Astrobotic ha firmato un contratto con Thales Alenia Space (joint venture tra Thales (67%) e Leonardo (33%)) per sviluppare il sistema di ruote destinato al modulo italiano MPH (Multi-Purpose Habitat), parte del programma Artemis.
MPH è il primo elemento abitativo italiano destinato alla superficie lunare, realizzato dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) in collaborazione con la NASA come parte dell’architettura di Artemis.
Il progetto è pensato per supportare attività scientifiche e dimostrare le prime capacità di abitabilità a lungo termine sulla Luna, in particolare nell’area del polo sud, considerata strategica per la presenza di regioni permanentemente in ombra e potenziali risorse di ghiaccio d’acqua. A luglio 2025 Thales Alenia Space ha firmato un contratto con l’ASI per la fase di progettazione preliminare del modulo pressurizzato, che comprende lo sviluppo di tecnologie critiche.
Tra queste rientra il sistema di mobilità, per il quale Astrobotic svilupperà la soluzione tecnica delle ruote che permetteranno al modulo abitativo di spostarsi in modo controllato e affidabile su un terreno molto difficile. Queste ruote saranno basate su quelle attualmente in fase di progettazione per il rover lunare Flex, che la stessa Astrobotic sta sviluppando per la NASA e per altri partner commerciali.
Ruote progettate per resistere sul suolo lunare
Il sistema di ruote sviluppato da Astrobotic è pensato per permettere al modulo abitativo di muoversi su un terreno irregolare e coperto da polvere fine e abrasiva, senza aumentare troppo il peso complessivo del veicolo né il consumo di energia. La ruota unisce parti rigide, per garantire la solidità, a componenti più flessibili che aiutano ad adattarsi meglio al suolo lunare. I materiali scelti servono a trattenere il calore quando il veicolo si muove in zone sempre in ombra, così da consumare meno energia per mantenere caldi i sistemi interni.

La struttura utilizza cavi in tensione tra il centro della ruota e il bordo esterno: in questo modo si riduce la massa mantenendo comunque una buona resistenza. Anche il battistrada è progettato per essere flessibile, così da aderire meglio al terreno. Questo aiuta a migliorare la trazione quando il modulo affronta salite o attraversa zone con regolite soffice, e contribuisce a ridurre l’usura nel tempo.
Le ruote dovranno funzionare in modo affidabile per tutta la durata prevista della missione, pari a circa dieci anni, accompagnando il modulo in tutti i suoi spostamenti sulla superficie lunare. Il progetto tiene conto non solo delle attività operative sulla Luna, ma anche delle sollecitazioni dovute al lancio, al viaggio nello spazio, all’atterraggio e alla permanenza prolungata in un ambiente estremo.











