A poche ore dalla conferma di Jared Isaacman come nuovo amministratore della NASA, il presidente americano Donald Trump ha firmato un nuovo ordine esecutivo che definisce la strategia spaziale della sua Amministrazione per i prossimi anni. L’ordine si chiama “Ensuring American Space Superiority” e riafferma gli obiettivi dell’esplorazione lunare con il programma Artemis e introduce nuovi elementi, tra cui lo sviluppo di un avamposto permanente sulla Luna e l’impiego di reattori nucleari sempre sulla Luna.
Nel complesso non ci sono grandi novità in questo ordine, che riafferma le priorità già annunciate negli scorsi mesi, compresa una grande mancanza dell’aspetto scientifico. La ricerca scientifica spaziale viene indicata in una sola riga, in un contesto di ottimizzazione della ricerca, senza indicare obbiettivi specicifi o campi particolari in cui concentrarsi.
L’ordine esecutivo impone prima di tutto il ritorno degli astronauti americani sulla superficie lunare entro il 2028. La missione sarà realizzata tramite il programma Artemis, già in corso, e punta a riaffermare la presenza statunitense nello spazio, aprendo la strada all’esplorazione di Marte. Isaacman, ora alla guida dell’Agenzia, dovrà presentare entro 90 giorni un piano operativo per raggiungere questo traguardo, affrontando eventuali ritardi nei programmi di sviluppo, in particolare quelli relativi al lander lunare e alle nuove tute spaziali.
Verso un avamposto lunare permanente
Un secondo obiettivo chiave dell’ordine è l’installazione degli “elementi iniziali di un avamposto lunare permanente” entro il 2030. Il termine “avamposto” non è definito con precisione nel documento e potrebbe riferirsi sia a strutture sulla superficie lunare che a infrastrutture in orbita, come il Lunar Gateway.
In entrambi i casi, il fine dichiarato è garantire una presenza statunitense duratura nello spazio cislunare, in preparazione alle future missioni su Marte. Inoltre, viene confermata l’intenzione, già annunciata dall’amministratore NASA ad interim Sean Duffy questa estate, di portare sulla Luna un reattore a fissione. Ne parlammo in questo video.
L’ordine firmato da Trump introduce infatti la volontà di sviluppare capacità di produzione energetica nucleare nello spazio. Entro il 2030 dovrà essere pronto per il lancio il reattore nucleare da installare sulla superficie lunare, insieme ad altri sistemi in orbita. Si tratta di un’indicazione chiara di un impegno a lungo termine sulla Luna, che richiederà soluzioni energetiche affidabili e autonome rispetto all’energia solare.
Trump conferma anche la propria volontà di affidarsi sempre più alle capacità del settore commerciale, in particolare per i lanci spaziali. L’ordine incoraggia l’utilizzo di servizi di lancio privati e prevede politiche per rendere più sostenibili ed efficienti le architetture di esplorazione. Viene inoltre ribadito l’obiettivo di sostituire la Stazione Spaziale Internazionale entro il 2030 con una o più stazioni orbitanti gestite da aziende private.
Meno burocrazia, più velocità (?)
A livello istituzionale, l’ordine esecutivo revoca formalmente il Consiglio nazionale dello spazio, istituito nel 2017. Tra le motivazioni, si potrebbe ipotizzare una diversa visione del ruolo del vicepresidente JD Vance, dato che questo consiglio è sempre stato legato al Vicepresidente. Sul piano degli appalti pubblici, viene promosso un utilizzo preferenziale di strumenti alternativi ai contratti tradizionali, come le Space Act Agreements e le Other Transactions Authority, con l’obiettivo di semplificare e velocizzare le acquisizioni, specialmente per progetti innovativi o ad alta componente commerciale.
Il documento prevede una serie di scadenze a breve termine. Entro 60 giorni sarà avviata una “National Initiative for American Space Nuclear Power”, mentre, come abbiamo scritto prima, entro 90 giorni la NASA dovrà presentare un piano dettagliato per l’esplorazione lunare. Entro sei mesi, infine, dovranno essere implementati nuovi processi di acquisizione sia per la NASA che per il Dipartimento del Commercio.
L’ordine esecutivo completo si può leggere qui.











