SpaceX ha dato il via a un nuovo progetto chiamato Starfall, il cui primo lancio è avvenuto il 23 giugno 2026 alle 12:53 italiane. L’obbiettivo del progetto è realizzare una capsula che avrà due compiti: produrre materiali in orbita e trasportare carichi da un punto all’altro della Terra in maniera rapida. Fino al giorno del lancio, SpaceX non aveva mai rivelato informazioni al riguardo, e i principali dettagli erano emersi dalle analisi pubblicate dalla FAA.
Sappiamo che Starfall è una capsula larga 3.1 metri e alta poco meno di 1 metro, dotata di scudo termico e paracadute. Ha un sistema per il controllo dell’assetto, ma è priva di un sistema propulsivo che le permetta di deorbitare. Starfall dovrà quindi essere immessa direttamente in un’orbita bassa, dalla quale potrà rientrare sfruttando il progressivo rallentamento causato dalla resistenza dell’atmosfera. Quello del 23 giugno era un lancio di test, per dimostrare le capacità della capsula.
Per SpaceX, questo è stato il 75esimo lancio del 2026, effettuato con il primo stadio dal numero di serie B1078, al suo ventinovesimo volo. Dopo circa 8 minuti e 50 secondi dalla partenza, il B1078 è atterrato sulla chiatta “A Shortfall Of Gravitas”, nell’Oceano Atlantico. SpaceX ha interrotto volontariamente la diretta proprio in seguito al rientro del primo stadio del Falcon 9, senza mostrare la capsula.
La prima missione Starfall
Il profilo della prima missione dimostrativa di Starfall ci è noto solo grazie agli avvisi emanati dalla FAA. Durante la diretta del lancio, infatti, SpaceX non ha fornito informazioni riguardo a questa capsula, limitandosi a illustrare gli obbiettivi della missione.
Con questo volo dimostrativo, SpaceX intende raccogliere dati sul comportamento della capsula, dai sistemi di controllo dell’assetto fino al rientro. Come per la capsula Dragon, anche il recupero di Starfall avviene in mare, nell’Oceano Pacifico al largo della California. Per questa prima missione è previsto che Starfall rimanga in orbita per alcune ore, effettuando diverse orbite attorno alla Terra. La capsula rimarrà agganciata al secondo stadio del Falcon 9.
Abbiamo avuto conferma di questa operazione osservando il secondo stadio, perché SpaceX ha applicato una particolare protezione termica al suo serbatoio di RP-1. Si tratta di una copertura grigia che serve a evitare che questo cherosene si raffreddi troppo. Solitamente SpaceX la utilizza quando il secondo stadio deve rimanere diverse ore in orbita, prima di eseguire una o più accensioni del suo motore. Sarà quindi il secondo stadio a immettere Starfall su una traiettoria di rientro verso la Terra. La capsula sarà poi recuperata da un’imbarcazione, e successivamente analizzata.
Con Starfall, SpaceX intende entrare nel settore della fabbricazione di materiali in orbita, come affermato anche nei documenti rilasciati in vista della quotazione in borsa. Quando Starship sarà operativa, SpaceX prevede di lanciare numerose capsule anche con questo nuovo vettore, sfruttando un apposito adattatore in grado di trasportarne quattro alla volta.










