Nella notte tra il 4 e il 5 novembre si è conclusa una parte delle polemiche che negli ultimi giorni hanno animato il settore spaziale americano. Il presidente Trump ha nominato nuovamente l’imprenditore e astronauta commerciale Jared Isaacman come nuovo amministratore della NASA. Questo avrà ripercussioni importanti anche per SpaceX e per Starship.
Nel clima piuttosto teso di ottobre, comunque, SpaceX ed Elon Musk non sono stati a guardare, condividendo nuovi aggiornamenti sul percorso che intendono dare al progetto Starship.
Il mese di ottobre è stato anche caratterizzato dall’undicesimo volo di Starship, l’ultimo eseguito con la versione Block 2. Da ora ci attenderanno quindi alcuni mesi di pausa prima di poter assistere a un nuovo lancio, che sarà anche il debutto sia della Block 3 (chiamata ufficialmente V3) sia del nuovo pad di Starbase.
Ecco quindi le principali novità emerse nell’ultimo mese in questo nuovo articolo della rubrica “I progressi di Starship”.
Addio Block 2
L’undicesimo volo di Starship, svolto a metà ottobre, ha permesso a SpaceX di chiudere definitivamente l’era della Block 2 con un pieno successo. L’obiettivo principale della missione era collaudare le nuove manovre di rientro, sia con il Booster 15 sia con la Ship 38. Queste serviranno alla Ship V3 per ritornare alla rampa di lancio. SpaceX ha così verificato il rientro del Super Heavy con 5 Raptor, anziché 3, durante le ultime fasi prima della cattura al volo, e testato il banking dinamico con la Ship 38. Quest’ultima manovra consiste nel seguire una traiettoria “curvilinea” che consente sia di sfruttare maggiormente l’azione frenante dell’atmosfera sia, in futuro, di evitare le aree abitate vicino a Starbase.
Starship successfully executing a landing flip, landing burn, and soft splashdown pic.twitter.com/ftAWwk3B33
— SpaceX (@SpaceX) October 16, 2025
Ora, proprio a Starbase, sono in fase di costruzione i primi prototipi della terza versione: il Booster 18 e la Ship 39. Quando potrebbe avvenire il prossimo lancio?
Impossibile rispondere al momento, ma quasi sicuramente non avverrà nel 2025. Dovremmo quindi aspettare gennaio o forse addirittura febbraio. SpaceX deve ancora completare l’assemblaggio della prima Block 3 e in genere trascorre circa un mese tra i test iniziali e il lancio.
Il 13 ottobre gli operai di SpaceX hanno trasferito la sezione superiore della Ship 39 dalla Starfactory alla Mega Bay 2 per iniziare l’assemblaggio completo. Nei giorni successivi, nell’edificio, hanno trasportato anche altre sezioni per continuare l’assemblaggio dei due stadi della Starship Block 3.
Attualmente SpaceX non ha ancora rivelato quali test eseguirà durante il volo numero 12, ma ha comunicato gli obiettivi per il 2026. La prima importante prova consisterà in una lunga permanenza in orbita di una Starship, per monitorare e studiare lo stoccaggio del propellente. Successivamente verranno eseguiti test di docking tra due diverse Starship, per arrivare poi al primo trasferimento di propellenti.
La nuova corsa alla Luna
I progressi del programma spaziale cinese e le sue ambizioni lunari sembrano aver messo in allarme gli Stati Uniti già da diversi mesi, che ora sono alla disperata ricerca di una soluzione per arrivare sulla Luna il prima possibile. Secondo Musk e SpaceX, quella soluzione è solo ed esclusivamente Starship.
In questo clima di tensione, l’ex amministratore ad interim della NASA, Sean Duffy, il 19 ottobre aveva affermato che l’agenzia avrebbe rimesso in discussione il contratto per la realizzazione di un lander per Artemis III. SpaceX aveva ottenuto questo contratto nel 2021, anche dopo diverse battaglie legali con Blue Origin.
A seguito dei ritardi accumulati dal programma Artemis, anche a causa di SpaceX, Duffy ha aperto alla possibilità di finanziare un altro lander. La soluzione proposta dovrà però essere facilmente sviluppabile e, soprattutto, pronta in tempi brevi. Ad oggi, 5 ottobre, dopo la rinomina di Isaacman come candidato amministratore della NASA al posto di Duffy, appare probabile che SpaceX mantenga questo contratto. A causa dello shutdown in corso negli USA, e quindi con molti uffici governativi chiusi, non vi sono però ancora dichiarazioni ufficiali da parte della NASA o di altre agenzie federali, se non quelle delle singole persone coinvolte.
Pochi giorni prima della dichiarazione di Duffy, il sito Ars Technica aveva riportato che Blue Origin stava lavorando a una versione modificata del lander MK 1, affinché potesse trasportare due astronauti in tempi brevi sulla Luna. Non è quindi sicuro che Isaacman, che negli scorsi mesi si è dimostrato molto aperto alle altre aziende spaziali, anche se concorrenti di SpaceX, decida di cancellare o non considerare progetti alternativi a SpaceX, magari da affiancare a Starship. Inoltre, i finanziamenti per progetti di questo tipo arrivano sempre dal Congresso e non sono decisi a priori dall’amministratore della NASA.
