sentinel-3B.
Come ricordato anche dal Direttore dell’Osservazione della Terra dell’ESA Simonette Cheli durante una conferenza stampa dedicata, entrambi i satelliti sono costruiti da Thales Alenia Space Francia, ma entrambe le missioni hanno coinvolto 14 Paesi europei nel loro sviluppo. Sempre la Dott.ssa Cheli ha ricordato come non sia un caso che questi due satelliti partano insieme dato che raggiungeranno la stessa orbita e rappresentano un esempio pratico di come missioni pratiche e scientifiche collaborino insieme.
FLEX osserverà la fotosintesi delle piante dallo spazio
Il satellite FEX è realizzato dalla joint venture Thales Alenia Space (67% Thales, 33% Leonardo), è equipaggiato con FLORIS (Fluorescence Imaging Spectrometer), spettrometro progettato e realizzato da Leonardo nello stabilimento di Campi Bisenzio e sarà posto in orbita eliosincrona a 800 km di quota.
Durante la fotosintesi, una piccola parte dell’energia solare assorbita dalla vegetazione viene riemessa sotto forma di una debole fluorescenza. Il fenomeno è invisibile all’occhio umano, ma può essere rilevato dallo spazio e utilizzato come indicatore dell’attività fotosintetica e delle condizioni delle piante. FLEX permetterà di realizzare mappe globali della fluorescenza della vegetazione con una risoluzione di circa 300 metri, fornendo nuovi dati sul modo in cui le piante reagiscono a condizioni ambientali differenti e a situazioni di stress.
L’obiettivo scientifico è migliorare la comprensione del ruolo della fotosintesi negli scambi di carbonio e acqua tra biosfera e atmosfera. FLEX opererà inoltre in stretta sinergia con Sentinel-3, sfruttandone le osservazioni dell’atmosfera e della superficie terrestre per interpretare con maggiore precisione il segnale misurato da FLORIS.
Sentinel-3C garantirà la continuità del programma Copernicus
Sentinel-3C proseguirà invece una missione operativa iniziata nel 2016 con Sentinel-3A. A bordo sono presenti quattro strumenti principali che permettono di osservare contemporaneamente diversi parametri del sistema Terra. OLCI, l’Ocean and Land Colour Instrument, misura il colore degli oceani e diverse caratteristiche della vegetazione e delle superfici terrestri.
Lo strumento SLSTR misura invece la temperatura della superficie degli oceani e delle terre emerse e dispone anche di canali dedicati al monitoraggio degli incendi, e anche questo è realizzato da Leonardo in Italia. A questi si aggiungono l’altimetro radar SRAL, utilizzato per misurare l’altezza della superficie marina, dei ghiacci e delle acque interne, e il Microwave Radiometer, che contribuisce a correggere le misure altimetriche dagli effetti del vapore acqueo atmosferico.

I dati di Sentinel-3 vengono utilizzati per il monitoraggio degli oceani, dei ghiacci, della vegetazione e delle risorse idriche, oltre che per applicazioni legate alle previsioni meteorologiche e allo studio del clima.
Un lancio importante per l’Europa, per l’ESA e per Avio
All’interno del fairing di Vega-C, Sentinel-3C è posizionato sopra FLEX tramite l’adattatore VESPA e sarà quindi il primo dei due satelliti a essere rilasciato dopo il raggiungimento dell’orbita. Durante una conferenza stampa, Mauro Facchini, Responsabile dell’Unità Copernicus, Commissione Europea (DG DEFIS) ha ricordato come tutti i prossimi satelliti del programma Coperniucus saranno lanciati con Vega-C almeno per i prossimi due anni. Poi si vedrà e dipenderà dal programma di lancio delle varie aziende.
Ad una nostra domanda la Dott.ssa Cheli ci ha confermato che il lancio combinato di questi due satelliti, che lavoreranno in orbita a distanze relative fra di loro di circa 10 km, molto pochi. Il satellite FLEX infatti, avrebbe dovuto essere lanciato in precedenza, in tandem con un’altra missione, ma si è ritrovato pronto prima del suo “compagno”. Come detto da Simonetta Cheli, la politica dell’ESA è lanciare quando il satellite è pronto, rispettando allo stesso tempo il mandato comunitario di budget.
Mauro Facchini, ha poi sottolineato quanto la capacità di essere riusciti a lanciare questi due satelliti insieme sia anche un risultato importante di gestione industriale, dato che lanciare due satelliti insieme porta ad un forte risparmio. Ha poi sottolineato quanto questo aspetto sia importante quando, nei prossimi anni, diventeranno sempre meno disponibili i lanciatori rispetto alla produzione satellitare.
Gabriele Mazzoni, di Avio, ci ha anche confermato che già con il prossimo lancio di Vega-C, il terzo del 2026, previsto entro la fine dell’anno, partiranno satelliti della costellazione IRIDE italiana, e nel 2027 ci saranno altre missioni con payload condiviso.











