Il dodicesimo volo di Starship sembrerebbe ormai imminente. SpaceX ha infatti condotto gli static fire test sia con la Ship 39 sia con il Booster 19, i prototipi che comporranno la prima Starship V3. Nonostante siano emersi alcuni piccoli problemi con le infrastrutture di terra, SpaceX sta procedendo con gli ultimi preparativi.
Secondo i permessi pubblicati in questi giorni, il lancio potrebbe avvenire tra il 16 e il 22 maggio. Prima del volo però, SpaceX deve effettuare ancora alcuni test e solamente se questi avranno esito positivo sarà possibile iniziare a ipotizzare una data concreta.
A inizio maggio SpaceX ha iniziato a collaudare anche la Ship 40, che sarà utilizzata per il volo successivo. Se non emergeranno problemi, questa potrebbe diventare la prima Starship a entrare in orbita.
In questo nuovo articolo della rubrica “I progressi di Starship” vediamo quindi come SpaceX sta portando avanti gli ultimi preparativi al lancio:
I due static fire test
A metà aprile SpaceX ha concentrato una delle campagne di prova più importanti in vista del volo 12 di Starship. L’11 aprile, la Ship 39 ha lasciato la Mega Bay 2 e ha raggiunto il sito di Massey. Qui i tecnici hanno preparato il prototipo per la prova con i sei Raptor 3. Il 14 aprile, la Ship 39 ha completato il suo primo static fire, durante il quale i motori sono rimasti accesi per circa 60 secondi. Per la prima volta, SpaceX ha utilizzato i Raptor 3 ottimizzati per il vuoto su un prototipo di Starship. Questa prova ha inoltre segnato il ritorno delle accensioni dei motori a Massey dopo l’esplosione della Ship 36, avvenuta a giugno dello scorso anno.
In parallelo, l’11 aprile SpaceX ha riportato il Booster 19 al Pad 2 e, questa volta, il Super Heavy montava tutti e 33 i Raptor 3. Tra il 12 e il 13 aprile, i tecnici hanno condotto una sequenza di test preliminari. Non vi sono conferme da parte di SpaceX, ma dalle osservazioni sembrerebbe che siano stati eseguiti uno spin prime e un igniter test, necessari per controllare turbopompe, alimentazione e sistemi di accensione.
First 33-engine static fire for Super Heavy V3 pic.twitter.com/m3swZHF7iQ
— SpaceX (@SpaceX) April 16, 2026
Il 16 aprile, SpaceX ha completato il primo static fire a 33 motori di un Super Heavy V3. L’accensione è però durata pochi secondi a causa di un problema emerso nelle infrastrutture di terra. Secondo un recente TFR (Temporary Flight Restriction), SpaceX intende ripetere lo static fire test nei prossimi giorni.
Diverse ore dopo l’accensione dei 33 Raptor, il Booster 19 ha eseguito un Wet Dress Rehearsal, durante il quale SpaceX ha condotto un test di rifornimento completo del Super Heavy.
Dopo circa 15 giorni di lavori al sito di costruzione, fra il 5 e il 6 maggio SpaceX ha riportato il Booster 19 al Pad 2, per eseguire un altro Static fire test. Se tutto andrà bene, sarà questo test a decidere veramente la data del prossimo lancio.
I voli 12 e 13
Secondo l’ultimo bollettino NOTMAR (NOtices To MARiners), che indica i tratti di mare interdetti alla navigazione, il dodicesimo volo di Starship è previsto tra il 16 e il 22 maggio, in una finestra temporale che va dalle 00:30 alle 02:43 italiane. Si tratta quindi dei medesimi orari utilizzati per i precedenti voli. Ciò significa che Starship partirà nel pomeriggio a Starbase. In questo modo, la Ship 39 potrà ammarare nell’Oceano Indiano al mattino, nell’area prevista per il rientro, consentendo di ottenere immagini chiare del prototipo.
Sempre grazie alla pubblicazione degli avvisi relativi alle aree interdette al volo, sappiamo che SpaceX ha leggermente modificato la traiettoria per il prossimo lancio, ora più inclinata verso sud. La Ship 39, infatti, volerà a sud di Cuba invece che a nord, come accaduto durante i precedenti lanci. Attualmente non si hanno ancora indicazioni da parte di SpaceX riguardo agli obiettivi che intenderà raggiungere con il prossimo lancio.
