La missione italiana di In‐Orbit Servicing, IOS, promossa dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e finanziata tramite il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), ha superato la revisione preliminare (System Preliminary Design Review).
Il progetto prevede la realizzazione, lo sviluppo e la qualifica di un mezzo spaziale dimostrativo in orbita terrestre bassa (LEO). L’obbiettivo è riuscire a testare tecnologie necessarie per le operazioni future in orbita, come il rifornimento, la riparazione o la sostituzione di componenti di satelliti, oltre che il trasferimento orbitale e il rientro atmosferico.
Il prime contractor di IOS è a Thales Alenia Space, a capo del Raggruppamento Temporaneo d’Impresa (RTI) che comprende anche Leonardo, AVIO, D‑Orbit e Telespazio. Durante la revisione, il team ha presentato ad ASI i progressi raggiunti nella progettazione dei sistemi e sottosistemi, e il livello di maturità definito per tecnologie innovative chiave come l’avvicinamento orbitale (rendezvous) e il braccio robotico per le operazioni in orbita.
Entro la fine del 2025, il consorzio industriale presenterà un piano operativo coordinato. Questo piano delineerà i compiti specifici di ciascun partner e guiderà le fasi successive dello sviluppo del veicolo.
IOS, il primo dimostratore italiano di in-orbit servicing
La missione IOS ha preso forma ed è stata finanziata dalle risorse del PNRR gestite da ASI. Il contratto sottoscritto con Thales Alenia Space prevedeva un lancio entro il 2026, e affidava al RTI la progettazione, lo sviluppo e la qualifica del veicolo spaziale.
Il veicolo sarà operativo in orbita terrestre bassa (LEO) e sarà dotato di un braccio robotico. Questo braccio sarà sviluppato da Leonardo insieme all’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e all’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), per intervenire su un satellite target gestito da D‑Orbit tramite la sua piattaforma ION. Avio si occuperà del modulo di supporto orbitale e del sistema di propulsione, mentre Telespazio e Altec si dedicheranno al segmento di terra della missione.
L’obiettivo è validare operazioni quali rifornimento di propellente, riparazione, sostituzione di componenti o trasferimento orbitale: tutti scenari che assumono importanza crescente con l’aumento del numero di satelliti e della necessità di manutenzione in orbita.
Il completamento della revisione preliminare consente ora di passare alla fase successiva di definizione tecnica e integrazione dei sistemi, aprendo la strada alla qualifica e al test delle capacità in condizioni reali.











