La NASA ha annunciato il 19 dicembre 2025 di aver acceso per la prima volta il Power and Propulsion Element (PPE), uno degli elementi fondamentali della stazione spaziale Lunar Gateway. Questo è il primo test operativo del sistema che fornirà energia e propulsione alla stazione, destinata a orbitare attorno alla Luna come parte del programma Artemis.
Il PPE è stato progettato e costruito da Maxar Technologies, azienda che ora si chiama Lanteris Space Systema e che recentemente è stata acquisita da Intuitive Machines, con la guida del Glenn Research Center della NASA. Il PPE rappresenta il modulo spaziale che avrà la propulsione elettrica solare più potente di sempre. L’accensione rappresenta quindi un passaggio molto importante per la preparazione del primo elemento del Gateway, in vista dei test e dell’integrazione con il modulo abitativo HALO.
Secondo la programmazione attuale, una volta lanciati insieme a bordo di un Falcon Heavy di SpaceX nel 2027, i due formeranno il nucleo iniziale del Gateway e inizieranno un viaggio di circa un anno verso l’orbita lunare corretta. La comunicazione di questo test di accensione del PPE è particolarmente importante, soprattutto perchè è stata fatta dalla NASA in modo ufficiale. Si tratta di un aggiornamento importante sullo sviluppo di questa stazione: l’ultimo aggiornamento risaliva ad aprile 2025. Inoltre, durante tutto il 2025 il Lunar Gateway è stato oggetti di critiche e minacce di cancellazione da parte dell’attuale amministrazione americana.

Cos’è e come funziona il Power and Propulsion Element
Il Power and Propulsion Element fornirà al Gateway energia elettrica e propulsione. È progettato per generare fino a 60 kW di potenza elettrica e utilizzerà un sistema di propulsione elettrica solare (SEP – Solar Electric Propulsion), che sfrutta pannelli solari ad alta efficienza per alimentare motori a ioni. Questi motori accelerano gas xenon, garantendo un’elevata efficienza: fino al 90% di risparmio di propellente rispetto ai sistemi chimici tradizionali.
Due grandi array solari genereranno l’energia necessaria al funzionamento del Gateway. Oltre alla propulsione, il PPE gestirà anche le comunicazioni tra la stazione, la superficie lunare e la Terra. Una volta integrato con il modulo HALO, il sistema sarà in grado di operare in modo autonomo in orbita lunare, aprendo la strada a missioni con equipaggio di lunga durata.
Il Lunar Gateway e Artemis
Il Lunar Gateway sarà la prima stazione spaziale a orbitare stabilmente attorno alla Luna, ed è un elemento strategico del programma Artemis. L’idea è che, una volta completato, il Gateway funga da punto di appoggio per le missioni Artemis, permettendo agli equipaggi di vivere, lavorare e prepararsi in orbita prima di scendere sulla Luna. Il modulo PPE, fornendo energia e propulsione, è alla base di questa architettura.
Il progetto è realizzato in collaborazione con le agenzie spaziali europea (ESA), canadese (CSA) e giapponese (JAXA), che stanno contribuendo alla costruzione di moduli abitativi, bracci robotici e sistemi scientifici.
Proprio questa primavera, ad aprile, è stato consegnato negli Stati Uniti il modulo HALO del Gateway, fornito dall’ESA e costruito da Thales Alenia Space in Italia. Questo sarà il primo elemento abitabile della nuova stazione spaziale lunare, e sarà completato in Arizona, prima di partire per l’orbita lunare nel 2027 con il PPE.
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La notizia data oggi riguardo l’accensione del PPE è il primo aggiornamento sul Gateway che la NASA ha fornito dopo mesi di silenzio. L’ultimo riguardava proprio l’arrivo di HALO in Arizona, a fine aprile. Uno dei motivi, nel clima di forte incertezza in cui imperversa l’Agenzia, è anche il destino effettivo del Lunar Gateway, che si deciderà una volta approvato definitivamente il budget NASA per il 2026, ancora nel limbo. Attualmente, comunque, i lavori per la sua costruzione sembrano proseguire, in America come in Europa.











