Il Nancy Grace Roman Space Telescope, il prossimo grande osservatorio spaziale della NASA, ha superato una nuova serie di test fondamentali in preparazione del lancio. Ne ha dato comunicazione l’Agenzia il 25 novembre 2025.
Nelle scorse settimane, la parte esterna dell’osservatorio ha affrontato con successo prove di vibrazione e un intenso test acustico, per simulare le condizioni del lancio. Contemporaneamente, la sezione interna, che comprende il telescopio, il corpo strumentale, due strumenti scientifici e il “bus” spaziale, ha completato un ciclo di 65 giorni di test in camera a vuoto, dimostrando che potranno operare correttamente nelle condizioni estreme dello spazio.
Queste prove di verifica rappresentano l’ultimo grande step da superare prima dell’integrazione finale delle due metà dell’osservatorio. L’obiettivo è completare l’assemblaggio entro la fine dell’anno, per poi trasferire il Roman al sito di lancio presso il Kennedy Space Center in Florida. La partenza, a bordo di un Falcon Heavy di SpaceX, è ancora prevista dalla NASA entro maggio 2027, ma il team sta lavorando per un lancio in ottobre 2026.
Tutti i test superati dal Roman
Per garantire che il telescopio resistesse alle sollecitazioni di un vero lancio, la parte esterna (che include la outer barrel assembly, la copertura apribile per l’apertura ottica, e i pannelli solari) è stata sottoposta a due tipologie di test.
Durante il test acustico, l’assemblaggio è stato esposto per circa un minuto a un rumore di 138 decibel, superiore al rumore di un decollo aereo ravvicinato, all’interno di una camera dotata di grandi trombe per generare onde sonore ad alta frequenza. Monitorando la risposta strutturale dell’assemblaggio con sensori, gli ingegneri hanno verificato che non fossero presenti vibrazioni dannose per la componentistica del telescopio.

Successivamente, la parte esterna è stata sottoposta a un test di vibrazione su una piattaforma vibrante, con oscillazioni che spaziavano tra 5 e 50 hertz, frequenze simili a quelle generate durante le fasi di lancio di un razzo. I test sono stati condotti lungo tre assi spaziali, con analisi e monitoraggio dei dati dopo ciascuna prova.
Nel frattempo, la parte interna di Roman, che comprende specchi, strumenti scientifici e unità di servizio, è stata inserita in una camera a vuoto termico per un ciclo di 65 giorni continuo, con fluttuazioni estreme di temperatura e pressione, per simulare l’ambiente spaziale. Al termine, è stato verificato che tutti i sistemi ottici e meccanici risultassero perfettamente allineati e funzionali.

Verso il lancio
Con questi successi, il team di Roman prevede di unire le due grandi porzioni dell’osservatorio entro la fine di questo novembre, completando così l’assemblaggio dell’intera struttura. Una volta uniti, l’intero telescopio sarà sottoposto a test finali di pre-lancio prima del trasferimento al sito di lancio.
Dopo il trasferimento al Kennedy Space Center, Roman entrerà nella fase di preparativi finali per il lancio, attualmente previsto tra l’autunno 2026 e la primavera 2027.
Una volta in orbita, Roman sarà destinato ad osservare l’Universo con l’obiettivo di sondare fenomeni chiave come l’espansione dell’Universo, la natura della materia oscura, e migliaia di esopianeti tramite la tecnica del microlensing gravitazionale, studi che beneficeranno della combinazione tra campo visivo molto ampio e alta sensibilità tipiche di Roman, un po’ come per il telescopio spaziale Euclid dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA).










