Il 29 giugno 2026 Rocket Lab ha annunciato un accordo definitivo per acquisire Iridium Communications, operatore della storica costellazione satellitare per comunicazioni globali. L’operazione ha un valore di circa 8 miliardi di dollari e prevede l’acquisto di tutte le azioni Iridium per 54 dollari ciascuna, tramite una combinazione di contanti e azioni di Rocket Lab.
Per Rocket Lab si tratta di un passaggio importante nella trasformazione da azienda di lanciatori e sistemi spaziali a operatore integrato di infrastrutture orbitali. Con Iridium, l’azienda otterrebbe infatti non solo una rete già attiva in orbita bassa di satelliti, ma anche le licenze di sfruttamento dello spettro in banda L coordinato a livello globale, servizi commerciali già operativi e una base di oltre 2.55 milioni di utenti attivi.
Iridium fornisce comunicazioni voce e dati, servizi per Internet of Things, applicazioni marittime, aeronautiche, governative e di sicurezza, oltre a servizi PNT (Positioning, Navigation and Timing). Questi ultimi sono sempre più importanti come sistemi complementari o alternativi al GPS e agli altri sistemi GNSS, soprattutto in contesti in cui il segnale può essere degradato, disturbato o non disponibile.
L’acquisizione permetterebbe a Rocket Lab di controllare una parte più ampia della catena industriale: progettazione e produzione dei satelliti, lancio, gestione della costellazione e vendita dei servizi finali. Secondo quanto comunicato dalle aziende, uno degli obiettivi è anche ridurre i costi di lancio per il rinnovo e l’espansione futura della rete Iridium, internalizzando questa fase all’interno di Rocket Lab.
L’importanza delle licenze sull’uso delle frequenze
Un elemento centrale dell’operazione è lo spettro. Le frequenze sono uno degli asset più difficili da ottenere per chi vuole costruire servizi satellitari di comunicazione diretta con dispositivi mobili o terminali IoT. È lo stesso motivo per cui, negli ultimi anni, SpaceX ha investito molto nello sviluppo di Starlink Direct-to-Cell e nell’accesso a nuove frequenze, come mostrato dall’accordo con EchoStar per lo spettro in banda S e licenze MSS.
L’accordo prevede che gli azionisti Iridium ricevano 27 dollari in contanti e il resto in azioni Rocket Lab, con un rapporto di cambio soggetto a un intervallo legato al prezzo delle azioni Rocket Lab. La chiusura dell’operazione è prevista a metà 2027, ma serviranno il voto degli azionisti Iridium e le approvazioni regolatorie. Rocket Lab ha anche ottenuto impegni per un prestito ponte senior secured da 3.6 miliardi di dollari da Deutsche Bank e Wells Fargo, per finanziare la componente in contanti dell’acquisizione.
Nel 2025 Iridium ha registrato 871.7 milioni di dollari di ricavi e 495 milioni di dollari di OEBITDA. Per Rocket Lab, quindi, c’è l’accesso a ricavi ricorrenti da servizi satellitari già attivi.











