• AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Astrospace Shop
  • ADV
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
ORBIT
Shop
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati

Il James Webb ha mappato per la prima volta la struttura verticale della ionosfera di Urano

Mariasole Maglione di Mariasole Maglione
Febbraio 20, 2026
in Astronomia e astrofisica, News, Scienza, Sistema solare
Urano osservato dal James Webb a gennaio 2025. Credits: ESA/Webb, NASA, CSA, STScI, P. Tiranti, H. Melin, M. Zamani (ESA/Webb)

Urano osservato dal James Webb a gennaio 2025. Credits: ESA/Webb, NASA, CSA, STScI, P. Tiranti, H. Melin, M. Zamani (ESA/Webb)

Condividi su FacebookTweet

Per la prima volta un team internazionale di astronomi è riuscito a mappare la struttura verticale dell’alta atmosfera di Urano, rivelando come temperatura e particelle cariche varino con la quota sopra le nubi del pianeta.

Le osservazioni sono state effettuate con lo strumento NIRSpec a bordo del telescopio spaziale James Webb, che ha monitorato il pianeta per quasi un’intera rotazione, rilevando la debole emissione infrarossa proveniente dalle molecole presenti a migliaia di chilometri di altezza.

Lo studio, guidato da Paola Tiranti della Northumbria University, fornisce il ritratto più dettagliato mai ottenuto della ionosfera di Urano, la regione atmosferica ionizzata che interagisce direttamente con il campo magnetico del pianeta. I dati mostrano dove si formano le aurore, come la loro distribuzione sia influenzata dall’insolita inclinazione del campo magnetico e confermano che l’atmosfera superiore continua a raffreddarsi, proseguendo una tendenza osservata dagli anni ’90.

La struttura della ionosfera fino a 5000 km sopra le nubi

Le osservazioni sono state condotte il 19 gennaio 2025 nell’ambito del programma General Observer 5073, utilizzando l’Integral Field Unit di NIRSpec per raccogliere dati per circa 15 ore consecutive. Questo ha permesso di seguire Urano per quasi un’intera rotazione, ottenendo una mappa tridimensionale della sua atmosfera superiore fino a 5000 km sopra le nubi.

La regione studiata è la ionosfera, dove l’atmosfera diventa parzialmente ionizzata per effetto della radiazione solare e delle particelle energetiche. Qui la densità degli ioni raggiunge un massimo intorno ai 1000 km di altezza, mentre le temperature più elevate si registrano tra 3000 e 4000 km. Le misure mostrano anche variazioni longitudinali significative, legate alla geometria complessa del campo magnetico del pianeta.

Collage di diverse osservazioni di Urano da parte del James Webb a gennaio 2025, che mostra i cambiamenti dell'alta atmosfera del pianeta. Credits: ESA/Webb, NASA, CSA, STScI, P. Tiranti, H. Melin, M. Zamani (ESA/Webb)
Collage di diverse osservazioni di Urano da parte del James Webb a gennaio 2025, che mostra i cambiamenti dell’alta atmosfera del pianeta. Credits: ESA/Webb, NASA, CSA, STScI, P. Tiranti, H. Melin, M. Zamani (ESA/Webb)

Questa è la prima volta che l’alta atmosfera di Urano viene osservata in tre dimensioni con questo livello di dettaglio. La sensibilità del telescopio ha consentito di tracciare il modo in cui l’energia si propaga verso l’alto, e di misurare direttamente la distribuzione verticale di temperatura e densità ionica.

ANNUNCIO

Aurore e campo magnetico: un sistema fuori asse

Uno degli aspetti più importanti dello studio riguarda le aurore di Urano. Webb ha rilevato due bande aurorali luminose vicine ai poli magnetici, oltre a una regione con emissione ridotta e minore densità di ioni tra le due bande. Una struttura che suggerisce che le linee del campo magnetico influenzino in modo diretto il percorso delle particelle cariche nell’alta atmosfera.

Il campo magnetico di Urano è tra i più insoliti del Sistema Solare: è molto inclinato rispetto all’asse di rotazione del pianeta ed è anche disallineato rispetto al centro geometrico. Questa configurazione fa sì che le aurore non siano distribuite in modo simmetrico e che si spostino in maniera complessa durante la rotazione.

Le misure indicano poi una temperatura media di circa 426 K, più bassa rispetto a quelle ricavate in passato da osservazioni da Terra o dalle precedenti missioni. Questi risultati aiutano anche a comprendere come l’energia venga trasportata e distribuita negli strati più alti dei pianeti giganti ghiacciati, una categoria che comprende Urano e che rappresenta una tipologia di pianeta comune anche al di fuori del Sistema solare.

I risultati sono stati pubblicati in uno studio sulla rivista Geophysical Research Letters, reperibile qui.

