La NASA si sta preparando alla fase più importante dei preparativi della missione Artemis II, a meno di un mese dalla prima data di lancio prevista. Dopo anni di sviluppo e test, la capsula Orion e il razzo SLS (Space Launch System) presto lasceranno il Vehicle Assembly Building (VAB) del Kennedy Space Center in Florida per essere portati alla rampa di lancio 39B, dando il via alle fasi di test e preparazione prima del lancio.
La data scelta per iniziare il trasporto di SLS alla rampa è il 17 gennaio 2026: una manovra che, per la lunghezza del percorso e la delicatezza del razzo da muovere, durerà circa dodici ore. Il razzo sarà trasportato lentamente su un crawler‑transporter lungo i 6.4 km che separano il VAB dalla piattaforma di lancio.
Una volta arrivati alla rampa, tecnici e ingegneri procederanno alla connessione di tutte le infrastrutture di supporto a terra: linee elettriche, sistemi di controllo ambientale, condotti di rifornimento criogenico e sensori di monitoraggio. Poi, verso fine gennaio, sarà eseguita una prima simulazione del lancio, per verificare che il razzo, la capsula e le infrastrutture dialoghino correttamente.
Questa simulazione è un test chiamato Wet Dress Rehearsal (WDR), durante il quale si procede anche al rifornimento del razzo con propellenti criogenici: ossigeno liquido e idrogeno liquido. Si tratta di una delle prove più delicate prima del volo vero e proprio, durante la quale il vettore sarà riempito e poi svuotato in condizioni controllate, senza equipaggio a bordo.
Il WDR è concepito per mettere alla prova la squadra di terra in scenari reali di countdown, compresa l’interruzione e rimessa in sicurezza dei propellenti. È possibile che servano più tentativi per soddisfare tutti i criteri di sicurezza e performance; in caso di anomalie significative, SLS può anche essere riportato nel VAB per ulteriori interventi.
Le finestre di lancio

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A differenza di un tipico lancio terrestre, Artemis II non può partire in un giorno qualsiasi: la meccanica orbitale impone periodi di opportunità limitati, dettati dall’allineamento tra Terra e Luna, dall’illuminazione solare per i pannelli di Orion e dai profili di rientro. Per questo motivo, le finestre disponibili attualmente vanno dal 6 all’11 febbraio, dal 6 all’11 marzo, dall’1 al 6 aprile, più il 30 aprile (date americane), con alcune esclusioni interne a ciascuna.
Queste finestre tengono conto di vincoli come l’obiettivo di inserire Orion in un’orbita terrestre alta prima di dirigersi verso la Luna, mantenere un’eclissi limitata per i sistemi energetici, e assicurare un corretto profilo di rientro in Terra al termine della missione di circa dieci giorni.
Seguiremo ovviamente questo lancio in diretta, su Astrospace.it
Artemis II non atterrerà sulla superficie lunare, ma eseguirà un giro intorno alla Luna, una sorta di loop, prima di fare ritorno sulla Terra, segnando una pietra miliare nell’esplorazione spaziale umana. È un passo necessario e fondamentale verso le missioni future, con equipaggi sempre più ambiziosi e con l’obiettivo a lungo termine di stabilire una presenza sostenuta nel sistema Terra‑Luna.











