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La NASA ha selezionato due strumenti scientifici per la superficie lunare per la missione Artemis IV

Mariasole Maglione di Mariasole Maglione
Dicembre 5, 2025
in Agenzie Spaziali, Esplorazione spaziale, Luna, NASA, News, Speciale Artemis
Render artistico di due astronauti sulla superficie lunare durante la missione Artemis IV. Credits: NASA
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La NASA ha annunciato il 4 dicembre 2025 la selezione di due strumenti scientifici che saranno portati dagli astronauti sulla superficie della Luna durante la missione Artemis IV, destinata ad esplorare la regione del polo sud lunare.

Il primo è DUSTER (DUst and plaSma environmenT survEyoR), un sistema montato su un rover autonomo che misura la polvere lunare e il plasma locale. L’obiettivo è comprendere come l’ambiente naturale lunare reagisca alla presenza umana, ad esempio durante le attività di esplorazione o il decollo del lander.

Il secondo è SPSS (South Pole Seismic Station), un sismometro che consentirà di sondare la struttura interna della Luna, monitorare in tempo reale gli impatti meteoritici e le attività sismiche, e di condurre esperimenti in superficie per studiare la crosta vicina al sito di allunaggio.

Con contratti dal valore complessivo di circa 50 milioni di dollari per tre anni (24.8 miliardi per DUSTER e 25 miliardi per SPSS), lo studio di questi strumenti si inserisce nella strategia della NASA di usare la Luna come “campo prova” per la futura esplorazione umana anche di Marte. La missione Artemis IV è attualmente prevista per la fine del 2028.

Il sistema DUSTER

Il progetto DUSTER, guidato da Xu Wang dell’Università del Colorado Boulder, risponde a un problema ben noto fin dall’era Apollo: la polvere lunare si attacca a tutto, è abrasiva, e può compromettere attrezzature, salute degli astronauti e operazioni di lunga durata sulla Luna.

Il rover autonomo, chiamato MAPP (Mobile Autonomous Prospecting Platform) e costruito dall’azienda americana Lunar Outpost, trasporterà una suite di strumenti in grado di caratterizzare la densità, la dimensione e la dinamica delle particelle di polvere, oltre alla presenza di plasma vicino alla superficie lunare. Tra questi, l’Electrostatic Dust Analyzer (EDA) e il Relaxation SOunder and differential VoltagE (RESOLVE), visibili nel render qui sotto.

Queste misure sono fondamentali per comprendere come l’interazione tra veicoli spaziali, astronauti e ambiente lunare possa generare dei rischi, ad esempio durante le attività extraveicolari o le fasi di partenza.

Un modello della suite di strumenti DUSTER composto dall'Electrostatic Dust Analyzer (EDA), che misurerà la carica, la velocità, le dimensioni e il flusso delle particelle di polvere sloftate dalla superficie lunare, e il Relaxation SOunder and differential VoltagE (RESOLVE), che caratterizzerà la densità media degli elettroni sopra la superficie lunare utilizzando il suono al plasma. Entrambi gli strumenti saranno alloggiati sul rover Mobile Autonomous Prospecting Platform (MAPP). Credits: LASP/CU Boulder/Lunar Outpost
Un modello della suite di strumenti DUSTER composto dall’Electrostatic Dust Analyzer (EDA), che misurerà la carica, la velocità, le dimensioni e il flusso delle particelle di polvere sloftate dalla superficie lunare, e il Relaxation SOunder and differential VoltagE (RESOLVE), che caratterizzerà la densità media degli elettroni sopra la superficie lunare utilizzando il suono al plasma. Entrambi gli strumenti saranno alloggiati sul rover Mobile Autonomous Prospecting Platform (MAPP). Credits: LASP/CU Boulder/Lunar Outpost

Con i risultati che fornirà DUSTER, la comunità scientifica mira a definire le condizioni ambientali “tipiche” di un sito di atterraggio con la presenza di esseri umani.

Il sismometro SPSS

SPSS, sviluppato dal Jet Propulsion Laboratory (JPL), mira a trasformare la Luna in un osservatorio geofisico. Il sismometro registrerà gli impatti meteorici e l’attività sismica naturale, mentre l’uso del thumper, un dispositivo che genera onde sismiche artificiali, consentirà di sondare la struttura superficiale attorno al sito di allunaggio.

Grazie a questi dati, sarà possibile caratterizzare la composizione, lo spessore e la stratigrafia della crosta lunare, così come stabilire con maggiore precisione la frequenza degli eventi meteoritici. Queste informazioni saranno fondamentali non solo per la comprensione scientifica della Luna, ma anche per la pianificazione della costruzione di habitat permanenti o basi di ricerca, perché offriranno una migliore consapevolezza delle condizioni geologiche e di rischio su cui costruire.

Render artistico del sismometro SPSS (South Pole Seismic Station). Credits: NASA/JPL-Caltech
Render artistico del sismometro SPSS (South Pole Seismic Station). Credits: NASA/JPL-Caltech

Le prossime missioni Artemis

Con la selezione di DUSTER e SPSS, la missione Artemis IV conferma e rafforza l’approccio strategico della NASA, che considera la Luna non solo come una destinazione, ma come un ambiente operativo essenziale per testare tecnologie, strategie e capacità fondamentali in vista di future missioni interplanetarie.

Strumenti come questi non serviranno solo a raccogliere dati scientifici, ma rappresenteranno un tassello chiave nella costruzione di un ecosistema di esplorazione in cui l’interazione tra astronauti, habitat, veicoli e ambiente lunare sia compresa a fondo e gestibile sul lungo termine. L’obiettivo è da un lato, acquisire conoscenze scientifiche sul nostro satellite, dall’altro, creare un modello replicabile per affrontare in sicurezza ambienti extraterrestri complessi come quello marziano.

Questa selezione avviene mentre la NASA è impegnata nella preparazione della missione Artemis II, il primo volo con equipaggio del programma, che porterà quattro astronauti per la prima volta oltre la Luna. Il lancio è previsto tra il 5 febbraio e aprile 2026.

Artemis II rappresenta una tappa fondamentale per validare i sistemi di supporto alla vita, la performance del razzo SLS e della capsula Orion in condizioni operative reali. Artemis III, invece, segnerà il ritorno dell’Umanità sulla superficie lunare, con l’obiettivo di effettuare il primo allunaggio con equipaggio dopo oltre 50 anni.

Artemis IV si inserirà poi in questo percorso, contribuendo a consolidare un’infrastruttura scientifica e operativa stabile al polo sud lunare, destinata a diventare un po’ il centro nevralgico dell’esplorazione lunare futura.

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Tags: ArtemisArtemis IVEsplorazione spazialeLunaNasastrumentisuperficie lunare

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