• AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Astrospace Shop
  • ADV
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
ORBIT
Shop
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati

L’impatto della missione DART ha modificato anche l’orbita dell’asteroide Didymos attorno al Sole

Mariasole Maglione di Mariasole Maglione
Marzo 9, 2026
in Agenzie Spaziali, Astronomia e astrofisica, NASA, News, Scienza, Sistema solare
L'espulsione di una nuvola di detriti dopo che la sonda DART della NASA si è schiantata sull'asteroide Dimorphos. L'immagine è stata creata dalle fotografie ravvicinate della fotocamera DRACO di DART. Credits: ESO/M. Kornmesser

L'espulsione di una nuvola di detriti dopo che la sonda DART della NASA si è schiantata sull'asteroide Dimorphos. L'immagine è stata creata dalle fotografie ravvicinate della fotocamera DRACO di DART. Credits: ESO/M. Kornmesser

Condividi su FacebookTweet

Quando la missione Double Asteroid Redirection Test (DART) della NASA ha colpito l’asteroide Dimorphos nel settembre 2022, l’obiettivo era verificare se un impatto controllato potesse modificare l’orbita di un asteroide. Il test ha avuto successo: l’orbita di Dimorphos attorno al suo asteroide principale, Didymos, è stata accorciata di 33 minuti.

Ora un nuovo studio pubblicato il 6 marzo 2026 su Science Advances mostra che le conseguenze dell’impatto sono state ancora più ampie. L’urto non ha modificato soltanto il moto di Dimorphos attorno a Didymos, ma ha cambiato leggermente anche l’orbita dell’intero sistema asteroidale attorno al Sole.

Didymos e Dimorphos formano infatti un sistema binario: i due asteroidi orbitano uno attorno all’altro attorno a un centro di massa comune. In queste configurazioni, qualsiasi cambiamento nel movimento di uno dei due corpi può influenzare anche l’altro e, di conseguenza, la traiettoria complessiva del sistema nello spazio.

Le osservazioni raccolte dopo l’impatto indicano che il periodo orbitale del sistema attorno al Sole, circa 770 giorni, è cambiato di una frazione di secondo. È una variazione estremamente piccola, ma rappresenta la prima volta nella storia in cui un oggetto costruito dall’Umanità modifica in modo misurabile l’orbita di un corpo celeste attorno al Sole.

Il risultato conferma che la tecnica dell’”impattatore cinetico”, cioè colpire un asteroide con una sonda spaziale per modificarne la traiettoria, può essere uno strumento efficace per la difesa planetaria.

L’effetto dell’impatto e la spinta dei detriti

Dimorphos è un piccolo asteroide largo circa 170 metri che orbita attorno a Didymos, che invece misura circa 805 metri di diametro. Quando DART ha colpito Dimorphos a oltre 22.000 km/h, l’impatto ha espulso nello spazio una grande quantità di materiale roccioso.

Questi detriti non si sono limitati a disperdersi nello spazio. Trasportando con sé quantità di moto, hanno esercitato una spinta aggiuntiva sull’asteroide. Questo effetto, chiamato fattore di amplificazione della quantità di moto, ha aumentato l’efficacia dell’impatto. Secondo il nuovo studio, questo fattore è stato circa pari a 2. In altre parole, la spinta generata dal materiale espulso ha raddoppiato l’effetto prodotto dalla sola sonda.

Evoluzione della nube di detriti dopo l'impatto di DART. Credits: ESO/Opitom et al.
Evoluzione della nube di detriti dopo l’impatto di DART. Credits: ESO/Opitom et al.

Già le prime analisi della missione avevano mostrato che l’orbita di Dimorphos attorno a Didymos si era ridotta di 33 minuti rispetto alle circa 12 ore iniziali. La nuova ricerca dimostra però che l’espulsione di detriti è stata abbastanza intensa da alterare leggermente anche la traiettoria dell’intero sistema asteroidale attorno al Sole.

La velocità orbitale del sistema è cambiata di circa 11.7 micrometri al secondo. Una variazione quasi impercettibile, ma che nel lungo periodo può produrre deviazioni significative.

Come è stato misurato il cambiamento orbitale?

Per dimostrare che l’impatto aveva modificato l’orbita del sistema attorno al Sole, i ricercatori hanno dovuto misurare con grande precisione il movimento di Didymos nello spazio. Oltre alle osservazioni radar e ai dati raccolti da telescopi terrestri, un ruolo chiave è stato svolto dalle occultazioni stellari. Questo fenomeno avviene quando un asteroide passa esattamente davanti a una stella distante, bloccandone la luce per una frazione di secondo.

Misurando con precisione il momento in cui la luce della stella scompare e riappare, gli astronomi possono ricostruire posizione, velocità e forma dell’asteroide con grande accuratezza.

