Il 21 maggio 2026 la NASA ha pubblicato una Request For Information (RFI), una manifestazione di interesse per enti di ricerca, università e aziende che vogliono lanciare CubeSat durante le future missioni Artemis.
Le candidature dovranno essere inviate entro l’1 giugno 2026 e serviranno alla NASA per valutare possibili carichi secondari da includere nelle missioni Artemis III, IV e V.
Le future missioni Artemis utilizzeranno il razzo SLS (Space Launch System) e la capsula Orion per portare astronauti nello spazio. Oltre al carico principale, il razzo può trasportare anche piccoli satelliti. I CubeSat sono nanosatelliti modulari costruiti usando unità standard da 10 centimetri per lato, chiamate 1U. La NASA prevede di ospitare CubeSat nei formati 6U e 12U, quindi composti da più moduli assemblati insieme.
I CubeSat verrebbero rilasciati dopo la separazione della capsula Orion dal secondo stadio del razzo. I satelliti partirebbero da un anello installato sullo stadio superiore dello SLS, lo stesso sistema già utilizzato nelle precedenti missioni Artemis.
A seconda del profilo di missione, i CubeSat potrebbero essere inseriti in orbita terrestre oppure seguire traiettorie eliocentriche, entrando quindi in orbita attorno al Sole dopo aver lasciato il sistema Terra-Luna. La NASA valuterà anche missioni con rientro verso la Terra.
I CubeSat delle precedenti missioni Artemis
La NASA ha già utilizzato questo tipo di satelliti durante Artemis I, la missione senza equipaggio lanciata nel 2022. In quell’occasione furono trasportati 10 CubeSat con obiettivi scientifici e tecnologici molto diversi tra loro.
Tra questi c’era anche ArgoMoon, il CubeSat realizzato dall’italiana Argotec per conto dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA). La missione aveva il compito di documentare il rilascio degli altri CubeSat e acquisire immagini del secondo stadio di SLS dopo la separazione da Orion. ArgoMoon è stato uno dei CubeSat di Artemis I che ha completato con successo la propria missione.
Altri satelliti avevano invece obiettivi scientifici specifici. LunaH-Map, ad esempio, era stato progettato per cercare depositi di ghiaccio d’acqua vicino al polo sud lunare. I CubeSat di Artemis I sono stati utilizzati anche per testare sistemi di navigazione nello spazio profondo, propulsione miniaturizzata e nuove tecnologie per missioni lontane dalla Terra. Non tutti hanno raggiunto gli obiettivi previsti, ma la missione ha comunque rappresentato un’importante occasione di test per questo tipo di piattaforme.
Anche Artemis II, la prima missione del programma con astronauti a bordo, ha trasportato quattro CubeSat. Come avvenuto con Artemis I, sono stati rilasciati dopo che Orion si è separata dal secondo stadio del razzo. Non tutti hanno raggiunto i loro obbiettivi.









