Dato che la missione Artemis II è stata spostata a marzo, SpaceX e la NASA possono procedere con il lancio dei quattro astronauti della missione Crew-12 nella data prevista, cioè l’11 febbraio. Se il Wet Dress Rehearsal (WDR) di SLS si fosse concluso con esito positivo e la NASA avesse potuto procedere immediatamente al lancio, le missioni Crew-12 e Artemis II non sarebbero potute partire insieme, e Crew-12 avrebbe dovuto aspettare il ritorno degli astronauti dalla Luna.
Ora invece, SpaceX potrebbe procedere con gli ultimi preparativi della nuova missione con equipaggio, prevista attualmente per l’11 febbraio alle 12:00 italiane. Un problema con un secondo stadio del Falcon 9, avvenuto durante il lancio del 2 febbraio, rischia infatti di far slittare la data della partenza.
Nonostante il rinvio di Artemis II quindi, la partenza imminente dei quattro astronauti non è ancora certa, ma si dovranno attendere le analisi della FAA e di SpaceX riguardo l’accaduto.
Di nuovo un problema al secondo stadio
Come accaduto esattamente un anno fa, il 2 febbraio 2025, dopo aver rilasciato correttamente in orbita il carico di satelliti Starlink, il secondo stadio del Falcon 9 ha fallito l’avvio del motore Merlin necessario per rientrare in maniera controllata in atmosfera. Il secondo stadio ha però eseguito correttamente le operazioni di passivazione, ovvero quelle procedure volte a rendere inerte il vettore ed evitare esplosioni. La passivazione consiste nel rilascio graduale e controllato del propellente residuo e dei gas ancora presenti all’interno dei serbatoi del secondo stadio.
Dopo il rilascio dei satelliti Starlink, la Space Force ha catalogato il secondo stadio su un’orbita di 110 × 241 km con inclinazione di 97,3°. Trovandosi a una quota non troppo elevata, il secondo stadio non ha vagato a lungo nello spazio come detrito spaziale. Secondo la Space Force, infatti, il secondo stadio è già deorbitato tra le 02:30 e le 04:30 del 3 febbraio.
Lo scorso anno, a seguito di quell’incidente, la FAA decise di non aprire un’indagine, consentendo così a SpaceX di non interrompere i lanci. Se il problema al secondo stadio dovesse rivelarsi simile, è possibile che anche in questa occasione SpaceX possa continuare con le missioni.
Nel 2024, invece, due distinti problemi portarono SpaceX a interrompere le missioni e la FAA ad avviare delle indagini. Il 12 luglio 2024, infatti, SpaceX perse l’intero carico di satelliti Starlink, mentre il 28 settembre dello stesso anno, durante la missione Crew-9, il secondo stadio fallì nuovamente le operazioni di rientro. Prima della partenza di Crew-12 sono attualmente previste altre due missioni Starlink. In queste occasioni, SpaceX può dimostrare l’affidabilità del Falcon 9 e verificare che non si verifichino ulteriori anomalie o problemi.
Partenza dallo Space Launch Complex 40
Per la seconda volta, quattro astronauti partiranno dallo Space Launch Complex 40 (SLC-40) di Cape Canaveral e non dallo storico pad 39A. SpaceX ha infatti deciso di realizzare due diverse infrastrutture a supporto dei lanci delle nuove capsule Dragon, per gestire al meglio il fitto calendario di missioni. Inoltre, questa scelta consente di disporre di una rampa aggiuntiva nel caso emergano problemi alle infrastrutture di terra. I primi astronauti a partire dal SLC-40 sono stati quelli della missione Crew-9, nel settembre 2024.
A differenza degli scorsi anni, SpaceX ha intenzione di ridurre le operazioni di lancio dal complesso 39A per due principali ragioni. La prima riguarda la ripresa delle attività di lancio del Falcon Heavy, le cui partenze possono avvenire solamente dal 39A. Per questo motivo, la rampa deve subire alcune modifiche per adattarsi al vettore di SpaceX composto da tre primi stadi del Falcon 9.
In secondo luogo, SpaceX vuole terminare rapidamente la costruzione della rampa di lancio di Starship. Affinché ciò sia possibile, è necessario che i lavori non vengano interrotti di continuo a causa dei frequenti voli dei Falcon 9. Per tale ragione, SpaceX intensificherà le partenze anche delle Dragon dal SLC-40.
Con Crew-12, inoltre, sembrerebbe che SpaceX utilizzerà per la prima volta la piattaforma di atterraggio realizzata proprio all’interno del complesso numero 40, chiamata Landing Zone 40 (LZ-40). Lo scorso anno, infatti, SpaceX ha dovuto cedere le vecchie piattaforme LZ-1 e LZ-2, poiché situate all’interno del complesso numero 13, ora affidato ad altre aziende.











