Il 18 e 19 marzo 2026 si è tenuta a Interlaken, in Svizzera, la 345esima riunione del Consiglio dell’ESA, nel corso della quale sono stati discussi i diversi risultati ottenuti dall’Agenzia nel corso di questi primi mesi nel 2026 e confermate alcune nomine in ESA.
Il 19 marzo l’ESA ha tenuto una Media information session su questa riunione, a cui hanno presenziato il Direttore Generale Josef Aschbacher e il Chair del Consiglio Renato Krpoun. Si è aperta con l’annuncio della nuova nomina di Chair del Consiglio ESA, che a partire dall’1 luglio 2026 sarà Juan Carlos Cortés Pulido, già Vice Chair negli ultimi anni. Inoltre il Consiglio ha designato Tanja Permozer, capo della delegazione slovena, e Kimmo Kanto, capo della delegazione finlandese, come Vice-Chair per un mandato di due anni a partire dall’1 luglio. Sono invece state confermate le cariche di Director of Science di Carole Mundell e di Director of Technology, Engineering and Quality di Dietmar Pilz, per altri quattro anni fino al 28 febbraio 2031 e al 30 aprile 2031.
Il 17 marzo Cipro è entrato ufficialmente come quarto Paese Membro Associato in ESA, completando le procedure interne di ratifica il 6 marzo 2026.
Aggiornamenti sulle missioni
Durante la riunione, il Direttore Generale ha presentato un aggiornamento sulle attività recenti dell’Agenzia.
Uno dei temi principali ha riguardato la missione Proba-3. A metà febbraio era stato perso il contatto con uno dei due satelliti e, fino a pochi giorni prima del Consiglio, i tentativi di recupero non avevano avuto successo. Proprio questa notte, è stato ristabilito un collegamento con il veicolo, che è stato portato in modalità di sicurezza. Sono attualmente in corso ulteriori controlli per capire le condizioni del satellite.

Per quanto riguarda l’osservazione della Terra, sono stati presentati i primi dati del Meteosat Third Generation Sounder, utilizzati anche per monitorare eventi meteorologici recenti, tra cui le alluvioni che hanno colpito la Francia a febbraio.
Tra le attività in corso, è stato ricordato anche l’arrivo dell’astronauta ESA Sophie Adenot sulla Stazione Spaziale Internazionale il 14 febbraio. La missione, della durata prevista di circa nove mesi, prevede la partecipazione a circa 200 esperimenti, di cui una parte coordinati dall’ESA.
Ariane 64 e l’accesso allo spazio
Il Consiglio ha fatto il punto anche sullo stato di Ariane 6. Il lanciatore è ora operativo nelle sue due configurazioni principali e l’ESA ha evidenziato come la sequenza dei primi voli stia procedendo senza particolari rallentamenti.
Nel primo lancio della versione Ariane 64 sono stati messi in orbita 32 satelliti per la costellazione commerciale Amazon Leo di Amazon, parte di un contratto che prevede più missioni nei prossimi anni.
È stato inoltre aggiornato lo stato dell’European Launcher Challenge (ELC), l’iniziativa con cui l’ESA intende sostenere lo sviluppo di nuovi lanciatori europei, soprattutto da parte di aziende private. Dopo la Ministeriale di Brema, il programma aveva ricevuto un livello di interesse superiore alle risorse inizialmente previste. Tuttavia, una delle aziende selezionate, la britannica Orbex, ha avviato una procedura di chiusura delle attività e si è quindi ritirata dalla competizione.
Attualmente restano quattro aziende in gara. L’ESA ha pubblicato il bando il 7 febbraio e le proposte da parte dell’industria sono attese entro il 31 marzo. L’obiettivo della challenge è quello di ampliare le capacità europee di accesso allo spazio, affiancando ai lanciatori istituzionali come Ariane 6 nuove soluzioni, in particolare piccoli e medi vettori.
Programmi e collaborazioni
Nel corso della riunione sono stati approvati anche alcuni accordi e iniziative. Tra questi, il concetto di missione EPIC (ESA Provided Institutional Crew) verso la Stazione Spaziale Internazionale, progettata per massimizzare l’uso strategico della ISS da parte dell’Europa nei suoi anni rimanenti. Il concetto prevede di acquisire una Crew Dragon nel primo trimestre del 2028 per una missione di media durata sulla ISS, in collaborazione con partner internazionali interessati.
Sono stati inoltre confermati accordi di cooperazione con Canada e Giappone su diversi programmi. In particolare, il Canada parteciperà ai seguenti programmi dell’ESA: Accelerating Commercialisation and Competitiveness of the European Space Sector (ACCESS), European Resilience from Space – Earth Observation (ERS‑EO), Moonlight e FutureNAV.
Per quanto riguarda il Giappone, gli Stati Membri hanno approvato la cooperazione con l’Agenzia Spaziale Giapponese (JAXA) per la missione RAMSES verso l’asteroide Apophis. La JAXA fornirà una telecamera a infrarossi termici (TIRI), i pannelli solari e il lanciatore H3.
Sul piano internazionale, l’ESA ha avuto di recente anche un primo incontro con il nuovo amministratore NASA Jared Isaacman, durante il quale sono stati discussi i prossimi sviluppi della collaborazione, in particolare nell’ambito del programma Artemis. Riguardo Artemis, Aschbacher ha affermato che la settimana prossima si terrà un incontro con la NASA in cui l’ESA avrà modo di discutere anche le implicazioni dei cambiamenti apportati al programma Artemis, tra cui le conseguenze che ci saranno per il Lunar Gateway, sulle quali oggi Aschbacher non si è pronunciato.

Gli Stati Membri hanno anche approvato la collaborazione con la Carnegie Institution for Science per ospitare e gestire il telescopio FlyEye-2 dell’ESA presso l’Osservatorio di Las Campanas (Cile), per il monitoraggio di oggetti vicini alla Terra.
Industria e sviluppo
Infine, l’ESA ha riportato alcuni dati sulle attività di trasferimento tecnologico e supporto all’industria. Nel corso del 2025 il programma Technology Broker ha registrato un aumento delle collaborazioni tra settore spaziale e non spaziale, con 142 iniziative avviate tra aziende dei due ambiti e decine di progetti supportati attraverso finanziamenti e attività di trasferimento tecnologico.
Queste attività rientrano nelle iniziative dell’Agenzia per favorire l’applicazione di tecnologie sviluppate per lo spazio in altri settori industriali, e viceversa.
Tra le dimostrazioni tecnologiche citate, è stato segnalato un collegamento laser ad alta velocità tra un aereo e un satellite in orbita geostazionaria. Si tratterebbe di un test che punta a sviluppare sistemi di comunicazione più veloci e con maggiore capacità rispetto alle tecnologie radio tradizionali, con possibili applicazioni sia in ambito civile che commerciale.











