Le aziende statunitensi Interlune e Astrolab stanno collaborando per integrare la tecnologia di escavazione di Interlune sul rover lunare FLEX (Flexible Logistics and Exploration Vehicle) che sta sviluppando Astrolab, con l’obbiettivo di costruire un veicolo capace di raccogliere risorse direttamente dalla superficie della Luna.
Le due aziende hanno completato uno studio concettuale per installare l’hardware di escavazione di Interlune sul rover FLEX, progettato per trasportare sia astronauti che strumentazione. Il passo successivo sarà la fase di test dell’hardware.
Interlune ha dichiarato che la mobilità autonoma è un elemento fondamentale per i sistemi destinati alla raccolta di risorse sulla Luna. L’azienda sta sviluppando tecnologie pensate per estrarre grandi quantità di materiali dalla regolite lunare, a partire dall’elio-3, un isotopo raro sulla Terra ma presente nel suolo lunare.
I sistemi di escavazione potrebbero essere utilizzati anche per altre attività legate allo sviluppo di infrastrutture lunari. Tra queste, la preparazione dei siti destinati alle future basi, la costruzione di strade e la realizzazione di argini o altre strutture utili alle operazioni sulla superficie.
Per sviluppare tecnologie di scavo adatte all’ambiente lunare, Interlune sta collaborando anche con Vermeer Corporation, azienda specializzata in macchinari industriali per scavo e perforazione.
I prossimi passi
La prossima fase del progetto prevede una serie di test hardware nell’area di Houston, dove entrambe le aziende stanno espandendo le proprie attività di ricerca e sviluppo. In particolare, Astrolab è stata la prima azienda ad affittare spazi di prova presso il Texas A&M University Space Institute, una struttura attualmente in costruzione all’interno del Johnson Space Center della NASA.
A Houston si trova anche l’Interlune Research Lab, il laboratorio di Interlune dedicato alla produzione e allo studio di simulanti di regolite lunare. Questi materiali riproducono le caratteristiche del suolo della Luna e permettono di testare rover e strumenti in condizioni simili a quelle che si incontrano sul nostro satellite. La regolite lunare è infatti composta da particelle molto fini e abrasive, che possono interferire con i meccanismi dei veicoli e rappresentano una delle principali difficoltà per le operazioni di superficie.
La collaborazione tra Interlune e Astrolab era iniziata già nel 2025. In quell’occasione Interlune aveva annunciato lo sviluppo di una camera multispettrale destinata alla piattaforma FLIP (FLEX Lunar Innovation Platform) del rover FLEX. Lo strumento, sviluppato insieme alla NASA, sarà utilizzato per stimare la quantità e la distribuzione di elio-3 nella regolite lunare, contribuendo a identificare le aree più promettenti per future attività di estrazione.











