Il 22 gennaio 2026 l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e la Commissione Europea hanno firmato un nuovo contratto di lancio all’interno del programma Flight Ticket Initiative, questa volta con Rocket Factory Augsburg (RFA) per due futuri voli dedicati alla dimostrazione in orbita di tecnologie spaziali.
Questa iniziativa offre a aziende e istituti europei la possibilità di testare e dimostrare nuove tecnologie nello spazio tramite missioni di In-Orbit Demonstration e Validation (IOD/IOV), consentendo così di raccogliere dati utili e stimolare lo sviluppo di applicazioni commerciali e scientifiche.
Sulla base di questo accordo, RFA fornirà il servizio di lancio con il proprio veicolo RFA One dallo Saxavord Spaceport nel Regno Unito per due missioni che porteranno in orbita diversi payload selezionati nell’ambito delle call gestite dalla Commissione Europea.
La Flight Ticket Initiative è pensata per favorire la competitività nel settore dei lanciatori europei, aprendo regolarmente nuove opportunità per missioni IOD/IOV e future esigenze di lancio. Il 27 agosto 2025, l’ESA aveva assegnato i primi due contratti di lancio all’italiana Avio (con il vettore Vega-C) e alla tedesca Isar Aerospace (con il micro-lanciatore Spectrum).
La missione Lurbat
La missione Lurbat è una delle due missioni che partiranno a bordo del razzo RFA One nell’ambito di questo contratto. Sviluppata da Added Value Solutions (Spagna), Lurbat è concepita come una piattaforma dimostrativa per diverse tecnologie spaziali integrate in un unico satellite.
Tra gli obiettivi principali c’è l’elaborazione di dati di osservazione della Terra direttamente in orbita, con successiva trasmissione ai centri di ricerca in Spagna. Questo approccio può ridurre la necessità di scaricare a Terra grandi quantità di dati grezzi, ottimizzando l’uso delle risorse di comunicazione.
La piattaforma include due sistemi di propulsione innovativi: un sistema a ghiaccio basato su elettrolisi alimentata da energia solare, per generare ed espellere vapore d’acqua, e un propulsore Porous Emitter Electrospray che genera ioni attraverso materiale poroso per la propulsione. Queste tecnologie spaziano da soluzioni potenzialmente più efficienti per piccoli satelliti fino a concetti alternativi per manovre in orbita.
Lurbat ha anche un’interfaccia meccanica progettata appositamente per renderlo “catturabile” alla fine della sua vita operativa. Il satellite testerà anche un attuatore basato su materiali intelligenti per controllare il blocco e il rilascio di componenti, e un rivelatore a singolo fotone come dimostratore scientifico. Tecnologie come queste potrebbero un giorno essere parte di future costellazioni spaziali.

Due CubeSat con cinque esperimenti per la ricerca europea
La seconda missione coinvolgerà due CubeSat sviluppati da Indra Space su contratto con l’ESA. Questi piccoli satelliti porteranno a bordo cinque esperimenti scientifici e tecnologici selezionati dalla Commissione Europea tramite il bando Horizon Europe IOD/IOV.
Tra gli strumenti ci sono: un Langmuir probe per misurare parametri del plasma ionosferico, uno star tracker per l’orientamento dei satelliti, un gimbal per pannelli solari per migliorare l’efficienza energetica, un circuito di raffreddamento miniaturizzato e un payload processing unit avanzato.
Questi esperimenti saranno operativi per oltre un anno in orbita, consentendo la raccolta di dati fondamentali per valutare le prestazioni dei sistemi in condizioni reali.











