Il veicolo spaziale LINK di Katalyst Space Technologies, progettato per agganciarsi al telescopio spaziale Neil Gehrels Swift Observatory della NASA e innalzarne l’orbita, ha mostrato alcuni problemi durante la fase di commissioning in orbita, dopo il lancio del 3 luglio. Negli scorsi giorni il veicolo ha perso il controllo del proprio assetto, iniziando a ruotare su sé stesso e rendendo intermittenti le comunicazioni con il centro di controllo.
Secondo le prime analisi, due delle tre ruote di reazione di LINK non sono più operative e il sistema di propulsione a gas freddo ha perso parte delle sue funzionalità. Gli altri sottosistemi continuano invece a funzionare regolarmente: il veicolo resta alimentato, mantiene il contatto con il team di missione e i propulsori elettrici risultano operativi.
L’aggiornamento arriva a circa dieci giorni da un precedente comunicato in cui la NASA aveva annunciato che l’azienda aveva risolto alcuni problemi iniziali di controllo dell’assetto di LINK, compreso un malfunzionamento di una delle tre ruote di reazione. La situazione attuale è però più complessa.
Cosa cambia per la missione verso Swift?
Le ruote di reazione sono dispositivi che permettono a un veicolo spaziale di orientarsi senza consumare propellente. Accelerando o rallentando la rotazione di una ruota al proprio interno, il satellite può modificare con grande precisione il proprio assetto, una capacità essenziale soprattutto durante operazioni di rendezvous e aggancio con un altro veicolo.
Per fermare la rotazione di LINK, il team utilizzerà i propulsori elettrici, normalmente destinati al trasferimento orbitale. Una volta ristabilito un assetto stabile, gli ingegneri analizzeranno lo stato del veicolo e aggiorneranno il software di guida, navigazione e controllo per adattarlo alla nuova configurazione.
Solo dopo questa fase, in collaborazione con la NASA, verrà valutato se procedere comunque con l’avvicinamento a Swift. Il telescopio, lanciato nel 2004 per osservare lampi gamma e altri fenomeni transitori dell’Universo, è il primo obiettivo di una missione commerciale pensata per dimostrare la possibilità di estendere la vita operativa di satelliti scientifici già in orbita attraverso operazioni di servizio robotico.
Swift non è stato progettato per essere agganciato, e la sua orbita sta decadendo sempre di più, tanto che secondo le previsioni della NASA, dopo questo autunno non sarà più possibile tentare una missione di servicing.










