I primi due satelliti di test della costellazione CELESTE, progettata dall’ESA per fornire segnali di navigazione direttamente dall’orbita terrestre bassa, sono pronti al lancio. Partiranno dalla Nuova Zelanda non prima del 24 marzo, con un razzo Electron di Rocket Lab.
Il 12 marzo l’ESA ha tenuto una conferenza stampa per fornire aggiornamenti su questo progetto, e rispondere alle domande dei giornalisti. Erano presenti alla conferenza in Italiano Pietro Giordano, responsabile del sistema Celeste dell’ESA e Andrea Gallon, Direttore dei Programmi Navigation, Galileo e Aerocomms di Thales Alenia Space.
Questi due primi satelliti, chiamati IOD-1 e IOD-2 (In Orbit Demostration) serviranno come primo test delle nuove tecnologie di navigazione che verranno integrate poi nella costellazione CELESTE. La loro operatività è stimata in circa sei mesi, durante i quali forniranno collegamenti in banda L e soprattutto testeranno l’uso di banda S per la navigazione, una cosa che l’ESA non aveva mai sperimentato.
I due satelliti IOD sono costruiti da GMV e da Thales Alenia Space come prime contractor. Queste due aziende costruiranno anche i satelliti sucessivi e si occupano anche dei servizi di ground segment e delle operazioni. Abbiamo chiesto ai rappresentanti di ESA e Thales Alenia Space anche come è stato deciso il lancio con Rocket Lab. Entrambi (dell’integrazione e supporto al lancio si occupa il prime contractor) hanno dimostrato grande apprezzamento per le operazioni di Rocket Lab, ma raccontato difficoltà logistiche a raggiungere la Nuova Zelanda.

L’importanza di CELESTE per Galileo
In futuro, l’uso di navigazione multibanda permetterà a CELESTE di supportare il sistema di navigazione Galileo, rendendo più resiliente e versatile. Questi nuovi satelliti, essendo posti anche su orbite diverse, renderanno i servizi di navigazione più resilienti, non solo ad attacchi di sproofing o di intercettazione dei segnali, ma anche ad attacchi fisici ai satelliti. Anche per questi motivi, CELESTE farà parte del programma ERS (European Resilience from Space), pre approvato all’ultima ministeriale ESA di Brema.
“Un giorno di mancanza di segnali di navigazione satellitare potrebbe causare centinaia di miliardi di Euro di danni solo in Europa” ha dichiarato Pietro Giordano, un’affermazione che bene rappresenta le implicazioni e l’importanza dei segnali di navigazione satellitare. Inoltre, rispondendo ad una nostra domanda, sempre Pietro Giordano ha confermato il futuro utilizzo anche di servizi di comunicazione d’emergenza Direct To Device della costellazione CELESTE.
Thale Alenia Space ha inoltre già confermato di essere al lavoro sui prossimi quattro satelliti del programma, che dovrebbero essere pronti nel 2027.











