Il Sultanato dell’Oman ha firmato gli Accordi Artemis, durante una cerimonia a Mascate con la partecipazione di rappresentanti della NASA, rendendo l’Oman il 61esimo paese a impegnarsi formalmente in questi Accordi.
La firma è avvenuta lunedì 26 gennaio 2026 alla vigilia della Middle East Space Conference, un forum internazionale su spazio e innovazione che si tiene nella capitale omanita. Per l’Oman ha firmato Said al‑Maawali, ministro dei trasporti, comunicazioni e tecnologia dell’informazione, mentre per gli Stati Uniti erano presenti l’ambasciatrice Ana Escrogima e il Deputy Associate Administrator della NASA, Casey Swails.
Gli Accordi Artemis sono stati creati nel 2020 dalla NASA e dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti insieme a otto paesi fondatori, tra cui l’Italia. Definiscono un insieme di principi per l’esplorazione pacifica e cooperativa all’interno del Programma Artemis, il cui obiettivo principale è riportare esseri umani sulla Luna, stabilirvi una base permanente e preparare missioni future oltre l’orbita lunare.
Firmare gli Accordi Artemis significa impegnarsi a esplorare lo spazio in modo trasparente, a condividere dati scientifici, a cooperare, a non interferire con le attività altrui e a preservare i siti o gli oggetti di interesse storico. Questi principi sono pensati per aumentare la sicurezza e la cooperazione internazionale nelle missioni sulla Luna, così come su Marte e oltre.
Gli Accordi raccolgono attualmente adesioni da governi in Europa, Asia, Africa, Americhe e Oceania.
La firma dell’Oman arriva mentre la NASA e i suoi partner si preparano al lancio di Artemis II, la prima missione con equipaggio del programma che porterà di nuovo degli astronauti nei pressi della Luna. La prima data utile per la partenza della missione è il 6 febbraio.











