Il 17 dicembre 2025, alle 6:01 italiane, Arianespace ha lanciato con successo due nuovi satelliti Galileo a bordo di un Ariane 6. L’Ariane 6, per la missione VA266, è partito dallo spazioporto europeo di Kourou, in Guyana Francese. Questo è stato il quinto volo complessivo per il nuovo lanciatore europeo, sempre nella sua configurazione con due booster laterali (Ariane 62).
I due satelliti Galileo, identificati come SAT 33 e SAT 34, sono entrati in un’orbita terrestre media a circa 22 922 km di altitudine, da cui raggiungeranno progressivamente l’orbita operativa a 23 222 km.
Con questo lancio, prosegue il completamento della prima generazione di Galileo, il sistema europeo di navigazione satellitare. Galileo è uno dei principali componenti del programma spaziale dell’Unione Europea. Di proprietà dell’UE, il programma è gestito dalla Commissione Europea, con l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) responsabile della progettazione, dello sviluppo e della qualifica dei segmenti spaziali e terrestri, oltre che della gestione dei lanci. L’Agenzia dell’Unione Europea per il Programma Spaziale (EUSPA) ricopre invece il ruolo di fornitore dei servizi.
La rete Galileo
Galileo è il sistema globale di navigazione satellitare sviluppato dall’Unione Europea per garantire un’alternativa autonoma ai principali sistemi esistenti, come il GPS statunitense, il GLONASS russo e il BeiDou cinese, e attualmente la rete europea è la più precisa a livello globale: fornisce servizi di posizionamento con precisione fino al metro in tutto il mondo, sia per usi civili che istituzionali, che si possono abbassare fino a 20 cm in orizzontale e 40 cm in verticale tramite il miglioramento dei segnali.
Tra le sue caratteristiche distintive ci sono la possibilità di autenticare i segnali ricevuti, utile per contrastare eventuali interferenze o manipolazioni, e servizi ad alta precisione dedicati a utenti professionali e governativi.

L’infrastruttura è pienamente operativa da diversi anni, ma è in fase di completamento con gli ultimi satelliti di prima generazione, che permetteranno di rafforzarne ulteriormente disponibilità e continuità del segnale. Questi verranno lanciati entro il 2026, sempre con vettori Ariane 6. Alcuni di questi satelliti serviranno anche come backup, nel caso alcuni dei satelliti già operativi dovessero avere problemi nei prossimi anni.
L’avvio della seconda generazione introdurrà satelliti dotati di maggiore potenza e capacità di aggiornamento in orbita, con componenti aggiornati e un servizio di resistenza agli attacchi migliorato.
L’Italia partecipa al programma Galileo con contributi tecnologici chiave. Leonardo fornisce, tra gli altri, i sensori di assetto e gli orologi atomici PHM, sviluppati rispettivamente nei siti di Campi Bisenzio e Nerviano. Questi ultimi rappresentano il cuore della capacità di navigazione della costellazione: ogni satellite ospita due orologi al maser di idrogeno, in grado di mantenere una precisione estrema, con un margine di errore inferiore a un secondo ogni tre milioni di anni.
Leonardo è inoltre coinvolta nello sviluppo degli orologi di nuova generazione e, insieme a Thales Alenia Space e Telespazio, nella realizzazione dei segmenti di terra e dei futuri satelliti Galileo di seconda generazione.
Un’altra missione per Ariane 6
Dopo tre missioni portate a termine tra il 2024 e la prima metà del 2025, Ariane 6 sta gradualmente entrando in una fase operativa stabile, anche se con meno lanci all’anno di quanto previsto. Questo perché Ariane 6 è un vettore ancora relativamente nuovo, e molti processi devono essere ancora affinati per sostenere un ritmo di lanci elevato.
A partire dal prossimo anno, la cadenza dei lanci dovrebbe aumentare significativamente, fino ad arrivare ad almeno dieci all’anno entro il 2027.
Il primo volo della configurazione Ariane 64, dotata di quattro booster, è previsto per il 2026 e porterà in orbita un nuovo gruppo di satelliti della costellazione Amazon Leo di Amazon, che al momento conta 180 satelliti in orbita.










