Esattamente trent’anni fa oggi, il 2 dicembre 1995, la missione SOHO (Solar and Heliospheric Observatory) veniva lanciata da Cape Canaveral. Frutto della collaborazione tra ESA e NASA, SOHO avrebbe dovuto restare operativa per soli due anni. Da allora, ha attraversato tre cicli solari completi, contribuendo in modo determinante alla nostra comprensione del Sole.
La sua longevità operativa e scientifica ne fa oggi uno degli osservatori spaziali più importanti della storia. È rimasto attivo ininterrottamente, nonostante due gravi incidenti tecnici, uno dei quali portò alla perdita dei contatti per diversi mesi, superati grazie a interventi software e hardware da Terra.
SOHO è diventato un punto di riferimento per la fisica solare, trasformando il modo in cui osserviamo il Sole e come comprendiamo fenomeni come le espulsioni di massa coronale, il ciclo magnetico e la dinamica interna dell’atmosfera solare. Nel 2020 la missione è stata estesa fino alla fine del 2025.
L’osservatorio solare per eccellenza
Nel corso del tempo sono molte le missioni che sono state costruite e lanciate per osservare, monitorare, studiare e capire la nostra stella. SOHO è oggi la missione più longeva dedicata allo studio del Sole ancora operativa. Nessuna missione solare precedente ha avuto una durata comparabile, né ha fornito una continuità osservativa così lunga.
Questo osservatorio si trova stabilmente posizionato a 1.5 milioni di chilometri dalla Terra, in direzione del Sole, in orbita attorno al punto di Lagrange L1 del sistema Sole-Terra. Questa posizione permette alla sonda di mantenere una linea di vista continua verso il Sole, senza le interruzioni tipiche che affliggerebbero un satellite in orbita terrestre. La sua posizione è strategica anche per l’invio tempestivo di dati utili al monitoraggio dell’attività solare e delle sue conseguenze sull’ambiente spaziale vicino alla Terra.

La sonda è equipaggiata con 12 strumenti scientifici, sviluppati da team europei e statunitensi, ognuno con il compito di indagare una specifica porzione dell’atmosfera solare o delle sue emissioni. Questa suite strumentale ha permesso a SOHO di coprire quasi tutti gli aspetti dell’elioscienza moderna.
Grazie alle sue capacità, SOHO è diventato un pilastro del sistema di monitoraggio dello space weather, contribuendo alla protezione delle infrastrutture tecnologiche sulla Terra e in orbita. I suoi dati vengono utilizzati quotidianamente da agenzie spaziali, meteorologiche e centri di ricerca per anticipare le conseguenze di eventi solari intensi.
I risultati principali degli ultimi anni di SOHO
Trent’anni di osservazioni continue del Sole rappresentano un archivio scientifico senza precedenti. Negli ultimi anni, grazie alla stabilità e alla qualità dei suoi dati, SOHO ha permesso di risolvere questioni aperte da decenni e di affiancare nuove missioni nel tracciamento del comportamento solare. Ecco i principali risultati recenti della missione.

Un unico “nastro trasportatore” di plasma
SOHO ha giocato un ruolo centrale nello sviluppo dell’eliosismologia, lo studio dell’interno del Sole tramite l’analisi delle onde acustiche che ne attraversano la superficie. Questo approccio, simile alla sismologia terrestre, ha consentito di mappare i flussi di plasma sotto la fotosfera e di rivelare il comportamento dinamico degli strati più profondi.
Uno dei risultati più significativi riguarda la scoperta che il plasma solare segue un singolo flusso convettivo per emisfero, simile a un “nastro trasportatore” che impiega circa 22 anni per compiere un ciclo completo. Il flusso si muove dalla superficie equatoriale verso i poli e ritorna in profondità verso l’equatore, in sincronia con il ciclo magnetico solare. Questa dinamica spiega l’emergere progressivo delle macchie solari verso l’equatore nel corso di ogni ciclo.
Una luminosità quasi costante
Uno degli obiettivi fondamentali dell’osservazione solare è comprendere quanto e come varia l’energia irradiata dal Sole. I dati raccolti da SOHO, combinati con osservazioni precedenti, coprono oggi quasi 50 anni di misure, rendendo possibile un’analisi approfondita.
I risultati mostrano che l’irraggiamento totale del Sole cambia di pochissimo: in media solo dello 0.06% durante un intero ciclo solare. Tuttavia, la variazione è molto più marcata nella radiazione ultravioletta estrema (EUV), che può raddoppiare tra minimo e massimo solare. Questa radiazione ha effetti diretti sulla temperatura e la composizione dell’atmosfera superiore terrestre, ma non è responsabile dei trend di riscaldamento globale osservati al suolo.
La legge americana sullo space weather
L’importanza operativa di SOHO nel monitoraggio in tempo reale delle tempeste solari è tale che, nel 2020, il suo ruolo è stato formalmente riconosciuto negli Stati Uniti con il PROSWIFT Act (Promoting Research and Observations of Space Weather to Improve the Forecasting of Tomorrow).
Nel testo della legge è citato specificamente LASCO, il coronografo di SOHO, come strumento essenziale per l’identificazione precoce delle espulsioni di massa coronale (CME). Bloccando la luce diretta del Sole, LASCO consente di osservare l’espansione della corona solare e di anticipare con giorni di anticipo l’arrivo di eventi potenzialmente dannosi per le tecnologie spaziali e terrestri.

5000 comete scoperte
Uno dei risultati più sorprendenti, e inizialmente non previsti, della missione riguarda la scoperta di oltre 5000 comete, rendendo SOHO il più prolifico scopritore di comete della storia. Questo è stato possibile grazie alla capacità di LASCO di rilevare anche comete radenti al Sole (sungrazer), spesso invisibili da Terra.
Molte di queste scoperte sono state realizzate da citizen scientists attraverso il progetto collaborativo Sungrazer, che ha coinvolto migliaia di persone in tutto il mondo nell’analisi delle immagini della missione. Questi dati hanno contribuito allo studio della composizione, delle traiettorie e dell’evoluzione fisica dei piccoli corpi che attraversano le regioni più interne del Sistema Solare.

Un’eredità scientifica ancora attiva
Il successo di SOHO ha influenzato direttamente la progettazione delle missioni solari successive, come il Solar Orbiter dell’ESA, il Solar Dynamics Observatory della NASA, la Parker Solar Probe della NASA e più recentemente Proba-3 dell’ESA.
Molti degli strumenti montati su queste sonde derivano da tecnologie sviluppate per SOHO, e spesso lavorano in coordinamento per ottenere misure dell’ambiente solare da posizioni diverse.
In particolare, Solar Orbiter sta attualmente osservando i poli solari da un’orbita inclinata, mentre la Parker Solar Probe si è avvicinata più volte alla corona solare più di qualsiasi altra missione nella storia.
I dati di SOHO, intanto, continuano a fornire il contesto fondamentale per interpretare le osservazioni di questi satelliti più vicini, consolidando il suo ruolo anche come osservatorio di riferimento a lungo termine.











