Starship è tornata in volo. Il dodicesimo lancio di test si è svolto correttamente ed è stato uno dei più interessanti dell’intero programma. Non tutto, della nuova versione V3 di Starship, ha funzionato come previsto, ma nel complesso i problemi sono stati pochi e concentrati soprattutto sui motori Raptor 3.
Il lancio è avvenuto alle 00:30 italiane, con un piccolo ritardo dovuto a un hold di pochi secondi a T-40 secondi. Non sono ancora noti con precisione i motivi di questo stop temporaneo, ma i problemi che avevano portato all’annullamento del primo tentativo sembrano essere stati risolti. In quel caso, il problema principale pare riguardasse un connettore del sistema Quick Disconnect, il braccio che rifornisce Starship e che deve allontanarsi pochi secondi prima del decollo.
Alla partenza, tutti e 33 i motori Raptor del Super Heavy si sono accesi correttamente. Si è visto anche in azione il flame diverter del Pad 2, utilizzato per la prima volta durante un lancio reale. La V3 si è sollevata dalla rampa più velocemente rispetto alla precedente V2: dopo un minuto di volo era già a 8.2 km di quota, contro i 6.8 km della Starship dell’undicesimo volo, ed era anche circa 200 km/h più veloce.
I problemi ai motori Raptor
Dopo circa un minuto e 40 secondi, però, uno dei motori Raptor dell’anello esterno del Super Heavy si è spento. Il volo è comunque proseguito fino all’hot staging, avvenuto nominalmente. Dopo la separazione, il booster ha iniziato la manovra di boostback burn, che però non è andata come previsto. Dalle immagini della diretta sembra che uno dei motori si sia danneggiato pesantemente, causando lo spegnimento di diversi motori vicini. Questo ha fatto ruotare molto il Super Heavy, che è comunque riuscito per un certo periodo a recuperare l’assetto, anche grazie al lavoro delle grid fins.
Dopo 6 minuti e 20 secondi dal lancio, il booster si è schiantato nel Golfo del Messico. La telemetria indicava ancora una velocità di circa 1400 km/h al momento dell’interruzione del segnale. La FAA ha dichiarato che non è ancora chiaro se sarà necessaria un’indagine per questo rientro fuori programma.
La Ship, invece, ha avuto un problema a uno dei motori Raptor ottimizzati per il vuoto, spentosi dopo circa 36 secondi dall’accensione. Starship ha continuato il volo con cinque motori, compensando la perdita e raggiungendo comunque la traiettoria prevista. Proprio questo problema ha portato SpaceX ad annullare il test di riaccensione di un Raptor nello spazio.
Una Starship vista dallo spazio
Durante la fase di crociera è stato aperto il portellone di carico, dal quale sono stati rilasciati 20 simulatori di massa degli Starlink V3. Insieme a loro erano presenti anche due satelliti Starlink veri, che hanno ripreso Starship dall’esterno nello spazio, regalando alcune delle immagini più importanti viste finora nel programma.

Il rientro atmosferico della Ship è stato molto pulito. La traiettoria era stata studiata per sollecitare in modo particolare i flap inferiori e simulare un possibile approccio verso Starbase. Intorno ai 50 km di quota, Starship ha mantenuto una discesa molto controllata, per poi abbassarsi più rapidamente nella fase finale. L’accensione di due dei tre Raptor centrali ha riportato la Ship quasi in verticale prima del contatto con l’oceano.
Dopo l’ammaraggio, Starship si è inclinata su un fianco ed è esplosa. In zona era già presente una nave per il recupero dei detriti.
Con questa esplosione si è concluso il dodicesimo volo di Starship: un test non perfetto, ma complessivamente molto positivo. Restano miglioramenti importanti da fare, soprattutto sui motori Raptor, ed è probabile che anche il volo 13 mantenga una traiettoria suborbitale. I tempi verso il prossimo lancio potrebbero però essere più brevi, forse già tra fine giugno e luglio.











