L’11 febbraio 2026 la NASA ha annunciato di aver sospeso temporaneamente la maggior parte delle operazioni scientifiche del Neil Gehrels Swift Observatory, per ridurre la resistenza atmosferica e rallentare il decadimento orbitale del satellite. La decisione rientra nelle attività di preparazione a una missione di reboost prevista per l’estate 2026, che innalzerà l’osservatorio su un’orbita più alta, estendendone la vita operativa.
Swift, in orbita da ormai 21 anni, è progettato per osservare eventi energetici di breve durata, in particolare i lampi di raggi gamma (Gamma Ray Burst, GRB). Normalmente il satellite è in grado di ruotare rapidamente verso nuove sorgenti individuate nello spazio, puntando i suoi strumenti per raccogliere dati in più bande dello spettro elettromagnetico.
Con la configurazione operativa attuale, lo strumento principale per la rilevazione dei GRB (il Burst Alert Telescope) continuerà a operare attivamente. Tuttavia, il veicolo non effettuerà più le rapide manovre di riposizionamento necessarie per osservare le sorgenti selezionate anche con gli altri telescopi di bordo. In questo modo si può mantenere un assetto stabile che minimizza l’impatto dell’atmosfera alla quota orbitale attuale.
On Feb. 11, our Swift Observatory temporarily suspended most science operations in an effort to reduce atmospheric drag and slow the spacecraft’s orbital decay. This will help extend its time in orbit in anticipation of a reboost mission this summer. https://t.co/zPHfHM9FtU pic.twitter.com/cNVeYNCtsf
— NASA Universe (@NASAUniverse) February 11, 2026
Perché è necessario intervenire?
Quando l’attività solare aumenta, l’atmosfera terrestre si riscalda e si espande. Anche a centinaia di chilometri di altitudine l’aria diventa leggermente più densa, aumentando l’attrito sui satelliti in orbita bassa e facendoli scendere lentamente.
All’inizio di febbraio 2026, l’altitudine media di Swift è scesa sotto i 400 km. Perché la missione di reboost sia possibile, il satellite deve restare sopra i 300 km. Secondo i modelli attuali, Swift potrebbe scendere sotto questa soglia tra metà ottobre 2026 e fine gennaio 2027.
Gran parte dell’attrito si verifica durante circa 20 minuti di ogni orbita, quando il satellite attraversa un “rigonfiamento” atmosferico sul lato della Terra illuminato dal Sole. I controllori hanno quindi modificato l’orientamento del veicolo in quel tratto, riducendone la superficie esposta. Gli ingegneri stanno anche valutando ulteriori misure, come una leggera modifica dell’inclinazione dei pannelli solari. Queste scelte limitano in parte le osservazioni scientifiche, ma consentono di guadagnare tempo in vista del reboost.
Come avverrà l’innalzamento dell’orbita
Nel settembre 2025 la NASA ha assegnato un contratto da 30 milioni di dollari alla startup Katalyst Space Technologies per inviare un veicolo in grado di agganciarsi a Swift e innalzarne l’orbita.
La missione è prevista a metà 2026 con un lancio su un razzo Pegasus XL, nell’ambito di un accordo tra Katalyst e Northrop Grumman annunciato a novembre 2025. All’inizio di gennaio, durante un incontro preparatorio al meeting annuale dell’American Astronomical Society, Jamie Kennea, responsabile delle operazioni scientifiche di Swift alla Penn State University, ha dichiarato che il lancio resta pianificato per l’1 giugno 2026 e che al momento non risultano ritardi.

La tempistica è molto importante, perché entro l’autunno l’orbita di Swift potrebbe decadere troppo per consentire l’intervento. Per accelerare il processo, la NASA ha evitato alcune fasi tradizionali di gara pubblica, lavorando con aziende già coinvolte in contratti dimostrativi attraverso la Space Technology Mission Directorate.
La missione comporta un rischio tecnico, anche perché si tratta di un intervento in orbita su un osservatorio scientifico e Katalyst non ha ancora esperienza di volo spaziale. Tuttavia, in caso di insuccesso, Swift rientrerebbe in atmosfera come previsto, senza reboost. Secondo le valutazioni della NASA, non vi sarebbero rischi per persone o infrastrutture a Terra.
Se l’operazione avrà successo, Swift potrà continuare a monitorare fenomeni cosmici transienti e variazioni rapide nell’Universo, proseguendo un’attività scientifica iniziata nel 2004. E questo primo successo aprirebbe sicuramente la strada a nuove missioni future di servizio in orbita per satelliti scientifici.











