Il 14 aprile gli ingegneri di Katalyst Space Technologies sono arrivati al Goddard Space Flight Center della NASA, nel Maryland, per iniziare i test ambientali del veicolo robotico LINK. La missione, prevista per giugno 2026, ha l’obiettivo di tentare l’innalzamento orbitale del Neil Gehrels Swift Observatory, un telescopio spaziale in orbita dal 2004.
Swift si trova in orbita bassa terrestre e, come tutti i satelliti in questa regione, è soggetto a una lenta perdita di quota causata dalla resistenza dell’atmosfera. Negli ultimi mesi questo fenomeno è aumentato a causa della maggiore attività solare, accelerando il decadimento orbitale del satellite.
Per guadagnare tempo in vista della missione, la NASA ha progressivamente ridotto le operazioni scientifiche del telescopio. A febbraio sono stati spenti gli strumenti ultravioletto/ottico e a raggi X, mentre a inizio aprile è stato disattivato anche il Burst Alert Telescope. Queste modifiche hanno ridotto il consumo energetico e la resistenza aerodinamica, permettendo di estendere la finestra utile per il tentativo di intervento.
La missione di servicing orbitale con LINK di Katalyst, selezionata dalla NASA a settembre 2025, è pensata principalmente come una dimostrazione tecnologica: l’obiettivo è verificare se sia possibile agganciarsi a un satellite scientifico non progettato per il servicing e modificarne l’orbita. In caso di successo, si aprirebbe la possibilità di applicare questo tipo di intervento ad altri veicoli spaziali. Per esempio, al telescopio spaziale Hubble (cosa confermata il 24 marzo nel corso dell’evento “Ignition” della NASA da Nicola Fox, amministratore associato del Science Mission Directorate dell’Agenzia).
Test ambientali e preparazione al lancio
Le attività in corso al Goddard includono test di vibrazione e test termici, necessari per verificare che LINK possa resistere alle sollecitazioni del lancio e alle condizioni dello spazio. Si tratta di prove standard per qualsiasi missione, ma in questo caso rappresentano anche una fase importante per validare una piattaforma progettata per operazioni di servizio in orbita.
Una volta completati i test, LINK sarà trasferito al Wallops Flight Facility, in Virginia, dove verrà integrato sul razzo Pegasus di Northrop Grumman. Il lancio è attualmente previsto per giugno 2026.
Una volta giunto a destinazione, il veicolo eseguirà una sequenza di operazioni autonome: si avvicinerà progressivamente a Swift fino al rendezvous, per poi agganciare il satellite. Una volta stabilizzato il contatto, utilizzerà il proprio sistema di propulsione per innalzare l’orbita del telescopio a una quota più alta e sostenibile.

Un test per il servicing orbitale
La missione si inserisce nel contesto più ampio dello sviluppo di capacità di servicing orbitale. Questo tipo di operazioni include attività come rifornimento, manutenzione o modifica dell’orbita di satelliti già in funzione.
Nel caso di Swift, la sfida principale è rappresentata dal fatto che il telescopio non è stato progettato per essere raggiunto e agganciato da un altro veicolo. LINK dovrà quindi operare in modo autonomo, utilizzando sistemi di navigazione e controllo per avvicinarsi e stabilire un contatto sicuro.
Se la dimostrazione avrà esito positivo, tecnologie simili potrebbero essere utilizzate in futuro anche per altre missioni scientifiche. Tra i casi citati c’è quello del telescopio spaziale Hubble, che si trova anch’esso in orbita bassa (dal 1990) e che, come Swift, non dispone di sistemi per mantenere autonomamente la propria quota orbitale.
La missione rappresenta quindi un test operativo su un satellite reale, che sarà utile per valutare possibilità e limiti di queste tecnologie in vista di applicazioni future.











