Alle 18:21 italiane dell’1 dicembre 2025 è partito dallo spazioporto europeo di Kourou, in Guyana Francese, il vettore Vega-C per la missione VV28, con a bordo il satellite sudcoreano di osservazione terrestre Kompsat-7, noto anche come Arirang-7.
Kompsat-7, acronimo di Korea Multi-Purpose SATellite-7, è stato sviluppato dalla Korea Aerospace Research Institute (KARI) a Daejeon con una forte partecipazione dell’industria nazionale coreana. È dedicato all’osservazione della Terra, ed è stato immesso in un’orbita eliosincrona a circa 685 km di altitudine.
Questo è stato uno degli ultimi lanci del Vega-C operati da Arianespace, prima che Avio assuma completamente la gestione commerciale del vettore a partire dalla missione VV30. La transizione è stata formalizzata l’11 luglio 2025 con la firma della Launcher Exploitation Declaration (LED), che riconosce Avio come unico fornitore dei servizi di lancio per la famiglia Vega.
La nuova generazione coreana per l’osservazione della Terra
Kompsat-7 è il seguito diretto di Kompsat-3A, e rappresenta l’ingresso della Corea del Sud nella classe dei satelliti ottici ad alta risoluzione, ormai uno standard per gli operatori di punta nel settore dell’osservazione della Terra (EO, Earth Observation) civile e governativo.
Il cuore della missione è l’AEISS-HR (Advanced Earth Imaging Sensor System – High Resolution), un sensore elettro-ottico in grado di fornire immagini pancromatiche con risoluzione massima di 0.3 metri (30 centimetri) e multispettrali a circa 1.2 metri, su una striscia dell’ordine dei 14–15 km al nadir. Si tratta di prestazioni paragonabili, sul piano puramente geometrico, ai grandi sistemi commerciali occidentali, ma integrate in una piattaforma interamente governativa e sviluppata in larga parte con tecnologia domestica coreana.
L’obbiettivo dichiarato dalla KARI e dell’Agenzia Spaziale Coreana (KASA) è proprio la maturazione delle tecnologie chiave dei satelliti ottici da 30 cm, e la loro industrializzazione a beneficio della filiera locale.
Kompsat-7 introduce anche una serie di elementi che lo distinguono dal resto della costellazione di osservazione della Terra coreana. È il primo satellite sudcoreano a integrare dei Control-Moment Gyros (CMG), che permettono variazioni rapide di assetto e quindi un’elevata capacità di puntamento su target sparsi, con tempi di rivisita ridotti rispetto a una piattaforma stabilizzata solo a ruote di reazione.

L’architettura di gestione dati è stata progettata per sostenere flussi di informazione tipici dell’alta risoluzione: memoria di bordo nell’ordine dei terabit, compressione e cifratura in tempo quasi reale e l’adozione, per la prima volta su un satellite coreano, di tecnologie di trasmissione ottica interne, per ridurre i problemi nel trasferimento dai sensori all’elettronica di bordo.
Per quanto riguarda le telecomunicazioni, Thales Alenia Space fornisce il trasmettitore in banda X responsabile del downlink ad alta velocità verso terra, elemento che consente di svuotare la memoria a ritmi compatibili con le capacità di acquisizione di AEISS-HR. È un esempio concreto di come il programma coreano, pur centrato sulla sovranità tecnologica, resti intrecciato con l’industria europea, e in particolare italiana, anche oltre il segmento di lancio.
Nel portafoglio nazionale, Kompsat-7 si posiziona come elemento ottico centrale, che completa un mosaico già popolato: Kompsat-2/3/3A hanno fornito finora risoluzioni dell’ordine del metro, mentre Kompsat-5 e il futuro Kompsat-6 coprono il dominio radar in banda X con capacità di osservazione a qualsiasi ora del giorno e della notte e in ogni condizione meteorologica.
L’arrivo di Kompsat-7 e del gemello infrarosso Kompsat-7A permetterà a Seoul di controllare in casa una gamma di prodotti che va dalla sorveglianza marittima alle applicazioni di difesa e intelligence, fino alla pianificazione urbana e al monitoraggio fine delle infrastrutture, senza dipendere dai cataloghi commerciali stranieri.
Un altro volo per il Vega-C
Per il programma Vega-C, VV28 è la conferma che la fase di rientro in servizio avviata con il lancio di CO3D e MicroCarb nell’estate 2025 è stata l’inizio dell’operatività vera e propria, dopo gli anni complessi seguiti all’anomalia del 2022 e al fallimento dello static fire del Zefiro-40 nel 2023.
La riprogettazione dell’ugello dello Zefiro-40, i due test al banco condotti con esito nominale in Sardegna e il processo di qualifica coordinato dall’ESA hanno restituito al lanciatore la piena certificazione per missioni istituzionali e commerciali.
La missione Kompsat-7 arriva a poche settimane dalla firma degli accordi tra ESA, Arianespace, ArianeGroup e Avio che definiscono il quadro operativo di Ariane 6 e Vega-C per il resto del decennio e ribadiscono il ruolo di questi vettori come pilastri dell’accesso autonomo europeo allo spazio. In questo contesto, un cliente istituzionale extra-europeo come KARI è doppiamente prezioso: porta ricavi in valuta estera e, soprattutto, dimostra che il mercato continua a considerare competitivo un lanciatore a propulsione solida in un panorama affollato da opzioni riutilizzabili.
Vega-C è anche il ponte industriale verso Vega-E, l’evoluzione a tre stadi che riutilizzerà P120C e Zefiro-40 introducendo un nuovo stadio superiore criogenico a metano e ossigeno liquido spinto dal motore M10.

La roadmap prevista da Avio parla ormai esplicitamente di una famiglia “post-Vega-E” basata sul motore M60, sempre LOX-metano, pensato come building block per lanciatori più flessibili nel prossimo decennio. In tutto questo, la lista di lanci di Vega-C si sta riempiendo di missioni a forte valenza istituzionale: la costellazione IRIDE per l’Italia, il telescopio SMILE dell’ESA in collaborazione con la Cina, i satelliti CO2M e FORUM per il monitoraggio climatico, oltre a Kompsat-6 stesso e al dimostratore riutilizzabile dell’ESA, Space Rider.
In questo quadro, il volo di Kompsat-7 è un segnale politico e industriale che l’Europa torna a offrire a partner asiatici un accesso affidabile alle orbite polari, mentre la Corea del Sud mette in servizio il suo satellite più ambizioso per l’osservazione ottica.
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