Il prossimo satellite della rete italiana COSMO‑SkyMed, chiamato CSG-FM3, sarà lanciato il 28 dicembre 2025 alle 03:09 italiane (le 18:09 locali del 27 dicembre) dalla base spaziale di Vandenberg, in California, a bordo di un Falcon 9 di SpaceX. Il satellite fa parte della seconda generazione del programma di osservazione della Terra tramite satelliti SAR (dotati di radar ad apertura sintetica) promosso dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e dal Ministero della Difesa, ed è interamente costruito in Italia.
CSG-FM3 sarà il terzo della nuova generazione di satelliti COSMO‑SkyMed, e si unirà agli altri quattro attualmente in orbita: due della prima generazione (CSK) e due della seconda (CSG). Il suo compito principale sarà quello di continuare la raccolta di dati radar, mantenendo attiva la capacità di osservazione della costellazione anche nel passaggio tra le generazioni.
COSMO‑SkyMed è infatti un sistema che usa radar in banda X, capaci di osservare la superficie terrestre sia di giorno che di notte, e in qualsiasi condizione meteorologica. Questo tipo di osservazione è utile in molti settori: dal monitoraggio dell’ambiente, alla gestione di emergenze, alla sorveglianza marittima, fino ad applicazioni industriali e agricole.
Un sistema radar italiano per osservare la Terra
Il programma COSMO‑SkyMed è stato avviato nei primi anni 2000 con l’obiettivo di dotare l’Italia di una rete satellitare nazionale per l’osservazione della Terra. È pensato come sistema duale, cioè con applicazioni sia civili che militari.
La prima generazione, composta da quattro satelliti lanciati tra il 2007 e il 2010, ha permesso di raccogliere grandi quantità di dati radar per il monitoraggio del territorio, delle infrastrutture e delle condizioni ambientali.
La seconda generazione del programma (CSG) rappresenta un aggiornamento tecnico importante. I satelliti di nuova generazione sono dotati di radar più precisi e flessibili, e possono acquisire immagini con maggiore risoluzione e velocità.
Il radar ad apertura sintetica (SAR) in banda X è il cuore tecnologico del sistema. Questa tecnologia consente di ottenere immagini molto dettagliate anche in presenza di nuvole, pioggia o buio. È una capacità particolarmente utile, per esempio, in caso di emergenze naturali, come alluvioni o terremoti, dove è necessario avere rapidamente dati aggiornati sulle condizioni del territorio.
La costellazione è gestita grazie al lavoro congiunto di diverse aziende italiane. Thales Alenia Space costruisce i satelliti e cura la parte spaziale del sistema. Telespazio gestisce le operazioni a terra e il controllo dei satelliti. Leonardo fornisce componenti elettronici di bordo, mentre e-GEOS distribuisce i dati a utenti nazionali e internazionali.











