Cinque astronauti provenienti da tre diverse agenzie spaziali (ESA, NASA e Agenzia Spaziale Giapponese, JAXA) hanno completato l’ottava edizione del corso CAVES, il programma di addestramento organizzato dall’Agenzia Spaziale Europea che si svolge nelle grotte degli Appennini italiani. Per due settimane i partecipanti hanno vissuto e lavorato in un ambiente sotterraneo, affrontando condizioni che ricordano molti aspetti di una missione spaziale: isolamento, spazi ristretti, risorse limitate e la necessità di collaborare costantemente con il resto dell’equipaggio.
A partecipare all’edizione 2026 sono stati gli astronauti ESA Rosemary Coogan, John McFall – membro della Riserva Astronaute e Astronauti dell’ESA e del progetto Fly! – l’astronauta NASA Tracy Dyson, il candidato astronauta NASA Ben Bailey e l’astronauta JAXA Ayu Yoneda.
Durante il corso il gruppo ha trascorso quattro giorni all’interno di un sistema di grotte nella regione del Matese, dove ha dovuto organizzare in autonomia le attività della spedizione, suddividersi i ruoli e gestire tutte le operazioni quotidiane. Per la prima volta nella storia del programma, due donne, Rosemary Coogan e Ayu Yoneda, hanno ricoperto il ruolo di comandante della spedizione.
L’edizione di quest’anno ha visto anche la partecipazione di John McFall, che ha preso parte alle attività nell’ambito del progetto Fly!, con cui l’ESA sta valutando la partecipazione di astronauti con disabilità fisiche alle future missioni spaziali.

Perché gli astronauti si addestrano nelle grotte?
Le grotte rappresentano uno degli ambienti terrestri più simili a una missione spaziale. Al loro interno gli astronauti devono muoversi in un luogo sconosciuto, completamente buio e isolato dall’esterno, pianificando ogni attività e utilizzando con attenzione le risorse disponibili.
Prima di entrare nella grotta, l’equipaggio ha seguito un addestramento dedicato alle tecniche di progressione su corda, alla mappatura degli ambienti sotterranei, al campionamento scientifico e alla fotografia. Durante la spedizione ha poi utilizzato l’Electronic Field Book dell’ESA per creare una mappa tridimensionale della grotta, registrare i punti di interesse e condividere ogni giorno dati e immagini con il centro di controllo in superficie.

Oltre all’addestramento operativo, il corso comprende anche attività scientifiche, come il monitoraggio della qualità dell’aria e il campionamento di microrganismi presenti nella grotta. Ma l’obbiettivo principale rimane quello di preparare gli astronauti a lavorare come una squadra in un ambiente complesso, sviluppando capacità di adattamento, comunicazione e gestione dello stress che saranno fondamentali durante le future missioni nello spazio.