Il 29 ottobre, durante il Von Braun Space Exploration Symposium dell’American Astronautical Society, anche due ex amministratori della NASA, Charlie Bolden e Jim Bridenstine, hanno criticato la scelta dell’agenzia di affidare la realizzazione del lander a SpaceX. Bridenstine ha infatti affermato che “la probabilità di battere la Cina si avvicina rapidamente allo zero. Dobbiamo fare qualcosa di diverso”.
In questo clima di particolare tensione, SpaceX ha pubblicato prima, sul sito ufficiale, una lunga lista di traguardi raggiunti nello sviluppo di Starship e aggiornamenti sui lavori alla versione lunare e poi, su X, una serie di risposte alle affermazioni di Bridenstine.
L’azienda di Musk ha sottolineato come Starship sia stata selezionata proprio durante l’amministrazione di Bridenstine, anche dopo diversi ricorsi che avevano rallentato il programma.
SpaceX ha inoltre accusato l’ex amministratore di fare lobbying a favore di aziende storiche del settore spaziale, cioè di essere pagato da queste aziende per favorire i loro interessi, un’attività assolutamente legale negli Stati Uniti, come è legale anche sottolinearla all’interno di un dibattito come questo.
Alcuni dettagli sulla Starship HLS
Il 30 ottobre SpaceX ha risposto alle accuse pubblicando un resoconto sui progressi nello sviluppo della Starship HLS, il lander scelto per Artemis III. Sebbene l’articolo pubblicato da SpaceX sia piuttosto corposo, le vere novità sono poche ma comunque significative.
Un primo dato interessante riguarda il volume abitabile della Starship HLS, che sarà di 613 m³. Si tratta di un volume pari a circa i due terzi di quello della ISS e oltre 130 volte maggiore rispetto al LEM utilizzato per le missioni Apollo. La Starship, inoltre, sarà dotata di due airlock, ognuno con un volume di 13 m³.
SpaceX ha anche ribadito che la versione cargo, quindi non adatta al trasporto umano, sarà in grado di trasportare fino a 100 tonnellate di strumentazione sulla Luna. Ciò sarà possibile esclusivamente se SpaceX riuscirà a eseguire il trasferimento di propellente tra le Starship. Questa versione cargo è già stata selezionata dalla NASA per il trasporto di un rover pressurizzato giapponese sulla Luna, nei primi anni del prossimo decennio.
Tra i successi raggiunti, SpaceX ha menzionato nuovamente il test eseguito durante il terzo volo di Starship, avvenuto il 14 marzo 2024. In quell’occasione, la Ship 28 era riuscita a spostare 5 tonnellate di propellente tra i suoi serbatoi. Il prossimo passo sarà riuscire a gestire lo stoccaggio in orbita di grandi quantità di propellente per periodi di tempo prolungati. Durante gli ultimi voli, SpaceX ha collaudato anche un nuovo sistema a radiofrequenze per la misurazione precisa del propellente in condizioni di microgravità. Oltre ai test in volo, l’azienda sta conducendo anche diverse prove a terra, impiegando componenti equivalenti a quelli destinati al volo.
Affinché il trasferimento sia possibile, è necessario che avvenga l’attracco tra due Starship. Per effettuare questa manovra, le Starship saranno equipaggiate con i sensori di navigazione DragonEye, gli stessi utilizzati dalle capsule Dragon per attraccare alla ISS, quindi già ampiamente collaudati.
Il ballo delle tre Starship
Insieme agli aggiornamenti, SpaceX ha pubblicato anche diversi nuovi render, tra cui le versioni Depot e Tanker di Starship. La versione Depot sarà esteriormente molto simile al lander, in quanto priva di scudo termico e ali per il controllo del rientro in atmosfera. Questa Starship, infatti, dovrà rimanere in orbita attorno alla Terra e fungere da deposito per lo stoccaggio del propellente. La Depot sarà più alta rispetto alle altre versioni di Starship, con serbatoi molto più grandi, massimizzando la quantità di propellente da stoccare.
La Tanker, invece, sarà molto simile alle Starship che abbiamo visto volare in questi anni. Il suo compito sarà quello di raggiungere la Depot e rifornirla. Dovendo eseguire questa operazione più volte, le Starship Tanker saranno dotate di tutti i sistemi necessari per il rientro sulla Terra. In aggiunta, saranno presenti quattro punti di attracco, due nella parte alta e due nella sezione inferiore. La versione Tanker non avrà portelloni per il rilascio di carichi nello spazio e, molto probabilmente, all’interno della baia saranno installati appositi serbatoi per il trasporto di metano e ossigeno aggiuntivo.
Una volta terminate le operazioni di rifornimento della versione “deposito”, potrà partire la Starship HLS, che attraccherà a quest’ultima per poi rifornirsi e iniziare il suo viaggio verso la Luna. Attualmente, SpaceX non ha fornito dettagli riguardo al numero di lanci necessari per completare tutte queste operazioni. Secondo diverse dichiarazioni precedenti, tuttavia, questo numero potrebbe oscillare tra i 10 e i 20 lanci.
