Una nuova cometa è stata scoperta il 13 gennaio 2026 in Cile, da un gruppo di astronomi francesi attivi nel programma MAPS, un’indagine dedicata agli asteroidi vicini alla Terra. La cometa è stata denominata C/2026 A1 (MAPS) e osservata come una debole traccia di 18ª magnitudine nella costellazione della Colomba.
Il passaggio al perielio è previsto per il 4 aprile 2026, a soli 748 000 km dalla superficie del Sole. Si tratta di una distanza molto ravvicinata, che classifica MAPS tra le comete radenti al Sole, o sungrazer, come molte altre appartenenti alla stessa famiglia.
C/2026 A1 (MAPS) appartiene alla famiglia delle comete Kreutz, che sono tutte frammenti di un’antica cometa andata in frantumi migliaia di anni fa. Sono caratterizzate da orbite molto eccentriche e perieli molto bassi, spesso inferiori a 1.4 milioni di km dal Sole. Alcune, come la Ikeya-Seki nel 1965 o la Lovejoy nel 2011, sono diventate temporaneamente visibili anche in pieno giorno grazie alla vicinanza al Sole e allo sviluppo di code molto estese.
Al momento MAPS si trova ben oltre la portata dell’osservazione visuale, ma potrebbe diventare visibile con telescopi amatoriali nella seconda metà di marzo. Se il nucleo dovesse sopravvivere al passaggio ravvicinato al Sole, la cometa potrebbe raggiungere la magnitudine –4 attorno al perielio, e quindi essere ben visibile anche a occhio nudo. Sarà però difficile da vedere perché, nel momento in cui sarà più luminosa, si troverà molto vicina al Sole nel cielo.

Una Kreutz massiccia, scoperta a distanza record
C/2026 A1 (MAPS) presenta caratteristiche che la rendono un oggetto molto interessante all’interno della famiglia Kreutz. È stata rilevata a una distanza di oltre 2 Unità Astronomiche dal Sole (circa 299 milioni di km), la più grande distanza alla quale sia mai stato scoperto un membro di questa famiglia.
Le stime attuali suggeriscono un nucleo di circa 2.4 km di diametro, una dimensione davvero consistente rispetto alla maggior parte delle Kreutz, che sono spesso frammenti minori, disintegrati prima di raggiungere la massima visibilità.
Le osservazioni finora sono ancora molto limitate, ma la combinazione tra dimensione e distanza di scoperta ha portato a confronti con altre comete storiche della stessa famiglia, come quella del 1843 o la cometa Pereyra (C/1963 R1), entrambe visibili a occhio nudo attorno al perielio.
Secondo le ricostruzioni effettuate da parte del team MAPS, l’orbita della cometa è inclinata di 144.5° rispetto al piano dell’eclittica (il piano dell’orbita della Terra intorno al Sole) e il suo periodo orbitale al momento è di 1175 anni.

Osservabilità: prospettive migliori a sud
Anche se il nucleo resterà intatto in prossimità del perielio, cosa non scontata per le comete sungrazer, sarà comunque difficile osservare C/2026 A1 (MAPS) da Terra perché sarà molto vicina al Sole. Per seguirla durante il passaggio ravvicinato saranno utili le immagini degli osservatori spaziali, come SOHO della NASA.
Le possibilità di osservare la cometa da Terra saranno anche diverse tra emisfero sud e nord. A partire dalla seconda metà di marzo, MAPS potrebbe raggiungere la magnitudine 13 e diventare visibile con telescopi amatoriali di almeno 20–25 cm. Nell’emisfero sud sarà un po’ più facile vederla: la cometa sarà più alta nel cielo al tramonto e resterà visibile per più tempo, anche se sempre più bassa sull’orizzonte con il passare dei giorni.
Il 4 aprile, giorno in cui passerà più vicino al Sole, MAPS sarà a soli 2 gradi dal Sole nel cielo. La parte centrale della cometa potrebbe non essere visibile, ma potrebbe comparire una coda inclinata verso est-sudest, bassa sull’orizzonte al tramonto.

Nell’emisfero nord, invece, sarà molto difficile osservarla. Anche se dovesse diventare più luminosa, resterà troppo vicina al Sole nel cielo e molto bassa sull’orizzonte. Nei giorni successivi al perielio la situazione migliorerà un po’: la distanza angolare dal Sole aumenterà rapidamente (fino a 21 gradi il 10 aprile), ma la cometa sarà già in fase di indebolimento, e potrebbe tornare a una magnitudine intorno a 13–14.
Non è ancora possibile sapere con certezza come si comporterà. La visibilità dipenderà da quanto il nucleo riuscirà a resistere e da quanta attività mostrerà mentre si avvicina al Sole.











