A febbraio SpaceX ha completato i primi test con il Booster 19, conclusi con successo e senza danni, a differenza di quanto accaduto con il prototipo precedente. Nel frattempo hanno iniziato a collaudare anche la Ship 39, che ora si trova al sito di Massey dove sta eseguendo i primi test di pressurizzazione.
Presto potremmo assistere ai primi test con i nuovi motori Raptor 3, che i tecnici stanno installando sul Super Heavy e che permetteranno di collaudare anche il nuovo Pad 2 di Starbase.
Tutto questo e tanto altro in questa nuova puntata della rubrica “I Progressi di Starship”, la rubrica che da oltre 5 anni vi racconta ogni aggiornamento e novità riguardo al progetto del più grande razzo che l’Umanità abbia mai tentato di costruire.
Ecco finalmente la Ship 39
Il 26 febbraio SpaceX ha trasportato la Ship 39 al sito di Massey, dandoci l’opportunità di vedere per la prima volta completamente assemblata e fuori dalla Mega Bay dove è stata assemblata, la nuova Starship V3. La novità più evidente di questa nuova versione riguarda la parte superiore, dove compaiono due strutture quasi cilindriche, due connettori, che serviranno per eseguire il docking tra Starship.
La Ship 39 monta solo due di questi connettori, anche se nei render diffusi da SpaceX nei mesi scorsi i punti di attracco totali sono quattro: due nella parte superiore e due in quella inferiore. Questi elementi sono ancora in fase di test e saranno integrati e migliorati sui prototipi successivi. SpaceX ne deve testare non solo la tecnologia, ma anche il design, per capire come si comportano queste sporgenze, dal punto di vista aerodinamico e di assetto, durante il volo e il rientro. Saranno necessari solo al docking fra Starship, che ci aspettiamo di vedere non prima di altri 3 o più volo di test.
L’arrivo della Ship 39 a Massey segna il ritorno delle Starship a questo sito, dopo lo stop causato dall’esplosione della Ship 36 lo scorso giugno. L’incidente danneggiò il pad di test e tante delle infrastrutture di questo sito, e costrinse SpaceX a eseguire lunghi lavori di riparazione. Per tutto il 2025, i test necessari alle Starship vennero eseguiti direttamente alla rampa di lancio.
Durante gli interventi di riparazione SpaceX ne ha anche approfittato per introdurre migliorie e aggiornamenti prima del debutto della Starship V3. La novità principale riguarda una nuova struttura verticale, alta quasi quanto la Starship.
The first Starship V3 has left the build site to begin prelaunch testing pic.twitter.com/DMZVMuRQVl
— SpaceX (@SpaceX) February 26, 2026
Questa struttura offre maggiore supporto e stabilità durante le prove e consente inoltre di collaudare diversi componenti direttamente sul sito di test. Sembra ad esempio che abbiano integrato cavi e attuatori dedicati ai test dinamici delle superfici mobili, in modo da simulare le sollecitazioni del volo, permettendo ai tecnici di verificare il comportamento delle superfici aerodinamiche della Starship in diverse condizioni.
In futuro, questa stessa struttura sarà probabilmente utilizzata anche per collaudare gli attacchi che permetteranno il docking tra due diverse Starship.
Il 1° marzo la Ship 39 ha superato il suo primo test di pressurizzazione dei serbatoi tramite azoto liquido. Questa prova è stata importante sia per verificare l’integrità strutturale del prototipo sia per collaudare il funzionamento delle infrastrutture di terra, che ora tornano operative. Altri test sono stati eseguiti nei giorni sucessivi, e ad oggi, 5 marzo, la Ship 39 si trova ancora al sito di Massey.
Terminati i test, la Ship 39 farà ritorno al sito di costruzione, dove i tecnici installeranno i sei motori Raptor 3, e poi la riporteranno al sito di test per eseguire gli static fire. Ci aspettiamo che questa operazione richieda qualche giorno, se non settimana più del previsto, in quanto ricordiamoci che questa è la prima Starship V3 e che per la prima volta saranno accessi sei motori Raptor 3. Ci sono quindi tante cose nuove, e piccoli problemi è probabile che ci siano.
