La missione cinese Tianwen-2 ha raggiunto il 4 luglio 2026 il suo primo obiettivo, l’asteroide Kamoʻoalewa (2016 HO3), iniziando la fase di osservazioni ravvicinate. Dopo oltre un anno di viaggio e circa un miliardo di chilometri percorsi, la sonda è arrivata fino a circa 20 km dall’asteroide, da cui ha acquisito le prime immagini e ha dato il via alla campagna scientifica.
La China National Space Administration (CNSA) ha confermato che Tianwen-2 ha completato una serie di manovre di avvicinamento nelle ultime settimane. Il 6 giugno aveva individuato per la prima volta l’asteroide, il giorno successivo aveva iniziato il volo in formazione a circa 30 mila km di distanza e il 19 giugno era arrivata a circa 2 mila km dall’asteroide. Il 4 luglio ha infine raggiunto una distanza di circa 20 km.
Oltre alle osservazioni scientifiche, le immagini raccolte durante l’avvicinamento hanno permesso di migliorare con grande precisione la conoscenza dell’orbita di Kamoʻoalewa. Utilizzando i dati di navigazione della sonda, i ricercatori hanno ridotto l’incertezza sulla posizione dell’asteroide da centinaia di km a circa 1 km.
Prime immagini e nuove informazioni sull’asteroide
Nei prossimi mesi Tianwen-2 continuerà a studiare da vicino Kamoʻoalewa, analizzandone forma, rotazione, composizione e struttura interna. Questi dati serviranno a scegliere il punto migliore in cui raccogliere i campioni, ad aprile 2027, che la missione riporterà sulla Terra alla fine del 2027.
Le prime immagini diffuse dalla CNSA hanno anche fornito una prima conferma di uno studio pubblicato pochi giorni fa grazie alle osservazioni del telescopio spaziale James Webb. Fino a poco tempo fa si pensava che Kamoʻoalewa avesse un diametro compreso tra 40 e 100 metri, ma le nuove osservazioni suggerivano dimensioni molto più piccole, attorno ai 18 metri. Le immagini di Tianwen-2, secondo le analisi preliminari, sono compatibili con questa nuova stima.
Anche la natura dell’asteroide potrebbe essere diversa da quanto ipotizzato finora. Kamoʻoalewa era stato indicato come un possibile frammento espulso dalla Luna milioni di anni fa, ma le più recenti osservazioni del James Webb suggeriscono che potrebbe invece appartenere alla rara classe degli asteroidi di tipo E. Saranno proprio le osservazioni ravvicinate e, soprattutto, l’analisi dei campioni riportati sulla Terra a chiarire definitivamente l’origine di questo piccolo e insolito oggetto del Sistema solare.