Il trasferimento di propellente è una delle operazioni più complesse per l’invio di Starship sulla Luna. In primo luogo, non è mai stato eseguito su larga scala; inoltre, richiede che tutti i lanci avvengano senza problemi. Si tratta quindi di uno degli aspetti più criticati dell’intero programma. È probabilmente uno di quelli su cui SpaceX ha introdotto semplificazioni, espressamente richieste dalla NASA per accelerare lo sviluppo.
I successi del programma Starship
SpaceX ha affermato di aver raggiunto 49 traguardi nello sviluppo dei sistemi, delle infrastrutture e delle procedure che serviranno per portare gli astronauti sulla Luna. Molti di questi erano già stati resi noti negli anni passati, come i test dei motori effettuati nel 2023 o le prove di docking con la capsula Orion nel 2024. Sempre lo scorso anno, insieme ad Axiom Space, SpaceX ha collaudato l’airlock e il sistema che permetterà agli astronauti di scendere sul suolo lunare.
SpaceX sta portando avanti anche lo sviluppo della cabina in cui vivranno gli astronauti, effettuando prove sui sistemi di supporto vitale, come la distribuzione di ossigeno e azoto, il controllo termico e la gestione dei computer di bordo. Poiché la Starship sarà dotata di numerosi oblò, SpaceX ha eseguito anche simulazioni di impatto con detriti e micrometeoriti su queste strutture.
Hanno inoltre condotto diversi test legati al dispiegamento e all’utilizzo delle gambe di atterraggio, simulando l’impatto con la superficie lunare mediante mockup a grandezza naturale. Sebbene non siano ancora state mostrate, è probabile che la versione finale delle gambe di atterraggio sia simile a quella visibile nei render. A differenza di quelle adottate sui Falcon 9, le “zampe” della Starship non avranno coperture aerodinamiche e la struttura sarà completamente esposta.
È possibile che, nei prossimi mesi, soprattutto con il debutto della Starship V3, SpaceX mostri ulteriori sviluppi su questa componente. Ciò potrebbe avvenire anche con la ripresa delle normali attività della NASA a seguito dello shutdown.
Altri “pezzi di Starship” – Brevi novità e aggiornamenti
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Un nuovo rapporto della contea di Cameron, in Texas, ha evidenziato l’impatto economico generato da SpaceX sul territorio. Le attività dell’azienda a Starbase dovrebbero produrre entro il 2026 un output economico complessivo di oltre 13 miliardi di dollari, con circa 24.000 posti di lavoro diretti e indiretti. Il contributo alla catena di fornitura locale supera i 147 milioni di dollari, coinvolgendo più di 350 aziende della regione. Secondo le autorità locali, questi dati confermano il ruolo di SpaceX come principale motore di crescita economica per la contea, grazie agli investimenti in infrastrutture e alle operazioni legate al programma Starship.
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Dopo l’ultimo volo della Starship Block 2, gli operai di SpaceX hanno iniziato i lavori di smantellamento del Pad 1 di Starbase. La vecchia rampa di lancio sarà ricostruita e aggiornata nei prossimi mesi, rendendola identica al Pad 2, attualmente in fase di costruzione. A causa delle numerose modifiche apportate alla versione 3 di Starship, infatti, il Pad 1 non era più in grado di supportarne i voli. Ciò era dovuto sia alla necessità di disporre di due Quick Disconnect Arm per il Super Heavy, sia alla nuova struttura richiesta per contenere la spinta generata dai Raptor 3.
What I saw during the Halloween flyover at Starbase👀 pic.twitter.com/Ec6hQQjUdE
— RGV Aerial Photography (@RGVaerialphotos) November 1, 2025
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Proseguono i lavori per la realizzazione di una rampa di lancio per Starship anche in Florida. Nei giorni scorsi è stato trasportato all’esterno del capannone l’Orbital Launch Mount (OLM) per completare gli ultimi interventi e prepararlo al trasferimento. Il 4 novembre, ultimati i lavori, gli operai hanno trasportato l’OLM al complesso di lancio 39A del Kennedy Space Center per procedere con l’installazione. Inizierà così a prendere forma una delle tre rampe di lancio di Starship previste in Florida.
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A circa un’anno di distanza, Elon Musk è tornato a parlare del Raptor 4, una futura versione del motore progettata per offrire prestazioni ancora migliori rispetto a quelle del Raptor 3, che deve ancora debuttare. Musk ha citato il nuovo motore durante un confronto tra il Raptor 3 e il Merlin, utilizzato sul Falcon 9. Secondo le sue dichiarazioni, il Raptor 3 supererà il Merlin nel rapporto spinta/peso e ridurrà i costi per tonnellata di spinta da due a quattro volte rispetto alle stime del 2019. Con il Raptor 4, invece, SpaceX punta a un vantaggio economico fino a dieci volte superiore rispetto al Merlin.