Capitol Building

Vuoi tenerti aggiornato su tutte le ultime notizie
sullo spazio e la sua esplorazione?

Agli iscritti a ORBIT ogni settimana inviamo due newsletter: il venerdì la Astro Newsletter, che tratta le notizie di esplorazione scientifica dello spazio, astronomia e astrofisica, e il sabato la Space Newsletter, che tratta di space economy, lunar economy ed esplorazione umana dello spazio.



© 2026 Astrospace.it Tutti i diritti riservati. Questo articolo può essere riprodotto o distribuito integralmente solo con l’autorizzazione scritta di Astrospace.it o parzialmente con l’obbligo di citare la fonte.
Tags: Atmosferagiganti ghiacciatiJames WebbSistema solareUrano

Potrebbe interessarti anche questo:

Render della missione cinese Tianwen-3 dedicata alla raccolta di campioni su Marte.

Nuovi aggiornamenti e dettagli sulle missioni cinesi Tianwen-2 e Tianwen-3

Marzo 12, 2026
Nettuno visto dalla sonda Voyager 2 della NASA, a circa 7 milioni di km dal pianeta. Credits: NASA

Gli scienziati cinesi chiedono di dare priorità a una missione orbitale verso Nettuno

Marzo 9, 2026
L'espulsione di una nuvola di detriti dopo che la sonda DART della NASA si è schiantata sull'asteroide Dimorphos. L'immagine è stata creata dalle fotografie ravvicinate della fotocamera DRACO di DART. Credits: ESO/M. Kornmesser

L’impatto della missione DART ha modificato anche l’orbita dell’asteroide Didymos attorno al Sole

Marzo 9, 2026
Foto di Marte e della sua atmosfera dall'orbita catturata dalla missione Mars Express dell'ESA nel 2016. Credits: ESA/DLR/FU Berlin/Justin Cowart

Due sonde europee hanno mostrato gli effetti di una forte tempesta solare sull’atmosfera di Marte

Marzo 5, 2026
La galassia NGC1637 in un mosaico composto di luce visibile da dati di Hubble e infrarossa da dati di Webb. Credits: NASA, ESA, CSA, STScI, Charles Kilpatrick (Northwestern), Aswin Suresh (Northwestern)

Il James Webb ha identificato la stella progenitrice di una supernova in una galassia vicina

Febbraio 24, 2026
Rappresentazione artistica dell'orbiter Hope per la missione EMM (Emirates Mars Mission). Credits: EMM, UAE Space Agency

Gli Emirati Arabi Uniti hanno esteso la missione Hope su Marte fino al 2028

Febbraio 18, 2026
Attualmente in riproduzione

I più letti

  • I satelliti della missione Proba-3 posizionati in una configurazione tale da ricreare un'eclissi solare artificiale, per lo studio della corona del Sole. Credits: ESA-P. Carril

    L’ESA ha perso i contatti con uno dei satelliti della missione Proba-3

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Gli scienziati cinesi chiedono di dare priorità a una missione orbitale verso Nettuno

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Ecco finalmente la Ship 39, la prima V3. I progressi di Starship

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • L’ASI approva le linee guida per l’uso dei dati dei satelliti IRIDE

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0

Segui AstroSpace.it anche in:

Telegram LinkedIn Twitter Youtube

Eventi in programma

Notice
Non ci sono eventi previsti.

Gli ultimi approfondimenti

Simulazione della collisione di due buchi neri che produce onde gravitazionali. Credits: Simulating eXtreme Spacetimes (SXS) project

Dieci anni dall’annuncio del primo rilevamento diretto delle onde gravitazionali

Febbraio 11, 2026
Le prime immagini del satellite CSG-FM3 della costellazione COSMO-SkyMed. A sinistra, Roma; al centro, Vancouver; a destra, il fiume Padma in Bangladesh. Credits: ASI

Quanto sono importanti le prime immagini del quinto satellite italiano della costellazione COSMO-SkyMed?

Gennaio 23, 2026

La giornata nazionale dello spazio e il ricordo del primo satellite italiano, il San Marco 1

Dicembre 16, 2025


News e approfondimenti di Astronautica e Aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace Srl.

info@astrospace.it 
www.astrospace.it

P.IVA: 04589880162

  • Astrospace ADV
  • AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Feed RSS
  • Newsletter
  • Shop
Privacy Policy Cookie Policy

Abbonati

Entra in Astrospace Orbit per leggere gli articoli Premium di AstroSpace

ISCRIVITI ORA

©2026 Astrospace

Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Orbit
Shop

© 2026 Astrospace.it Info@astrospace.it - News e approfondimenti di astronautica e aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace srl P.IVA: 04589880162