L’1 dicembre 2025 l’European Southern Observatory (ESO) ha formalizzato un accordo con un consorzio internazionale guidato dal Centre national de la recherche scientifique (CNRS) per la progettazione e realizzazione di un nuovo spettrografo multi-oggetto, denominato MOSAIC (Multi-Object Spectrograph), destinato a essere integrato nell’Extremely Large Telescope (ELT).
Lo strumento promette la capacità di misurare simultaneamente la luce emessa da oltre duecento sorgenti celesti, da galassie vicine e lontane fino a regioni remote dell’Universo primordiale. MOSAIC offrirà un campo visivo ampio in grado di tracciare la formazione e l’evoluzione delle strutture cosmiche, contribuendo a gettare nuova luce sulla distribuzione della materia, sulla chimica delle galassie e sul gas intergalattico.
La firma dell’accordo, avvenuta presso la sede ESO di Garching in Germania, è stata apposta dal Direttore Generale dell’ESO Xavier Barcons e dal Deputy CEO del CNRS Alain Schuhl. Con loro, erano presenti i responsabili scientifici del progetto: Roser Pello (principal investigator) e Mathieu Puech (co‑investigator), oltre ad altri esponenti delle istituzioni coinvolte.
Questo passaggio segna l’avvio ufficiale della fase di sviluppo di MOSAIC, un tassello fondamentale nella dotazione scientifica dell’ELT, la cui prima luce è attesa per marzo 2029.

MOSAIC: cos’è e perché è importante
MOSAIC è uno spettrografo concepito per sfruttare al massimo le straordinarie potenzialità dell’ELT: grazie al suo campo di vista ampio e alla capacità di osservare simultaneamente più di duecento oggetti, lo strumento è pensato per indagini su larga scala e per studi statistici su popolazioni di galassie e strutture cosmiche.
Operando nel visibile e nel vicino infrarosso, MOSAIC sarà in grado di separare la luce dei corpi celesti nelle sue componenti spettrali, consentendo agli astronomi di determinare proprietà come la composizione chimica, la temperatura, la densità e la dinamica del materiale osservato.
Questa versatilità rende MOSAIC particolarmente adatto a missioni scientifiche ambiziose: dal censimento sistematico delle galassie nelle prime epoche dell’Universo, fino all’analisi del gas fra le galassie (mezzo intergalattico), e allo studio dell’evoluzione della materia, sia quella ordinaria che oscura, su scala cosmica.
Grazie alla capacità multi‑oggetto e alla potenza del telescopio su cui sarà installato, MOSAIC rappresenta un notevole passo avanti rispetto agli strumenti attuali. Sarà possibile ottenere osservazioni molto profonde su molte sorgenti contemporaneamente, ottimizzando i tempi di osservazione e incrementando di molto il volume di dati raccolti.
A che punto è l’ELT?
La costruzione dell’ELT, in corso sul Cerro Armazones in Cile, procede verso la realizzazione completa. La struttura esterna è ultimata, ad aprile 2025 è stato celebrato il “topping out” della cupola con il completamento del rivestimento di pannelli protettivi, e a ottobre 2025 una delle porte scorrevoli della cupola, che in futuro permetterà le osservazioni, è stata mossa per la prima volta. Attualmente almeno il 60 % del progetto complessivo è stato completato.
Nel frattempo, un altro degli elementi chiave del sistema ottico adattivo dell’ELT, lo specchio deformabile M4, è stato terminato in Italia presso la sede della società Microgate (a Bolzano). M4, con un diametro di 2.5 metri e uno spessore inferiore a 2 millimetri, è controllato da oltre 5000 attuatori elettromagnetici ed è in grado di deformarsi più di mille volte al secondo, correggendo in tempo reale le distorsioni introdotte dall’atmosfera terrestre.
I piani operativi dell’ELT sono stati aggiornati di recente, con la “prima luce”, ovvero le prime immagini di test con la strumentazione al completo, ora prevista per marzo 2029, mentre le prime osservazioni scientifiche ufficiali sono fissate per dicembre 2030.