Altre novità della Starship V3
La Ship 39 introduce numerose novità rispetto alla versione precedente, anche se molte non risultano immediatamente visibili. Oltre ai punti di docking di cui parlavamo prima, è possibile notare che diversi punti di saldatura sono differenti, segno che SpaceX ha modificato o aggiunto componenti strutturali interni.
SpaceX ha apportato miglioramenti anche allo scudo termico, soprattutto nella zona ai lati di Starship, dove finisce la protezione delle piastrelle termiche. In precedenza, sui lati lo scudo termico si concludeva con semplici piastrelle che formavano un motivo a zig zag. Ora tutte le estremità della Ship 39 utilizzano piastrelle rastremate, che creano bordi più lisci ed eliminano le irregolarità presenti sul prototipo precedente.
Lo scudo termico della Ship 39 non presenta piastrelle mancanti, fatta eccezione per due piastrelle sulle ali superiori. Questo potrebbe indicare che SpaceX ha finalmente trovato una tecnologia semi-definitiva per lo scudo termico e non ha più bisogno di effettuare test in volo. In precedenza le piastrelle mancanti servivano a testare la resa degli strati inferiori, oppure altre tipologie di piastrelle inserite in una manciata di esemplari.
Inoltre, sul nose cone della Ship 39 sono assenti le due protuberanze nere che, sui prototipi precedenti, ospitavano le telecamere rivolte verso le ali superiori. Durante la prossima diretta, quindi, potremmo non avere questa particolare visuale.
Un’ulteriore modifica riguarda le ali inferiori. All’interno delle cerniere è infatti visibile un complesso sistema di tubazioni, assente nei prototipi precedenti. Al momento non sono disponibili informazioni su questa struttura, ma potrebbe trattarsi di un sistema progettato per raffreddare quest’area.
La nuova corsa alla Luna
Come ormai abbiamo avuto modo di discutere a Febbraio, la nuova strategia a breve termine di SpaceX non è più legata a Marte, ma si è spostata sulla Luna. Lo ha annunciato il 9 febbraio Musk stesso, dichiarando che le opportunità sulla Luna sono maggiori.
Questo cambio di strategia è dovuto sicuramente a molti fattori. In primis la quotazione in borsa, che porterà SpaceX a dover inseguire obbiettivi più realistici e di breve termine, per far contenti i mercati. Inoltre, la fusione con xAI, ha fatto di SpaceX una azienda anche di Intelligenza Artificiale, non solo di spazio, e la Luna sembra che possa andare ad inserirsi anche nelle strategie legate ai data center nello spazio, annunciati da Musk.
Sembrerebbe che sulla Luna vogliano costruire una città, chiamata Moon Base Alpha, nella quale strutturare anche una produzione di satelliti, da poi lanciare nello spazio (non è dato sapere in quale orbita o orbite) direttamente dalla Luna. Questo piano è stato mostrato da Musk stesso durante una presentazione di xAI, nella quale ha mostrato il lander di un’accelerometro magnetico in grado di lanciare satelliti nello spazio dalla Luna. Si tratta ovviamente di piani per ora immaginari, e che nei prossimi anni potrebbero anche essere abbandonati senza nessun risvolto pratico, ma mostrano per lo meno un’attenzione per la Luna reale.
Dall’altro lato c’è anche una lotto molto più pratica con Blue Origin per il primo allunaggio umano programmato dalla NASA. L’Agenzia Spaziale americana ha annunciato questa settimana una ristrutturazione del programma Artemis, con una nuova missione Artemis III, che non sarà diretta verso la Luna ma rimarrà in orbita terrestre bassa. L’obbiettivo è eseguire un docking fra uno o due dei lander commerciali in produzuione, cioè il Blue Moon di Blue Origin o la Starship di SpaceX e la capsula Orion.

