L’8 gennaio 2026 il Direttore Generale dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), Josef Aschbacher, ha presentato in una conferenza stampa tutti gli obbiettivi dell’Agenzia per il 2026.
Dopo aver ricordato tutti i risultati ottenuti nel corso del 2025, e il successo della Ministeriale di Brema che ha visto gli Stati membri sottoscrivere 22.3 miliardi di Euro per il triennio 2026-2028, Aschbacher si è concentrato sulle sfide che attendono l’Agenzia per quest’anno.
Il 2026, ha spiegato, sarà un anno di piena attuazione della Strategia ESA 2040, articolata attorno a cinque grandi obiettivi: protezione del pianeta, esplorazione e scoperta, autonomia e resilienza europea, competitività economica, e ispirazione per la società civile.
Al centro della presentazione c’è stato il programma di osservazione della Terra, che vedrà un numero record di lanci (48 satelliti nel 2026), ma anche il consolidamento dell’accesso europeo allo spazio con Ariane 6 e Vega-C, il proseguimento delle missioni scientifiche e di esplorazione umana e il rafforzamento del legame con l’Unione Europea.
Il budget ESA 2026
Il budget complessivo dell’ESA per il 2026 è di 8.26 miliardi di Euro, di cui 5.56 miliardi destinati direttamente a programmi e attività dell’Agenzia.
La principale fonte di finanziamento resta il contributo degli Stati membri, che copre il 64.2% del totale. A questo si aggiungono altre entrate minori dagli Stati membri, incluse le missioni nazionali e di terze parti (circa l’8%), e i contributi dei Paesi in fase di pre-adesione all’ESA. Fra le missioni nazionali di Stati Membri, spicca sicuramente il Programma IRIDE, la cui co-gestione è assegnata all’ESA da parte del Governo Italiano e dall’Agenzia Spaziale Italiana.

Il contributo dell’Unione Europea rappresenta il 23.4% delle entrate complessive, grazie ai programmi delegati come Copernicus, Galileo, IRIS² e altre iniziative congiunte. Più contenuto, ma variabile nel tempo, il contributo di EUMETSAT (1.4%), legato allo stato di sviluppo dei programmi meteorologici.
Dal punto di vista della ripartizione interna, quello dell’osservazione della Terra è il settore più finanziato: 2.4 miliardi di Euro, pari a circa il 30% del budget totale. Seguono trasporto spaziale, esplorazione umana e robotica, navigazione, telecomunicazioni, scienza, sicurezza spaziale.

Gli obbiettivi chiave ESA per il 2026
Il resto della presentazione del Direttore Generale ha riguardato gli obiettivi operativi del 2026, organizzati secondo i cinque pilastri della Strategia ESA 2040, con una forte priorità assegnata alla protezione del pianeta e del clima.
In questo ambito, l’Agenzia Spaziale Europea prevede il lancio di 48 satelliti per l’osservazione della Terra nel solo 2026, un numero record per l’Agenzia (nel 2025 ne sono stati lanciati 22). La maggior parte di questi appartiene a programmi nazionali supportati dall’ESA: 33 satelliti della costellazione italiana IRIDE (che sono finanziati dall’Italia) e 11 satelliti greci, a cui si affiancano altre missioni, come Sentinel-3C, FLEX, MTG e MetOp-SG.
Riguardo la sicurezza planetaria, nel 2026 entrerà in funzione operativa il telescopio Flyeye in Sicilia, mentre la missione Hera raggiungerà il sistema asteroidale Didymos–Dimorphos per analizzare in dettaglio gli effetti dell’impatto della missione DART della NASA. È inoltre previsto il rientro controllato di due satelliti della missione Cluster, giunti al termine della loro vita operativa.
I lanciatori
Per quanto riguarda l’autonomia europea nello spazio, il 2026 vedrà un aumento di lanci di Ariane 6 e Vega-C, il primo lancio di Ariane 6 in versione Ariane 64 con quattro booster, insieme ai primi passi concreti della European Launcher Challenge e alle dimostrazioni in orbita di nuove capacità per la navigazione e la resilienza dei sistemi europei. Si prevede di arrivare a 9-10 lanci all’anno con Ariane 6 entro il 2027.
Riguardo l’esplorazione umana, l’ESA parteciperà alla missione Artemis II, il ritorno dell’Umanità verso la Luna, contribuendo con l’European Service Module, il modulo di servizio della capsula Orion. Attualmente il lancio è previsto non prima del 6 febbraio 2026. Inoltre, a febbraio (NET 15 del mese) dovrebbe partire verso la ISS l’astronauta francese ESA Sophie Adenot per la missione Epsilon, la sua prima missione nello spazio dopo la selezione del 2022.
Nel settore scientifico, sono in tutto 15 le missioni di esplorazione spaziale scientifica attualmente già in funzione e 12 quelle in fase di preparazione. Nel 2026, la missione Bepi Colombo arriverà in orbita attorno a Mercurio a novembre di quest’anno, ci sarà il primo grande rilascio di dati del telescopio spaziale Euclid a ottobre.
Nel frattempo, in primavera è previsto a bordo di un Vega-C il lancio della missione SMILE in collaborazione con l’Accademia Cinese delle Scienze, e alla fine dell’anno, nel Q4 2026, il lancio del telescopio spaziale PLATO.

L’esplorazione spaziale
Nel corso del Q&A al termine della conferenza, è stato anche confermato che il contributo NASA al rover Rosalind Franklin, parte della missione ExoMars dell’ESA, ci sarà, e che il lancio del rover dovrebbe avvenire nel 2028. Inoltre, entro la fine di febbraio di quest’anno verranno dati maggiori dettagli riguardo alla missione marziana che utilizzerà l’Earth Return Orbiter sviluppato dall’ESA per Mars Sample Return (programma in collaborazione con la NASA, in attesa di cancellazione definitiva).
Le missioni future EnVISION, LISA e NewAthena, a cui collabora anche la NASA, sono attualmente oggetto di discussione con l’Agenzia americana e solo se il disegno di legge del Congresso pubblicato qualche giorno fa sarà approvato, e i contributi americani saranno tutti confermati, allora le missioni potranno rispettare senza problemi le scadenze previste. Altrimenti sarà necessario fare degli aggiustamenti, che potrebbero comportare dei ritardi. Il tutto, tenendo conto che EnVISION, missione prevista per il lancio verso Venere nel 2031, può essere lanciata solo entro il 2033 per sfruttare la posizione favorevole tra Venere e la Terra (dopo il 2033 si dovrebbero aspettare anni prima che questa condizione ritorni).











