The Exploration Company ha presentato a ILA Berlin 2026 il modello in scala reale di Storm, il suo nuovo programma per un motore a razzo ad alta spinta. Questo motore era stato anticipato qualche giorno fa da un aggiornamento del sito web dell’azienda, nel quale era comparso il progetto di un razzo di grandi dimensioni, alimentato da 9 di questi motori Storm. The Exploration Company aveva poi chiarito di come questo razzo fosse un progetto di lungo termine, e non una prorità immediata per l’azienda.
L’obiettivo del programma Storm invece, sempre secondo l’azienda, è sviluppare una propulsione europea moderna, pensata per futuri lanciatori riutilizzabili e, in prospettiva, per sistemi di lancio pesanti.
Storm è progettato per generare fino a 180 tonnellate di spinta al livello del mare. Utilizzerà ossigeno liquido e biometano, una combinazione oggi considerata adatta ai motori riutilizzabili perché consente una combustione relativamente pulita rispetto ad altri propellenti e facilita la gestione dei residui dopo il volo. Si tratta della stessa combinazione di propellente usata dal New Glenn di Blue Origin.
Un motore per le ambizioni europee?
L’elemento più importante del progetto è però il ciclo scelto: full-flow staged combustion. In un motore di questo tipo, sia il combustibile sia l’ossidante passano prima attraverso prebruciatori dedicati, che producono gas ad alta pressione per alimentare le turbopompe. Solo dopo, i flussi arrivano nella camera di combustione principale. Questo permette di lavorare con pressioni elevate e di sfruttare meglio i propellenti, ma rende il motore molto complesso da progettare e da testare.
Per questo TEC sta sviluppando Storm con un approccio progressivo, basato su test di sottosistemi reali prima dell’integrazione completa. Il lavoro riguarda turbomacchine, camera di combustione principale, estensioni di ugello raffreddate in modo rigenerativo e prebruciatori sia ricchi di ossigeno sia ricchi di combustibile. Parte delle campagne di prova è in corso nei siti DLR di Lampoldshausen.
The Exploration Company sta usando il programma per sviluppare processi di produzione additiva, integrazione multimateriale e nuove leghe in grado di resistere ad alte temperature, alte pressioni e ambienti fortemente ossidanti. L’obiettivo non è quindi solo costruire un motore funzionante, ma arrivare a una tecnologia producibile e riutilizzabile su scala maggiore. Ancora non ci sono informazioni sul futuro utilizzo di questo motore, ma come è stato precedentemente fatto trapelare, l’obbiettivo di lungo termine è andare a sviluppare un lanciatore di medio-grandi dimensioni.
Il programma è sviluppato con il supporto di CNES, ESA e DLR, anche nel quadro dell’iniziativa THRUST!. La presentazione a ILA Berlin rappresenta quindi il primo momento pubblico di un progetto già avviato sul piano tecnico. Nel contesto europeo, Storm si inserisce nello stesso percorso generale che comprende altri programmi per propulsione riutilizzabile, come Prometheus, ma con un focus specifico sulle future esigenze di The Exploration Company e dei suoi possibili lanciatori pesanti.











