Oggi, 29 ottobre 2025, alle 12:44 italiane la cometa interstellare 3I/ATLAS raggiungerà il perielio, ovvero il punto di massimo avvicinamento al Sole. Arriverà alla distanza di 203 milioni di km dalla nostra stella, pari a circa 1.36 Unità Astronomiche.
3I/ATLAS è il terzo oggetto interstellare scoperto finora nel Sistema Solare, dopo 1I/’Oumuamua e 2I/Borisov. È stato classificato come cometa per via delle osservazioni che hanno mostrato la presenza di una chioma e una coda.
Durante l’avvicinamento al perielio, la cometa si trovava in una regione che rendeva difficili le osservazioni da Terra, infatti è stata osservata principalmente dallo spazio. Dopo il superamento del perielio, 3I/ATLAS sarà nuovamente visibile nel cielo poco prima dell’alba, nel mese di novembre. A dicembre, la cometa attraverserà le costellazioni della Vergine e del Leone, e la sua luminosità diventerà più debole.
Cosa sappiamo finora di 3I/ATLAS?
3I/ATLAS è stata scoperta l’1 luglio 2025 dal sistema di sorveglianza ATLAS in Cile, quando si trovava ancora a 4.5 Unità Astronomiche dal Sole. Le prime osservazioni non erano state sufficienti a stabilire se si trattasse di una cometa o di un asteroide, ma in pochi giorni diversi telescopi terrestri, tra cui il Canada-France-Hawaii Telescope e il Lowell Discovery Telescope, hanno evidenziato la presenza di una chioma e di una coda, identificandola in modo definitivo come cometa.

Ciò che rende 3I/ATLAS un oggetto degno di attenzione è soprattutto la sua orbita iperbolica, con un’eccentricità superiore a 6, un valore molto più estremo di quello degli altri oggetti interstellari noti. Questa caratteristica indica che non è legata gravitazionalmente al Sole e che proviene dallo spazio interstellare profondo, con una probabile origine nel disco spesso della Via Lattea.
Le stime attuali suggeriscono che la cometa possa avere un nucleo di dimensioni comprese tra circa 300 metri e 5 km, circondato da una chioma ricca di polveri rossastre. Le prime analisi spettroscopiche hanno identificato ghiaccio e silicati, e osservazioni con telescopi spaziali come Hubble e JWST stanno permettendo di studiarne la composizione in dettaglio, rilevando tra l’altro emissioni di anidride carbonica e tracce di cianuro.
Da un punto di vista scientifico, 3I/ATLAS rappresenta una rara opportunità per osservare materiale primordiale proveniente da un altro sistema planetario, più antico dello stesso Sistema Solare.
Cosa comporta il superamento del perielio?
Il passaggio al perielio rappresenta una fase importante nell’evoluzione di una cometa, e 3I/ATLAS non fa eccezione. Avvicinandosi al Sole, l’aumento della temperatura provoca la sublimazione dei ghiacci presenti nel nucleo, con conseguente intensificazione dell’attività cometaria: la chioma può espandersi, la coda può allungarsi e la luminosità apparente può aumentare, anche se nel caso di 3I/ATLAS l’incremento non sarà sufficiente a renderla visibile a occhio nudo.

Il superamento del perielio segna inoltre l’inizio della fase di allontanamento dal Sistema Solare interno. Nei prossimi mesi, la cometa si sposterà verso regioni del cielo nuovamente osservabili dalla Terra, diventando progressivamente più accessibile agli strumenti amatoriali e professionali. Tuttavia, la sua luminosità tenderà a diminuire man mano che si allontana dal Sole, mentre parte della chioma e della coda potrebbero disperdersi nello spazio.
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Dal punto di vista dinamico, l’orbita di 3I/ATLAS non verrà significativamente modificata dall’interazione con il Sole o con i pianeti: il suo percorso iperbolico la porterà a lasciare definitivamente il Sistema Solare dopo il passaggio, senza possibilità di ritorno.
Per gli astronomi, questa è una finestra temporale limitata per raccogliere dati sulla composizione chimica, l’attività e l’evoluzione di un corpo interstellare. Il periodo successivo al perielio sarà particolarmente interessante per capire come la cometa reagisce alla radiazione solare e per confrontare il suo comportamento con quello delle comete del Sistema Solare.