Tra ottobre 2022 e marzo 2025, una rete di astronomi professionisti e osservatori amatoriali in tutto il mondo ha registrato 22 occultazioni stellari del sistema Didymos-Dimorphos. Combinando questi dati con anni di osservazioni precedenti, i ricercatori sono riusciti a rilevare la piccola variazione dell’orbita attorno al Sole.

Le misure hanno anche permesso di affinare le stime sulla densità dei due asteroidi. Dimorphos sembra essere leggermente meno denso di quanto si pensasse, un risultato che rafforza l’ipotesi che si tratti di un asteroide rubble pile, cioè un corpo formato da frammenti di roccia accumulati nel tempo.

In futuro, nuove informazioni arriveranno anche dalla missione Hera mission dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), che studierà da vicino il sistema Didymos-Dimorphos per comprendere nel dettaglio gli effetti dell’impatto di DART. L’arrivo di Hera a destinazione è previsto per ottobre 2026.

Potrebbe interessarti –> Tutti i dettagli sulla missione europea Hera, verso il sistema binario di asteroidi Didymos

Capitol Building

Astrospace esiste solo grazie a voi!
Grazie agli iscritti a ORBIT che ogni giorno supportano il lavoro di tutta la redazione di Astrospace. Grazie a loro questo spazio di informazione e divulgazione indipendente, unico in Italia, è ancora vivo.



© 2026 Astrospace.it Tutti i diritti riservati. Questo articolo può essere riprodotto o distribuito integralmente solo con l’autorizzazione scritta di Astrospace.it o parzialmente con l’obbligo di citare la fonte.
Tags: AsteroideDARTDidymosDifesa planetariaDimorphosHERANasaSistema solare

Potrebbe interessarti anche questo:

Render artistico del rover Rosalind Franklin, parte del progetto ExoMars dell'ESA, su Marte. Credits: ESA/ATG medialab

La NASA ha approvato il supporto alla missione Rosalind Franklin: lancio con Falcon Heavy nel 2028

Aprile 16, 2026

La NASA ha selezionato Voyager Technologies per la settima missione privata verso la ISS

Aprile 16, 2026
Lo splashdown di Orion "Integrity" per la missione Artemis II, l'11 aprile 2026.

Artemis II si è conclusa! Rientrati sulla Terra la capsula Orion e i quattro astronauti

Aprile 11, 2026
La capsula Orion "Integrity" di Artemis II nello spazio il 7 aprile 2026. Credits: NASA

Ecco quando, dove e perché seguire il rientro sulla Terra di Artemis II

Aprile 9, 2026

Artemis II: eseguito con successo il flyby della Luna!

Aprile 7, 2026
La Luna fotografata dal finestrino della capsula Orion "Integrity" di Artemis II il 4 aprile 2026. Credits: NASA

Artemis II: Orion è entrata nella sfera di influenza della Luna. Tutto pronto al flyby lunare

Aprile 6, 2026
Attualmente in riproduzione
ANNUNCIO

I più letti

  • Render artistico dell'esopianeta 29 Cygni b, con una massa 15 volte quella di Giove. Credits: NASA, ESA, CSA, Joseph Olmsted (STScI)

    Il James Webb ha osservato 29 Cygni b, che mette in discussione il confine tra pianeti e stelle

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • La NASA ha approvato il supporto alla missione Rosalind Franklin: lancio con Falcon Heavy nel 2028

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • La misura locale del tasso di espansione dell’Universo è sempre più precisa, ma il disaccordo resta

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Il telescopio Subaru ha osservato cambiamenti nella composizione della cometa interstellare 3I/ATLAS

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0

Segui AstroSpace.it anche in:

Telegram LinkedIn Twitter Youtube

Eventi in programma

Notice
Non ci sono eventi previsti.

Gli ultimi approfondimenti

La capsula Orion "Integrity" di Artemis II nello spazio il 7 aprile 2026. Credits: NASA

Ecco quando, dove e perché seguire il rientro sulla Terra di Artemis II

Aprile 9, 2026
Lo Space Launch System e la Luna piena al Kennedy Space Center. Credits: NASA/Sam Lott

Ecco quando, dove e soprattutto perché seguire il lancio di Artemis II

Marzo 31, 2026
SLS sulla rampa di lancio a gennaio 2026. Credits: NASA/Brandon Hancock

Ecco tutto quello che c’è da sapere sulla missione Artemis II

Marzo 31, 2026


News e approfondimenti di Astronautica e Aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace Srl.

info@astrospace.it 
www.astrospace.it

P.IVA: 04589880162

  • Astrospace ADV
  • AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Feed RSS
  • Newsletter
  • Shop
Privacy Policy Cookie Policy

Abbonati

Entra in Astrospace Orbit per leggere gli articoli Premium di AstroSpace

ISCRIVITI ORA

©2026 Astrospace

Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Orbit
Shop

© 2026 Astrospace.it Info@astrospace.it - News e approfondimenti di astronautica e aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace srl P.IVA: 04589880162