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Hubble ha osservato (per caso) la frammentazione di una cometa in più pezzi

Mariasole Maglione di Mariasole Maglione
Marzo 18, 2026
in Astronomia e astrofisica, News, Scienza
Immagini del telescopio spaziale Hubble della frammentazione della cometa C/2025 K1 (ATLAS) a novembre 2025. Credits: NASA, ESA, D. Bodewits (Auburn)

Immagini del telescopio spaziale Hubble della frammentazione della cometa C/2025 K1 (ATLAS) a novembre 2025. Credits: NASA, ESA, D. Bodewits (Auburn)

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Il telescopio spaziale Hubble ha osservato un evento molto raro: la frammentazione in più pezzi di una cometa. Questa cometa si chiama C/2025 K1 (ATLAS) e aveva appena superato il perielio, ovvero il punto più vicino al Sole. Stava quindi già allontanandosi dal Sistema Solare quando è avvenuta la frammentazione.

Pochi giorni prima, la cometa era ancora intera. Poi, durante le osservazioni, si è divisa in almeno quattro pezzi. Ognuno di questi frammenti aveva una propria chioma, ovvero una propria nube di gas e polveri intorno.

La cosa sorprendente è che gli scienziati non stavano cercando proprio questa cometa. Il loro obiettivo iniziale non era più osservabile, quindi hanno scelto K1 come alternativa. Proprio in quel momento, però, la cometa ha iniziato a rompersi. Quindi è stato un caso decisamente fortuito.

Gli scienziati si sono accorti di tutto il giorno dopo, quando hanno guardato le immagini. Invece di vedere una sola cometa, ne hanno trovate quattro. Eventi così sono molto difficili da osservare, perché avvengono in tempi brevi e senza segnali evidenti prima.

Serie di immagini del telescopio spaziale Hubble della frammentazione della cometa C/2025 K1 (ATLAS) a novembre 2025. Credits: NASA, ESA, D. Bodewits (Auburn)
Serie di immagini del telescopio spaziale Hubble della frammentazione della cometa C/2025 K1 (ATLAS) a novembre 2025. Credits: NASA, ESA, D. Bodewits (Auburn)

Cosa ci dice questa rottura sulle comete?

Le comete sono oggetti molto antichi. Si sono formate miliardi di anni fa, insieme al Sistema Solare. Per questo contengono materiali “vecchi”, utili per capire come si è formato tutto. La loro superficie non è rimasta uguale nel tempo: il calore del Sole e le radiazioni hanno modificato gli strati esterni. Quando una cometa si rompe, però, si possono vedere parti interne che sono rimaste più “originali”.

Nel caso di K1, Hubble è riuscito a vedere chiaramente i pezzi separati. Questo è difficile da fare con i telescopi da Terra, che vedevano solo macchie poco definite.

Le immagini sono state scattate circa un mese dopo il perielio. In quel momento, la cometa aveva subito temperature molto alte, perché era passata anche più vicino del pianeta Mercurio. Questo forte calore può aver causato la rottura.

Gli scienziati pensano che la cometa abbia iniziato a rompersi circa otto giorni prima delle osservazioni. Durante questo tempo, i pezzi si sono separati sempre di più. Uno dei frammenti si è addirittura rotto ancora.

Ricostruzione dell'orbita di C/2025 K1 (ATLAS). Credits: NASA, ESA, R. Crawford (STScI)
Ricostruzione dell’orbita di C/2025 K1 (ATLAS). Credits: NASA, ESA, R. Crawford (STScI)

Un comportamento ancora da capire

C’è però un dettaglio che non è ancora chiaro. Quando una cometa si rompe e mostra ghiaccio fresco, dovrebbe diventare subito più luminosa. In questo caso, invece, non è successo immediatamente.

Una possibile spiegazione è legata alla polvere. La luminosità delle comete dipende soprattutto dalla polvere che riflette la luce del Sole. Il ghiaccio da solo potrebbe non essere abbastanza visibile. Forse serve tempo perché si formi uno strato che poi viene espulso.

Un’altra idea è che il calore debba penetrare sotto la superficie: solo dopo si crea pressione sufficiente per far uscire gas e polveri in modo evidente. Questa osservazione è molto utile, perché mostra che potrebbe esserci un ritardo tra la rottura e i cambiamenti visibili.

Le analisi, però, non sono ancora finite. I primi dati mostrano che questa cometa è diversa dalle altre: contiene meno carbonio del solito. Studi più approfonditi aiuteranno a capire meglio la sua composizione.

I frammenti della cometa si trovano oggi a circa 400 milioni di chilometri dalla Terra e si stanno allontanando dal Sole, seguendo una traiettoria che li porterà fuori dal Sistema Solare, molto probabilmente senza fare ritorno.

L’abstract dello studio che presenta i risultati è reperibile qui.

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Tags: CometaframmentazioneHubbleSistema solare

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