Starlab Space LLC ha annunciato il 23 febbraio 2026 di aver completato con successo la Commercial Critical Design Review (CCDR) della stazione spaziale commerciale in orbita terrestre bassa che sta progettando.
La revisione fa parte degli step intermedi del programma Commercial LEO Destinations (CLD), con cui la NASA sta sostenendo lo sviluppo di tre stazioni private destinate a raccogliere l’eredità della Stazione Spaziale Internazionale. A luglio 2025, Starlab aveva superato la revisione preliminare.
Superare la CCDR significa che il progetto è considerato tecnicamente maturo: l’architettura della stazione, i sistemi di sicurezza e le prestazioni previste sono stati valutati come coerenti e pronti per passare alla produzione.
Starlab ha anche presentato alla NASA il proprio piano economico, ovvero ha spiegato come intende sostenere i costi della stazione nel tempo e da dove arriveranno le entrate. Il progetto prevede di offrire spazio per astronauti e per attività di ricerca in modo simile a quanto avviene oggi sulla ISS. L’obiettivo è permettere a ricercatori, aziende e agenzie spaziali di continuare a lavorare in orbita bassa anche dopo la fine operativa della ISS, evitando interruzioni nelle attività.
Cosa significa superare la Critical Design Review
La Critical Design Review è uno degli ultimi controlli prima della costruzione di un sistema spaziale complesso. In questa fase si verifica che tutti i sottosistemi siano integrati tra loro e rispettino i requisiti richiesti.
Con il via libera ottenuto dal superamento della CDR, Starlab ora può entrare nella fase di produzione hardware. Questo comporta la costruzione dei moduli pressurizzati, l’assemblaggio delle componenti principali e l’avvio delle campagne di test a terra.
Al progetto partecipano diversi partner internazionali, tra cui aziende parte della corporazione Starlab come Voyager Technologies, Airbus, Mitsubishi Corporation, MDA Space, ma anche Palantir Technologies e Space Applications Services. La collaborazione coinvolge anche la NASA, l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e l’Agenzia Spaziale Giapponese (JAXA).
Milestone achieved: Starlab has successfully completed its Commercial Critical Design Review (CCDR).
This marks a major step forward in the development of our next-generation commercial space station, confirming that the design meets all technical, safety and performance… pic.twitter.com/upfJKXbKmy
— Starlab (@Starlab_Space) February 23, 2026
Le altre stazioni commerciali
Nell’ambito del programma Commercial LEO Destinations, NASA sta sostenendo diverse iniziative, per assicurare un passaggio graduale dalla ISS a nuove infrastrutture private. Insieme a Starlab nel programma CLD c’è la Orbital Reef, la stazione spaziale privata di Blue Origin. Poi c’è la Axiom Space Station, sviluppata da Axiom Space, finanziata dalla NASA ma non all’interno del programma CLD. Quest’ultima prevede inizialmente l’aggancio di moduli commerciali alla ISS prima di diventare una stazione autonoma.
Nel frattempo anche l’azienda americana Vast sta lavorando a una stazione spaziale privata, Haven-1, di cui ha avviato la fase di integrazione a gennaio 2026 ma rimandato il lancio del primo modulo al 2027.
Tutti questi progetti hanno un obiettivo comune: mantenere una presenza umana stabile in orbita bassa anche dopo la fine operativa della ISS, prevista nel prossimo decennio.











