SpaceX sta lavorando per la quotazione in borsa nel 2026, e sembra che la finestra temporale più plausibile sia intorno a metà giugno. Non ci sono ancora conferme ufficiali, ma questo indicano diverse fonti, citando la volontà da parte di Musk e dell’azienda, di quotarsi in vicinanza del compleanno di Musk e di una relativamente rara congiunzione fra Giove e Venere.
L’azienda prepara la IPO (Initial Pubblic Offer) più grandi di sempre per il settore spaziale e tecnologico, e probabilmente anche la più grande di sempre per qualsiasi settore. Le indiscrezioni parlano di una valutazione intorno a 1500 miliardi di dollari e di una raccolta fino a 50 miliardi. SpaceX lavora da mesi alla struttura finanziaria e operativa necessaria per diventare una public company. Il management ha intensificato i contatti con grandi banche d’investimento e con potenziali investitori istituzionali.
Parallelamente, emergono discussioni avanzate per una possibile fusione con xAI, la società di intelligenza artificiale fondata da Elon Musk nel 2023. Questa è una nuova indicazione emersa il 29 gennaio, riportata da Reuters e Blomberg che citano persone molto vicine alle operazioni in corso da parte di SpaceX. Elon Musk ha velatamente confermato la notizia su X.
xAI sviluppa modelli linguistici e sistemi di intelligenza artificiale generativa, come Grok, progettati per operare su larga scala e integrarsi con piattaforme digitali esistenti, principalmente con X. Questo scenario collegherebbe l’IPO a una strategia più ampia che include Starlink, AI proprietaria e possibili data center in orbita. L’operazione punta a sostenere i costi di Starship e ad aprire nuovi mercati legati al calcolo avanzato nello spazio.
IA e Starlink come basi per la quotazione
L’ipotesi di un’IPO SpaceX nel 2026 arriva non solo dalla posizione finanziaria di SpaceX, ben più solida rispetto al passato. Starlink rappresenta oggi la principale fonte di ricavi ricorrenti dell’azienda, fornendo connettività globale e contratti civili, commerciali e governativi. Questa base riduce l’impatto dei rischi legati allo sviluppo di Starship, ancora costoso e sperimentale. SpaceX ha infatti chiuso il 2025 con oltre 9 milioni di utenti Starlink attivi, distribuiti tra 156 Paesi.
Secondo le fonti, SpaceX starebbe collaborando con grandi istituti finanziari per strutturare l’offerta come: Bank of America, Goldman Sachs, JpMorgan Chase e Morgan Stanley. Il lavoro riguarda governance, trasparenza e gestione dei rischi regolatori. I contratti militari e i temi di sicurezza nazionale rendono delicata la documentazione per il mercato.
In questo contesto si inseriscono i colloqui con xAI. Una fusione permetterebbe di integrare l’accesso alla rete Starlink con capacità di calcolo dedicate all’intelligenza artificiale. Nel corso degli ultimi mesi, diverse aziende hanno annunciato la volontà di realizzare data center nello spazio, proprio a causa del crescente sviluppo delle IA. Lo stesso Elon Musk ha dichiarato che SpaceX potrebbe realizzare infrastrutture simili “semplicemente” modificando la futura generazione di satelliti Starlink.
In quest’ottica, l’integrazione con xAI rafforzerebbe la narrativa per gli investitori, collegando direttamente connettività, domanda di calcolo e sviluppo dell’intelligenza artificiale, e rendendo più credibili investimenti infrastrutturali molto elevati.
Per questo l’IPO e l’eventuale fusione con xAI rappresentano una scommessa strategica. SpaceX punta a finanziare Starship, mantenere il vantaggio competitivo e posizionarsi in anticipo su un possibile nuovo mercato orbitale.
Diverse fonti indicano che la quotazione di SpaceX potrebbe avvenire a giugno di quest’anno, più precisamente il 28, giorno del compleanno di Elon Musk.











