SpaceX sta conducendo in parallelo i test sui due prototipi di Starship destinati ai prossimi voli. La Ship 40, che effettuerà il volo numero 13, ha già completato due static fire test, mentre la Ship 41, assegnata al volo numero 14, ha superato il collaudo strutturale dei serbatoi tramite azoto liquido. È possibile quindi che entro la fine di luglio potremmo assistere a un nuovo lancio di Starship, sebbene manchino ancora alcune prove da superare.
Procedono velocemente anche i lavori alle diverse infrastrutture di SpaceX a supporto dei futuri lanci, sia in Florida sia a Starbase. Qui, inoltre, sono emersi i dettagli legati a un nuovo progetto chiamato Starpipe, i cui lavori dovrebbero iniziare proprio a luglio.
In questa nuova puntata della rubrica “I progressi di Starship” vediamo quindi tutte le ultime novità emerse nell’ultimo mese, con uno sguardo a ciò che ci attenderà in futuro.
Attività intense a Massey
Nel mese di giugno, al sito di Massey, si sono avvicendati diversi prototipi in preparazione ai prossimi voli di Starship. Con il debutto della Block 3, SpaceX sta intensificando le attività di test con l’obiettivo di aumentare progressivamente il numero di lanci.
Tra il 7 e l’8 giugno SpaceX ha collaudato il Booster 20, riempiendo i suoi serbatoi con azoto liquido. Attualmente questo terzo prototipo di Super Heavy Block 3 si trova al sito di costruzione per l’installazione dei suoi 33 motori Raptor. Questa lunga permanenza al sito di costruzione potrebbe essere dovuta a due fattori. In primo luogo, ai controlli al pad e ad alcune modifiche effettuate a seguito del volo avvenuto a maggio. Inoltre, potrebbero essere state necessarie alcune modifiche strutturali al Booster 20 a seguito dei problemi emersi con il prototipo precedente, che non è riuscito a rientrare in maniera controllata.
Il 24 giugno è stata la Ship 40 a raggiungere Massey per dare inizio ai test sui motori. Il prototipo aveva già concluso le prove strutturali a inizio maggio e si è presentato al sito con tutti e sei i motori Raptor installati. Due giorni dopo, la Starship ha condotto uno static fire test utilizzando solamente uno dei suoi Raptor.
Completata questa prima prova, SpaceX ha deciso di riportare la Ship 40 al sito di costruzione, probabilmente per alcuni controlli, lasciando così il pad libero alla Ship 41. Quest’ultima, infatti, il 30 giugno ha eseguito diversi test strutturali, per poi lasciare Massey il giorno successivo. Completato questo trasferimento, SpaceX ha spostato nuovamente la Ship 40 a Massey, dove il 1° luglio ha finalmente avviato con successo tutti e sei i suoi motori Raptor. Anche questa Starship ha poi fatto ritorno al sito di costruzione, concludendo così un periodo molto intenso per il sito di Massey.
Starship 60-second static fire ahead of the thirteenth flight test pic.twitter.com/HKZkaXo7WN
— SpaceX (@SpaceX) July 2, 2026
Gli static fire test della Ship 40
In preparazione al tredicesimo volo di Starship, SpaceX ha condotto due test di accensione dei motori della Ship 40. Il primo, avvenuto il 26 giugno, aveva l’obiettivo di simulare le condizioni in cui il motore Raptor dovrà accendersi nello spazio. Per riprodurre questo scenario, SpaceX ha caricato solo parzialmente i propellenti e ha tenuto il prototipo in attesa per circa 20 minuti: il tempo sufficiente perché metano e ossigeno liquidi iniziassero a riscaldarsi, mettendo alla prova i sistemi di gestione del propellente della Ship 40 nel mantenere la pressione nei serbatoi.
La Ship 40 ha poi avviato e mantenuto acceso per circa 10 secondi uno dei Raptor centrali, ottimizzato per il volo in atmosfera. Questo sarà un test fondamentale in vista sia del prossimo lancio sia dei futuri voli. Starship deve infatti dimostrare la capacità di riavviare i motori anche in condizioni di microgravità, per effettuare le manovre di rientro in atmosfera dopo essere entrata in orbita.
Il secondo static fire test, invece, è avvenuto il 1° luglio e, in questa occasione, SpaceX ha collaudato anche una nuova configurazione di avviamento. Osservando le immagini è possibile notare come si accendano prima due Raptor ottimizzati per il vuoto (RVac) dal lato della Starship non ricoperto dallo scudo termico. Quasi in contemporanea si avvia anche il motore per il volo in atmosfera sul medesimo lato.
Questa configurazione permette di fornire sia alla Starship sia al Super Heavy, che viene spinto dai gas di scarico, una rotazione iniziale per eseguire la manovra di hot staging.
