Questi sono gli ultimi giorni per ammirare la cometa C/2025 A6 (Lemmon), che sta offrendo agli appassionati un’occasione che non si ripeterà per molto tempo. Scoperta a gennaio 2025 dal progetto Mount Lemmon Survey, la cometa ha attirato l’attenzione grazie alla sua luminosità in progressivo aumento e alla caratteristica chioma verde, resa visibile dai gas in sublimazione che riflettono la radiazione solare, oltre che alla sua lunga coda in evoluzione.
La Lemmon ha raggiunto la massima vicinanza alla Terra il 21 ottobre, quando è passata a circa 100 milioni di km dal nostro pianeta. La sua luminosità attuale si aggira intorno alla magnitudine 4, un valore vicino al limite della visibilità a occhio nudo: in condizioni di cielo molto buio, lontano dall’inquinamento luminoso e senza Luna, la cometa può essere scorta anche senza strumenti, ma per la maggior parte delle persone l’osservazione risulta più efficace con un binocolo o con un piccolo telescopio.
Nei prossimi giorni, la cometa continuerà ad avvicinarsi al Sole, raggiungendo il perielio l’8 novembre, a circa 75 milioni di km dalla nostra stella. Questa fase segna il punto di massima attività della cometa, in cui i materiali volatili del nucleo sublimano più intensamente, accentuando la luminosità e la lunghezza della coda. Tuttavia, allo stesso tempo, Lemmon diventerà progressivamente più bassa sull’orizzonte dopo il tramonto, riducendo la finestra di osservazione. Entro la fine del mese, non sarà più osservabile.
L’evoluzione della cometa
La luminosità di una cometa dipende strettamente dalla distanza dal Sole. Il nucleo della cometa Lemmon è composto principalmente da ghiacci d’acqua, anidride carbonica e monossido di carbonio, mescolati a polveri minerali. Avvicinandosi al perielio, la radiazione solare riscalda questi materiali, provocandone la sublimazione: i gas e le polveri vengono liberati nello spazio, formando la chioma e le code caratteristiche.
Nel caso della cometa Lemmon, la chioma presenta una colorazione verde tenue, dovuta in particolare all’emissione del carbonio biatomico (C₂), una firma spettrale tipica delle comete che raggiungono una buona attività in prossimità del Sole.
La coda di polveri, più larga e luminosa, e la coda di plasma, più sottile e direzionata dal vento solare, stanno mostrando una variabilità notevole. Queste variazioni non sono insolite: la cometa risponde direttamente ai cambiamenti del flusso di particelle solari e all’attività del suo nucleo. Questa dinamica rende le immagini della cometa da una sera all’altra significativamente diverse.

Come e quando osservarla
C/2025 A6 (Lemmon) è ancora osservabile subito dopo il tramonto, in direzione ovest/nord-ovest. In questi giorni, a ridosso del perielio, la finestra temporale utile per l’osservazione si è ridotta a circa un’ora e mezza dopo il tramonto. Per massimizzare la possibilità di individuarla, è fondamentale trovare un luogo lontano dalle luci artificiali, come zone rurali, alture o litorali poco illuminati. Inoltre è importante far abituare gli occhi al buio per almeno 10-15 minuti, evitando di guardare direttamente fonti luminose.
Per chi si avvicina per la prima volta all’osservazione di una cometa, l’uso di un binocolo (anche un 10×50) è spesso la soluzione più equilibrata: offre un ampio campo visivo, sufficiente luminosità e permette di individuare la cometa senza difficoltà di puntamento. Un piccolo telescopio può mostrare meglio la struttura della coda e la forma della chioma, ma richiede un orientamento più preciso.
Per localizzarla è consigliabile utilizzare app planetarie come Stellarium o SkySafari, aggiornate con le effemeridi della cometa. In queste sere è visibile nella costellazione dell’Ofiuco.