Sicuramente, l’obiettivo primario sarà verificare il corretto funzionamento delle nuove componenti, con particolare attenzione ai motori Raptor 3, ancora mai utilizzati in volo. Un ulteriore elemento sotto stretto esame sarà il Pad 2, con cui sono già emerse alcune criticità durante i primi test a terra.
Se non si verificheranno problemi molto gravi, la Ship 39 potrebbe essere l’ultimo prototipo a effettuare un volo suborbitale. Per il lancio numero 13, infatti, SpaceX ha richiesto alla Federal Communications Commission i permessi per operare un volo orbitale. Questo lancio sarà eseguito con la Ship 40, che SpaceX ha trasportato al sito di Massey il 2 maggio. Mentre SpaceX si prepara al dodicesimo volo, sono iniziati i preparativi anche per il lancio successivo.
Il 4 maggio SpaceX ha iniziato a condurre i primi test di pressurizzazione dei serbatoi tramite azoto liquido. Completate queste prove, la Ship 40 farà poi ritorno al sito di costruzione, dove i tecnici installeranno i sei motori Raptor 3.
Altri “pezzi di Starship” – Brevi novità e aggiornamenti
- Il 24 aprile SpaceX ha pubblicato un mini documentario, della durata di circa 25 minuti, intitolato “Test like you fly”. In questo video, SpaceX ha rilasciato immagini esclusive dei test effettuati con la Ship 39 e il Booster 19 in vista del prossimo lancio. Dalla struttura della pagina su cui è stato pubblicato, sembrerebbe che SpaceX abbia intenzione di rilasciare altri piccoli documentari di questo tipo. Sulla medesima pagina sono presenti anche tutti i precedenti lanci di Starship e le conferenze tenute in passato, a partire dalla prima del 2016.
- Durante un test con il water deluge system del Pad 2, effettuato il 3 maggio, sembrerebbe essersi verificata una piccola esplosione che ha portato alla rottura di un componente. Dalle immagini è possibile notare come una fuoriuscita di gas abbia fatto volare via parte della tettoia che copre alcune tubazioni. Oltre alla rottura della tettoia, questo problema non sembra aver causato ulteriori danni alle infrastrutture di terra.
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— StarbaseTracking (@TrackingTheSB) May 3, 2026
- Il 22 aprile SpaceX ha annunciato una collaborazione con Cursor AI per lo sviluppo di un’intelligenza artificiale dedicata alla scrittura di codice. Questa iniziativa si inserisce in un piano più ampio di SpaceX, che punta alla realizzazione di data center in orbita per supportare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. In questo contesto, Starship avrà un ruolo fondamentale, grazie alla sua capacità di trasportare in orbita grandi quantità di hardware e infrastrutture necessarie.
- Parallelamente ai preparativi per il dodicesimo lancio di Starship, SpaceX sta portando avanti anche il percorso verso la quotazione in borsa. Sebbene non sia stata ancora annunciata una data ufficiale, appare sempre più probabile che l’operazione possa avvenire nel mese di giugno, verosimilmente subito dopo il prossimo lancio. Negli ultimi giorni è emerso anche un dettaglio significativo riguardo alla struttura di governance prevista. Secondo alcune indiscrezioni, Elon Musk avrebbe introdotto una clausola che limita il potere decisionale sul possibile cambio dell’amministratore delegato a una specifica categoria di azionisti. Questo tipo di azioni, dotate di diritto di voto su tale decisione, risulterebbe detenuto per circa il 70% dallo stesso Musk. In questo scenario, anche dopo la quotazione, il controllo effettivo sulla leadership dell’azienda rimarrebbe saldamente nelle sue mani.
- Nel corso della settimana è emerso inoltre che sia SpaceX sia Blue Origin prevedono di essere pronte per la missione Artemis III soltanto verso la fine del 2027, e non più a metà anno come inizialmente indicato dalla NASA. A dichiararlo è stato Isaacman durante un’audizione al Senato degli Stati Uniti, offrendo così nuovi elementi su cui riflettere riguardo alle tempistiche del programma. Allo stesso tempo, recenti informazioni indicano che la missione Artemis III dovrebbe svolgersi in orbita terrestre bassa. Questo aspetto potrebbe ridurre alcuni requisiti tecnici immediati, in particolare la necessità che i lander siano già in grado di effettuare trasferimenti di propellente nello spazio. Resta però un’incognita importante: non è chiaro se le tempistiche indicate da SpaceX e Blue Origin includano anche lo sviluppo completo di questa capacità. Qualora così non fosse, il quadro complessivo del programma Artemis potrebbe risultare più complesso e meno solido del previsto.










