Presso il centro ALTEC di Torino continuano i test sulla piattaforma di atterraggio della missione ExoMars, che sarà lanciata nel 2028 e porterà il rover europeo Rosalind Franklin su Marte nel 2030.
In queste settimane, ingegneri di Thales Alenia Space e Airbus hanno eseguito decine di prove facendo cadere un modello a grandezza reale del lander su superfici simili a quelle marziane. L’obiettivo è verificare che le gambe di atterraggio funzionino correttamente e che la piattaforma resti stabile anche in caso di atterraggio inclinato o su rocce.
Il sistema è composto da quattro gambe leggere, retrattili e collegate tra loro, dotate di ammortizzatori e sensori. Questi sensori devono rilevare il contatto con il suolo e inviare il segnale per spegnere i motori di discesa in meno di 200 millisecondi. Se il segnale arriva in ritardo, i getti dei motori potrebbero sollevare polvere e danneggiare la piattaforma. I primi risultati mostrano che i sensori stanno funzionando entro i limiti richiesti.
Le prove sono state fatte sia su superfici dure che su suolo artificiale simile a quello di Marte, già usato per testare anche il movimento del rover. Nei prossimi mesi, si faranno nuovi test con velocità più alte e inclinazioni maggiori, per simulare scenari di atterraggio più complessi.
Una nuova piattaforma europea
La missione ExoMars era inizialmente prevista per il 2022, in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Russa Roscosmos. Dopo l’invasione dell’Ucraina, l’ESA ha interrotto la cooperazione e ha deciso di sviluppare in Europa una nuova piattaforma di atterraggio. Airbus costruirà il modulo di discesa, mentre Thales Alenia Space coordina l’intero sistema. La NASA fornirà il razzo per il lancio e alcuni componenti per il rover.
La piattaforma sostituirà Kazachok, il lander russo che non verrà più usato. Il nuovo sistema dovrà garantire un atterraggio sicuro e controllato, sfruttando retrorazzi, sensori e software dedicati.
I dati raccolti durante i test a Torino saranno utilizzati per aggiornare i modelli digitali della piattaforma e simulare centinaia di scenari di discesa. Questo approccio serve a evitare problemi simili a quelli avuti con Schiaparelli, il lander europeo che si schiantò su Marte nel 2016 a causa di un errore di calcolo durante l’atterraggio.
Con lo sviluppo interno del lander, l’ESA punta anche a rafforzare le competenze europee nelle tecnologie di discesa e atterraggio su altri pianeti.

Lancio nel 2028, arrivo su Marte nel 2030
Secondo il piano aggiornato, ExoMars partirà tra settembre e dicembre 2028, sfruttando una finestra di lancio favorevole. Il viaggio durerà circa due anni, con l’arrivo su Marte previsto per fine 2030. Il razzo sarà fornito dalla NASA, e porterà il modulo di discesa con a bordo il rover Rosalind Franklin.
Una volta atterrato, il rover inizierà la sua missione. Potrà perforare il suolo marziano fino a due metri di profondità per cercare tracce di vita passata o presente sul Pianeta Rosso. Userà una serie di strumenti per analizzare campioni del sottosuolo e identificare eventuali molecole organiche. Questo lavoro proseguirà quello dell’orbiter europeo Trace Gas Orbiter, in orbita dal 2016, che studia la composizione dell’atmosfera marziana.
Un atterraggio riuscito confermerà la capacità dell’Europa di portare e operare strumenti complessi su Marte: Rosalind Franklin, infatti, sarebbe il primo rover europeo sulla superficie marziana.