Pochi istanti dopo si vede avviarsi il terzo RVac e i restanti due motori centrali. Grazie ai dati ottenuti dal volo di maggio, quindi, SpaceX ha deciso di modificare una procedura che porterà alla manovra di separazione tra i due stadi. Durante questo static fire test, la Ship 40 ha mantenuto accesi i motori per circa un minuto.
Spese di sviluppo
Il 12 giugno SpaceX si è quotata in borsa e questo ci ha permesso di ottenere diverse informazioni riguardo alle spese dell’azienda nel corso degli anni. Prima della quotazione, infatti, SpaceX ha dovuto rilasciare diversi documenti in cui viene descritto lo stato di salute dell’azienda. È proprio grazie a tali documenti che siamo venuti a conoscenza delle spese sostenute da SpaceX per lo sviluppo del progetto Starship.
SpaceX ha infatti superato i 15 miliardi di dollari investiti nello sviluppo di Starship e i bilanci recenti mostrano un’accelerazione marcata degli investimenti negli ultimi due anni.
Nel 2025 la Ricerca e Sviluppo dedicata al segmento Space è salita a 3,004 miliardi di dollari, il 63,7% in più rispetto al 2024. Nello stesso anno le spese destinate a Starbase, Cape Canaveral e alla nuova Gigabay sono salite da 2,032 a 3,832 miliardi di dollari, con un aumento dell’89%.
Il ritmo non è rallentato nemmeno nel primo trimestre del 2026: 930 milioni di dollari in Ricerca e Sviluppo e oltre un miliardo in infrastrutture, spinti dalla produzione dei motori Raptor e dai lavori alle diverse rampe di lancio.
Questi numeri fanno parte di un quadro più ampio. La spesa totale in R&D di SpaceX, che comprende anche xAI e Starlink, ha toccato 8,643 miliardi di dollari nel 2025, quasi il 150% in più rispetto all’anno precedente. Il segmento dell’intelligenza artificiale, legato all’addestramento del modello Grok e all’espansione dei data center, assorbe oggi la quota maggiore, superando persino Starship.
Dagli investimenti di SpaceX emerge come i due grandi progetti portati avanti dall’azienda siano proprio Starship e l’intelligenza artificiale. La prima è necessaria per realizzare la futura rete di data center in orbita che Musk ha rivelato si chiamerà Starmind e che permetterà l’addestramento e la diffusione delle IA.
Altri “pezzi di Starship” – Brevi novità e aggiornamenti
- Attualmente SpaceX è impegnata nella realizzazione di quattro rampe di lancio per Starship. Una si trova a Starbase ed è il Pad 1, utilizzato per i lanci della versione precedente e operativo dal 2023 al 2025. Le altre tre si trovano tutte in Florida, in due complessi differenti. Presso il complesso di lancio 39A, utilizzato anche per i Falcon 9 e Falcon Heavy, SpaceX ha quasi ultimato la prima rampa di lancio della Florida. Nel frattempo, un altro team di SpaceX ha iniziato a impilare i segmenti della prima delle due torri del complesso di lancio 37. Qui, infatti, SpaceX prevede di realizzare due rampe di lancio per supportare sia le partenze sia i rientri di Starship e Super Heavy. A fine giugno, gli operai hanno trasportato al SLC-37 sia i bracci della nuova Mechazilla sia il carrello che permetterà loro di salire e scendere lungo la torre.
- Per aumentare la frequenza dei lanci di Starship, SpaceX punta a realizzare una nuova infrastruttura: un gasdotto dedicato. L’azienda prevede infatti di costruire “Starpipe”, una condotta lunga circa 13 chilometri che collegherà la rete del gas naturale a Starbase. Secondo la documentazione presentata alle autorità locali, i lavori di costruzione dovrebbero iniziare questo mese per diventare operativa poi a gennaio 2027. Starpipe si unirà al nuovo impianto di liquefazione che SpaceX sta realizzando vicino al sito di lancio. Questa infrastruttura permetterà di ridurre drasticamente i tempi di rifornimento dei serbatoi a terra e di eliminare il transito delle centinaia di autocisterne che oggi alimentano l’impianto.
- Al fine di migliorare l’adesione delle piastrelle dello scudo termico di Starship, SpaceX ha iniziato a installare i perni per il loro fissaggio anche sull’intero nose cone. A causa della curvatura più accentuata, infatti, nei precedenti prototipi le piastrelle in questi punti venivano incollate invece che fissate meccanicamente. A Starbase è stato ora avvistato un nose cone che presenta i perni per il fissaggio anche nella parte superiore. Oltre a questo, sono state osservate anche nuove piastrelle di colore bianco.