Sembra, per ora, che questa nuova missione Artemis III sia una sorta di spinta, creata dalla NASA, per queste due aziende. Il lander che sarà pronto ad inizio 2027, quando è prevista questa nuova missione Artemis III, sarà probabilmente il lander scelto dalla NASA per il primo allunaggio.
Starship potrebbe farcela, in una sua versione preliminare, ad essere pronta per la prima metà del 2027, dato che per questa missione non ci sarà necessità di eseguire il trasferimento di propellente, ma non è detto. Tutto dipenderà da come si comporterà la Starship V3 e da quanti voli impiegheranno prima di raggiungere il volo orbitale sicuro.
Altri “pezzi di Starship” – Brevi novità e aggiornamenti
- Il 3 marzo la città di Starbase, tramite i suoi canali ufficiali, ha annunciato l’avvio di una collaborazione con SpaceX per proteggere oltre 1.000 acri di pianure costiere nel sud del Texas attraverso il progetto Rockhands Mitigation Bank. Un comitato per la conservazione si occuperà della gestione dell’area, con l’obiettivo di tutelare habitat e fauna selvatica nel lungo periodo. SpaceX fornirà fondi e risorse per sostenere il ruolo della città come custode permanente del sito, garantendo la protezione di questo ecosistema costiero anche negli anni a venire.
- A febbraio la FAA ha pubblicato un documento in cui analizza le modifiche richieste da SpaceX alla licenza di lancio di Starship da Starbase. Si tratta della valutazione ambientale finale relativa a nuove traiettorie orbitali e all’introduzione del profilo “Return to Launch Site” (RTLS), che prevede il rientro della Starship al sito di partenza. Le nuove rotte includono il sorvolo del Golfo del Messico, della Florida settentrionale e dell’Atlantico per circa 1.600 miglia nautiche, oltre a una traiettoria a sud di Cuba che coinvolge anche Messico, Giamaica e Isole Cayman. In caso di RTLS, il tratto interessato sarà di circa 3.700 miglia nautiche e comprenderà il Pacifico, il Messico e gli stati americani di California, Arizona, New Mexico e Texas. La FAA stima possibili ritardi medi nel traffico aereo tra 40 e 60 minuti, con picchi che potrebbero raggiungere le due ore. L’agenzia conclude che non vi saranno impatti ambientali significativi e conferma l’obbligo per SpaceX di una copertura assicurativa fino a 500 milioni di dollari per lancio in caso di danni.
- SpaceX sta procedendo con i lavori di realizzazione di un nuovo pad di lancio per Starship presso lo Space Launch Complex 37 (SLC-37), in Florida. Qui gli operai hanno già trasportato diverse sezioni della futura Mechazilla, necessaria per collocare Starship e Super Heavy sul pad e per la loro cattura al volo.
- In vista del dodicesimo lancio di Starship, a Starbase proseguono i test dei sistemi del Pad 2. A febbraio SpaceX ha attivato alla massima potenza il water deluge system per verificarne il corretto funzionamento. Le tubazioni che permettono di “allagare” il pad si trovano sia alla base della rampa di lancio sia sulla sua sommità. Questa configurazione dovrebbe offrire una protezione più efficace contro vibrazioni e calore generati dai 33 motori Raptor 3 del Super Heavy. In seguito a questi test, SpaceX ha collaudato anche i due Quick Disconnect Arm per il rifornimento del Super Heavy. L’arrivo del Booster 19 al Pad 2 per il suo primo static fire test potrebbe quindi essere imminente.
- In vista della prima accensione dei motori del nuovo prototipo di Super Heavy, a inizio febbraio SpaceX ha completato i test con il Booster 19. Tra il 3 e l’8 febbraio l’azienda ha eseguito quattro diverse prove di pressurizzazione dei serbatoi del Super Heavy utilizzando azoto liquido. Per la prima volta un Super Heavy di terza generazione ha superato con successo questi test e il 9 febbraio il Booster 19 è tornato al sito di costruzione. Qui i tecnici hanno iniziato a installare i 33 motori Raptor 3, un’operazione che dovrebbe concludersi proprio in questi giorni.










