Il Centro Italiano Ricerche Aerospaziali (CIRA) ha annunciato il 23 febbraio 2026 che il sistema di protezione termica dello Space Rider, lo spazioplano riutilizzabile sviluppato dall’ESA, ha superato la campagna di test dinamici. I test sono stati condotti sulle windward shingles, i pannelli ceramici che rivestono la parte inferiore del veicolo e proteggono lo spazioplano durante il rientro nell’atmosfera, quando l’attrito con l’aria genera temperature molto elevate.
Il sistema, chiamato Thermal Protection System (TPS), è stato progettato, realizzato e qualificato dal CIRA. È uno degli elementi più importanti del veicolo: durante il rientro, la parte inferiore di Space Rider è esposta ai flussi di calore più intensi e deve impedire che il calore raggiunga la struttura interna e i sistemi di bordo.
Il rivestimento esterno è composto da 21 pannelli in Ceramic Matrix Composite (CMC), un materiale ceramico rinforzato che combina resistenza meccanica e capacità di sopportare temperature molto alte. Sotto lo strato ceramico c’è un insieme di materiali isolanti ad alte prestazioni, progettati per operare fino a 1600 °C. Questo rivestimento limita il passaggio del calore verso la struttura fredda del veicolo.
Il sistema è stato sviluppato anche pensando alla riutilizzabilità: può essere smontato e reinstallato fino a sei missioni. Una caratteristica centrale per lo Space Rider, concepito come veicolo orbitale europeo in grado di rientrare autonomamente e di essere riutilizzato.

Un test di successo, anche oltre i carichi nominali
I test si sono svolti nei laboratori di Centrotecnica Srl a Milano, dove uno shaker da 200 kN ha riprodotto le vibrazioni e le sollecitazioni meccaniche che il sistema dovrà affrontare durante il lancio. È stata testata una porzione del TPS grande più di un metro per lato, composta da quattro shingles assemblate insieme.
Ogni pannello, a seconda della sua posizione sul veicolo, è soggetto a carichi diversi. Per questa campagna, il team del CIRA guidato dall’ingegnera Barbara Tiseo ha scelto di applicare all’intero insieme il massimo dei carichi previsti. Quindi due delle quattro shingles sono state sottoposte a sollecitazioni più forti rispetto a quelle che sperimenteranno in condizioni normali. Il sistema ha superato la prova senza problemi, mostrando di poter resistere alle vibrazioni del lancio.
Con questo risultato, lo scudo termico dello Space Rider dimostra di essere in grado di affrontare non solo il calore del rientro, ma anche le forti sollecitazioni meccaniche della fase di ascesa. Attualmente, il volo inaugurale dello spazioplano europeo è previsto per il 2028.










