La missione Artemis II ha raggiunto una delle fasi più importanti del suo viaggio: la manovra di Trans-Lunar Injection, TLI. Con questa accensione del motore principale del modulo di servizio europeo (ESM), la capsula Orion “Integrity” ha lasciato l’orbita terrestre e ha iniziato il suo percorso verso la Luna.
L’accensione è iniziata alle 1:49 italiane del 3 aprile ed è durata poco meno di 6 minuti. In questo tempo, Orion ha aumentato la propria velocità quanto basta per “sfuggire” all’orbita attorno alla Terra e mettersi su una traiettoria diretta verso la Luna. Senza questa manovra, la capsula sarebbe rimasta in orbita terrestre.
A bordo, diretti verso il nostro satellite naturale, ora più lontani di qualsiasi essere umano negli ultimi 54 anni, Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen. Da dopo il lancio, l’equipaggio ha iniziato le prime attività di controllo dei sistemi e di adattamento alla vita nello spazio. Tra queste c’è anche l’esercizio fisico, necessario per mantenere il corpo in buone condizioni durante il volo.
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I team a Terra stanno monitorando costantemente tutti i sistemi della capsula, inclusi quelli che mantengono l’aria respirabile all’interno dell’abitacolo. Nelle prime ore di missione si è verificata una breve interruzione delle comunicazioni, poi risolta rapidamente senza conseguenze. Con la TLI completata, Artemis II entra ora nella fase di viaggio verso la Luna.
La manovra TLI: la spinta che porta Orion verso la Luna
La Trans-Lunar Injection è la manovra che permette a un veicolo spaziale di lasciare l’orbita della Terra per andare verso la Luna. Nel caso di Artemis II, il motore principale di Orion è stato acceso per 5 minuti e 50 secondi, fornendo la spinta necessaria per cambiare traiettoria.
Il motore del modulo ESM può generare una spinta di circa 27 000 Newton (per fare un confronto, sarebbe sufficiente a far accelerare un’auto da 0 a circa 97 km/h in poco meno di 3 secondi). Al momento della manovra, la capsula aveva una massa di circa 26.3 tonnellate e durante l’accensione ha consumato circa 450 kg di propellente. Anche se i numeri possono sembrare grandi, nello spazio serve una spinta continua e precisa per ottenere il risultato desiderato.
Questa fase è stata molto delicata: la direzione e la durata dell’accensione dovevano essere calcolate con grande precisione. Anche piccoli errori avrebbero potuto portare Orion fuori rotta. Per questo motivo, prima della manovra sono stati eseguiti molti controlli e il via libera è arrivato solo quando tutto era pronto (nella serata italiana del 3 aprile).
Nel frattempo, gli astronauti hanno iniziato a usare un dispositivo per l’esercizio fisico presente a bordo. Si tratta di un sistema compatto, simile a una valigia, che utilizza un cavo e un volano per creare resistenza. Permette di svolgere esercizi come squat o movimenti simili al vogatore. È molto più piccolo rispetto alle attrezzature della Stazione Spaziale Internazionale, ma è sufficiente per una missione come questa.

I prossimi passi
Ora che Orion “Integrity” è in viaggio verso la Luna, la missione proseguirà in attesa del flyby, cioè del passaggio ravvicinato attorno al nostro satellite, che se tutto va bene, avverrà la sera/notte di lunedì 6 aprile.
Durante questo momento, l’equipaggio avrà alcune ore per osservare la superficie lunare e raccogliere dati. Gli astronauti seguiranno un piano preparato dal team scientifico, che indica quali zone osservare.
Tutte queste attività servono anche a preparare le missioni future del programma Artemis. Artemis II è infatti una missione di test con equipaggio: il suo obiettivo è verificare che tutti i sistemi funzionino correttamente prima di riportare gli esseri umani sulla superficie della Luna, con la missione Artemis IV, nel 2028.
In questo approfondimento video abbiamo raccolto tutte le informazioni sulla scienza che farà l’equipaggio di Artemis II.










