L’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e l’Agenzia Spaziale Portoghese hanno firmato il 27 novembre, durante la ministeriale CM25 a Brema, un accordo per lo sviluppo dello Space Hub di Santa Maria, nelle Azzorre. Questo centro diventerà il sito di atterraggio dello Space Rider, lo spazioplano riutilizzabile sviluppato da ESA.
L’annuncio è stato dato dal Direttore Generale dell’ESA, Josef Aschbacher, durante la cerimonia di firma, nel corso della quale è stato confermato anche che il volo inaugurale del veicolo è previsto per il 2028, rinviando quindi la partenza rispetto alla precedente data del 2027. Alla cerimonia erano presenti anche il Ministro delle Imprese e del Made in Italy italiano Adolfo Urso, Chair della CM25, e il Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana Teodoro Valente.
Santa Maria sarà il sito di atterraggio dove lo Space Rider tornerà a Terra dopo ogni missione, grazie a un sistema di parafoil controllabile. La scelta dell’isola, situata nelle Azzorre, è legata a diversi vantaggi pratici: una posizione geografica favorevole, la possibilità di gestire facilmente lo spazio aereo circostante e la presenza di infrastrutture adatte ad accogliere un rientro dallo spazio.
Secondo ESA, l’infrastruttura sarà pronta per il primo volo nella prima metà del 2028. Il programma prevede nei prossimi mesi il drop test completo del modulo di rientro, inizialmente previsto per fine 2025 ma ora riprogrammato per febbraio o marzo 2026, per via delle condizioni meteorologiche e delle tempistiche operative del sito militare utilizzato per i test.

Verso il primo volo
Lo sviluppo di Space Rider è in uno stato avanzato. Tutto l’hardware necessario per il primo volo è già stato prodotto. Alcuni componenti si trovano ora in fase di integrazione, mentre altri sono sottoposti a test di verifica. Il completamento dell’intero sistema dovrebbe precedere di diversi mesi il volo inaugurale.
Un elemento che condiziona la data effettiva di lancio è la disponibilità del vettore Vega-C, nella configurazione con lo stadio P160C. Questa versione del razzo europeo non ha ancora volato, e il suo ritorno in servizio sarà determinante per fissare con certezza la finestra di lancio del primo Space Rider.
La missione del 2028 avrà un profilo dimostrativo, ma con carichi utili reali. L’ESA ha già firmato 18 accordi preliminari con clienti commerciali, offrendo accesso a bordo a condizioni agevolate. I payload non sono ancora stati ufficialmente annunciati, ma alcuni dei partner hanno espresso interesse per missioni successive.
Al termine della prima missione, l’ESA curerà il recupero e la revisione del veicolo. Successivamente, la gestione operativa sarà trasferita a un operatore commerciale, attualmente in fase di selezione tra due operatori europei.
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