La costruzione del telescopio spaziale Nancy Grace Roman della NASA è ora ufficialmente conclusa. L’Agenzia ha comunicato oggi, 4 dicembre 2025, che il 25 novembre i tecnici hanno assemblato le sezioni interna ed esterna dell’osservatorio nella più grande camera pulita del Goddard Space Flight Center.
Il Roman è il prossimo grande osservatorio della NASA dopo il James Webb, lanciato il 25 dicembre 2022. Ora che la costruzione e l’integrazione di tutte le componenti sono state ultimate, la missione entra nella fase finale di test dell’intero sistema assemblato in preparazione al lancio.
Il lancio è previsto a bordo di un Falcon Heavy di SpaceX dal Kennedy Space Center entro maggio 2027, ma il team di missione punta al lancio a ottobre 2026. Una volta nello spazio, il telescopio andrà a posizionarsi in orbita attorno al punto lagrangiano L2 del sistema Terra-Sole.
Assemblaggio completato
Con l’unione finale tra la struttura interna e quella esterna dell’osservatorio, il Roman ha concluso la fase di integrazione meccanica.
Nei mesi scorsi, il carico utile scientifico, che comprende il sistema ottico, gli strumenti di bordo e lo specchio primario, era già stato montato sulla piattaforma di servizio del veicolo spaziale. Questo modulo contiene sistemi vitali come l’alimentazione, la propulsione e le comunicazioni. L’integrazione delle sezioni strutturali esterne, come la Outer Barrel Assembly, ha completato fisicamente l’osservatorio.
Rome wasn’t built in a day, but Roman just came together in one! The Nancy Grace Roman Space Telescope has finished final integration at the @NASAGoddard Space Flight Center.
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— Nancy Grace Roman Space Telescope (@NASARoman) December 4, 2025
Tutti i componenti principali erano già stati sottoposti a test ambientali critici, tra cui prove in vuoto termico e simulazioni delle vibrazioni del lancio, per verificarne l’integrità e la compatibilità operativa. L’integrazione finale ha rappresentato la chiusura di una lunga campagna di validazione tecnica, necessaria prima di poter passare ai test sull’intero sistema.
Nei prossimi mesi, il Roman sarà sottoposto a una serie di verifiche e simulazioni che testeranno il comportamento dell’osservatorio come sistema completo. Se tutti i test saranno superati, il telescopio sarà dichiarato pronto per il trasporto al Kennedy Space Center in Florida, dove inizieranno le operazioni di preparazione al lancio.
La missione di Roman
Il Roman ha uno specchio primario da 2.4 metri, la stessa dimensione di quello del telescopio spaziale Hubble, ma ha un campo di vista molto più ampio, e strumenti con una risoluzione molto alta che riescono a spingersi in profondità (un po’ come il telescopio spaziale europeo Euclid).
Il cuore scientifico della missione è costituito da due strumenti:
- Il Wide Field Instrument (WFI), una camera da 300 megapixel capace di osservare vastissime porzioni di cielo in luce visibile e nel vicino infrarosso. Un singolo scatto con il WFI coprirà un’area centinaia di volte maggiore di quelle di Hubble, permettendo di mappare miliardi di galassie e studiare l’evoluzione dell’Universo su scala cosmologica.
- Il Coronagraph Instrument (CGI), uno strumento sperimentale progettato per realizzare le prime immagini dirette, dallo spazio, di esopianeti attorno a stelle vicine. Bloccando la luce della stella ospite, il coronografo potrà isolare la debole luce riflessa dai pianeti, aprendo la strada a futuri studi su mondi simili a quelli del nostro Sistema Solare.
Durante la missione primaria di cinque anni, il Roman condurrà tre grandi survey astronomiche: mappature ad ampio campo di galassie, osservazioni ripetute di regioni di cielo per studiare fenomeni variabili nel tempo, e un’indagine della parte interna della nostra Galassia (la regione centrale della Via Lattea), alla ricerca di esopianeti tramite microlensing e anche di oggetti isolati come pianeti vaganti o buchi neri solitari.
I dati raccolti (immagini e spettri) saranno resi pubblici, favorendo la partecipazione globale della comunità scientifica. In questo modo, il Roman potrebbe fornire scoperte per decenni a venire, aiutando le altre missioni in corso a rivoluzionare la nostra comprensione del cosmo.










