La NASA ha pubblicato una nuova richiesta di informazioni (una RFI) per un sistema di comunicazione alternativo da usare durante Artemis III. La richiesta, chiamata Artemis III Alternate Comm System (si può leggere qui) riguarda la possibilità di integrare sulla capsula Orion delle antenne ad alta velocità, pensate soprattutto per le fasi in orbita terrestre bassa e adibite alla trasmissione di filmati live in 4K.
Questa RFI è particolarmente interessante perchè conferma indirettamente che la missione Artemis III si svolgerà in orbita terrestre bassa, a 450 km di quota. Si tratta di una informazione che finora non era mai stata data dalla NASA: non si sapeva ancora se la terza missione Artemis sarebbe stata in un’orbita LEO oppure MEO.
Nel documento la NASA chiede ai fornitori di considerare un lancio nell’estate del 2027 e l’inserimento di Orion in un’orbita circolare a circa 250 miglia nautiche, quindi circa 460 km di quota, con inclinazione di 33 gradi. In questa orbita la capsula dovrebbe eseguire operazioni di rendezvous e docking con i lander lunari commerciali sviluppati da SpaceX e Blue Origin.
Orion è stata progettata per missioni nello spazio profondo, dove può usare il Deep Space Network. In orbita terrestre bassa, però, quel sistema non è lo strumento principale e soprattutto non è il più adatto. Per questo tipo di missioni, quelle che vanno nello spazio profondo, solitamente la NASA utilizza nella prima fase di volo la rete di satelliti TDRSS, che però è già molto utilizzata, quasi congestionata (è la rete di satelliti che gestisce, per esempio, gran parte delle comunicazioni con la ISS).
Finalmente live in 4k?
La NASA sta quindi valutando un’infrastruttura commerciale capace di aumentare la quantità di dati inviati a Terra durante le fasi più dinamiche della missione. I requisiti indicano un downlink minimo superiore a 12 Mbps, con un obiettivo fra 20 e 50 Mbps, e un uplink superiore a 500 kbps.
La NASA chiede inoltre una copertura quasi continua, con l’obbiettivo di superare una copertura del 75% della missione, e un sistema con ampio campo di vista o con antenna orientabile. Quest’ultimo recquisito è dovuto alla necessità di Orion di avere diversi vincoli di assetto, soprattutto dovuti alla gestione termica: la capsula non può sempre puntare con precisione un’antenna fissa verso il sistema di comunicazione. La RFI cita esplicitamente anche la possibilità di ricevere immagini live in 4K durante rendezvous e docking e di scaricare file di grandi dimensioni in altre fasi del volo.
Il documento non indica un fornitore specifico, ma il profilo richiesto rende evidente perché una soluzione basata su una rete commerciale in orbita terrestre bassa, in particolare Starlink, sia fra le ipotesi più sensate. SpaceX dispone già di una costellazione operativa in orbita bassa e di terminali capaci di puntamento autonomo. Questo non significa che NASA abbia già scelto SpaceX. Sicuramente anche Amazon farà una proposta, ma la rete Starlink appare ad ora la soluzione più sensata.
Il profilo di volo di Artemis III
Da questa RFI abbiamo ulteriori indizi anche sul profilo di volo della missione, che dovrebbe quindi svolgersi in LEO e non in orbite molto alte a decine di migliaia di km di quota. Una missione in LEO potrebbe permettere a SLS di volare senza uno stadio superiore, evitando l’uso dell’ultimo ICPS rimasto in questa missione.
Inoltre, in un’orbita a 460 km, i lander HLS, grazie ai loro rispettivi lanciatori, potrebbero arrivarci senza bisogno di un trasferimento di propellente, attività che entrambe le aziende stanno avendo difficoltà a programmare. Questo ridurrebbe o eliminerebbe la necessità di dimostrare, già con Artemis III, l’intera catena di rifornimento orbitale prevista per le missioni lunari vere e proprie.











